Nuovo saggio su Mario Rigoni Stern
È stato pubblicato un nuovo volume dedicato alla figura e all'opera di Mario Rigoni Stern, intitolato “Le stagioni e i ricordi. Saggi su Mario Rigoni Stern”. L'autore del libro, Sergio Di Benedetto, è un insegnante, drammaturgo e ricercatore.
Il saggio, edito da Ronzani per un totale di 280 pagine, si propone come un approfondimento imperdibile per gli estimatori dello scrittore noto come il "Sergente dell'Altopiano". La casa editrice vicentina aveva già precedentemente pubblicato altre due opere dedicate a Rigoni Stern, focalizzate sull'etica civile, la letteratura, la storia e la natura, e sulla sua prospettiva ecologica.
Analisi dell'opera e temi trattati
I numerosi saggi raccolti nel volume di Di Benedetto esplorano diverse sfaccettature dell'eredità letteraria di Rigoni Stern. Vengono analizzate le connessioni con la narrativa russa e americana, così come le affinità con la poetica di Dante e i versi di Ungaretti, ponendo particolare attenzione alla rappresentazione del paesaggio e allo scorrere del tempo.
L'opera, composta da undici saggi e un'ampia introduzione, offre uno spaccato di un Altopiano dei Sette Comuni ormai in gran parte scomparso. Vengono rievocate le guerre e le vicende storiche del Novecento, unitamente a una solida etica individuale forgiata dall'esperienza e dal tempo. Sebbene scritti in momenti diversi, i saggi sono stati rivisti per la pubblicazione in volume e vanno letti come un'opera unitaria, grazie alla coerenza e alla fluidità espositiva.
La guerra, il rifiuto e la natura
Nei primi capitoli, Di Benedetto si sofferma sulla guerra vista attraverso gli occhi dei civili e dei profughi durante la Prima Guerra Mondiale, attingendo a opere come "Storia di Tönle" e "L'anno della vittoria". Viene affrontata anche la drammatica esperienza dei soldati mandati in conflitti di aggressione durante la Seconda Guerra Mondiale.
Un capitolo significativo è dedicato al coraggio di dire "no", il rifiuto di Rigoni Stern di aderire alla Repubblica Sociale Italiana dopo l'8 settembre 1943, un atto di coerenza che gli costò venti mesi di prigionia nei lager tedeschi. Altri due saggi centrali analizzano i suoi celebri libri di guerra, "Il sergente nella neve" e "Quota Albania", evidenziando echi letterari e stilistici.
Gli ultimi scritti esplorano il profondo legame di Rigoni Stern con la natura, il bosco e gli animali, sottolineando come il rispetto e la conoscenza siano prerequisiti fondamentali per poterli vivere e raccontare.
Un'eredità che supera i confini
Lo stile di Di Benedetto è stato lodato per la sua capacità di evitare sia la rigidità accademica sia la superficialità divulgativa. La precisione, la ricerca di aspetti inediti e il modo coinvolgente di presentare le informazioni sembrano quasi riflettere alcune delle qualità dello stesso Rigoni Stern.
Il libro mette in luce la portata europea e internazionale dell'opera di Mario Rigoni Stern. Le sue riflessioni sull'ambiente, sulla scrittura e sulla vita civile trascendono i confini del suo Altopiano, risultando immediatamente riconoscibili al di là delle differenze linguistiche e culturali.
L'autore cita la passione dei traduttori giapponesi, la sensibilità dei traduttori francesi, il paragone con Hemingway da parte di critici come Folco Portinari e l'ammirazione di Eraldo Affinati, curatore del Meridiano Mondadori. Il lavoro di Di Benedetto si inserisce in questo filone di sensibilità culturale di ampio respiro.
La cura editoriale del volume
La casa editrice Ronzani è rinomata per l'elevata qualità grafica e tipografica dei suoi volumi, e questo libro non fa eccezione. La copertina è impreziosita da un ritratto di Mario Rigoni Stern realizzato dal fotografo Loïc Seron nel 2007, un anno prima della scomparsa dello scrittore.
L'immagine cattura il volto di un uomo segnato dall'esperienza, ma capace di mantenere fino all'ultimo la passione per le meraviglie naturali e l'indignazione di fronte alle ingiustizie, in particolare la guerra.