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La Regione Friuli-Venezia Giulia destina 300mila euro a un bando per la catalogazione e digitalizzazione delle biblioteche. L'obiettivo è preservare e rendere più accessibile il patrimonio librario regionale, con contributi fino a 90mila euro per progetto.

Nuovo bando per le biblioteche regionali

La Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia ha approvato un nuovo bando. Questo provvedimento mira a sostenere la valorizzazione del patrimonio bibliotecario. Sono stati stanziati 300mila euro per l'anno 2026. L'iniziativa è stata proposta dal vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil. L'obiettivo principale è migliorare l'aggiornamento e la fruibilità dei beni documentari. La delibera specifica le modalità di erogazione dei fondi. Questi saranno destinati a interventi di catalogazione, inventariazione e digitalizzazione.

I fondi sono pensati per le biblioteche civiche e universitarie. Sono incluse anche le biblioteche statali che operano sul territorio. Queste ultime devono gestire servizi civici in convenzione con i Comuni. L'intervento regionale coprirà il 90% delle spese ammissibili. Esiste un limite massimo di 90mila euro per singolo progetto. La spesa minima richiesta per partecipare è di 5mila euro.

Anzil: preservare la memoria storica

Il vicegovernatore Mario Anzil ha sottolineato l'importanza di questo investimento. «È fondamentale investire nella cura e nella modernizzazione del nostro patrimonio bibliografico», ha dichiarato Anzil. Ha aggiunto che questo patrimonio rappresenta la memoria storica e l'identità delle comunità. La digitalizzazione e una corretta catalogazione sono strumenti essenziali. Permettono di preservare i documenti nel tempo. Inoltre, rendono il sapere più accessibile a un pubblico più ampio. Studenti, ricercatori e cittadini potranno beneficiare di questi miglioramenti. Le biblioteche rafforzeranno il loro ruolo di centri culturali attivi. Questo è un passo importante per la conservazione del sapere.

Anzil ha evidenziato che il processo di concessione dei contributi seguirà una procedura a sportello. Le domande verranno valutate in base all'ordine cronologico di presentazione. Questo sistema assicura un supporto tempestivo. Le risorse saranno erogate fino all'esaurimento dei fondi disponibili. L'obiettivo è fornire un aiuto concreto e rapido. Gli enti locali e le università potranno così avviare i loro progetti. Il riordino e la digitalizzazione dei materiali potranno iniziare già nel corso del 2026. L'efficienza dei servizi bibliotecari regionali ne beneficerà notevolmente. La regione dimostra così un impegno concreto verso la cultura.

Modalità di partecipazione e spese ammissibili

Le richieste di contributo dovranno essere inviate esclusivamente tramite Posta elettronica certificata (Pec). La finestra temporale per la presentazione delle domande è ampia. Inizierà alle ore 8.00 del 27 aprile 2026. Si concluderà alle ore 16.00 del 26 maggio 2026. I progetti finanziabili includono diverse attività. Tra queste, la catalogazione e lo scarto di materiale obsoleto. Saranno supportate anche l'inventariazione e la digitalizzazione del patrimonio documentario. L'intervento regionale coprirà una serie di costi specifici. Sono inclusi i compensi per consulenti e collaboratori esterni. Saranno finanziati anche l'acquisto di materiali di consumo. Verrà coperto anche il noleggio di beni strumentali necessari ai progetti. Sono invece escluse alcune tipologie di spese. Non saranno finanziati acquisti di hardware e software. Nemmeno l'acquisto di beni durevoli è coperto. I costi relativi al personale dipendente degli enti richiedenti non saranno rimborsati. Questo per garantire che i fondi siano destinati a interventi specifici.

Il Friuli-Venezia Giulia, con questa iniziativa, si posiziona come regione attenta alla conservazione del proprio patrimonio culturale. La digitalizzazione rappresenta una chiave di volta per il futuro. Permette di superare i limiti fisici dei documenti. Rende la cultura più accessibile e partecipata. Le biblioteche, in questo contesto, assumono un ruolo ancora più centrale. Non sono solo depositi di libri, ma veri e propri hub di conoscenza e interazione sociale. L'investimento di 300mila euro è un segnale forte. Sottolinea la volontà di preservare la memoria storica per le generazioni future. La procedura a sportello, inoltre, favorisce una rapida attuazione dei progetti. Questo permetterà agli enti di beneficiare dei fondi in tempi brevi. L'impegno della regione si estende a un ampio spettro di istituzioni culturali. Dalle biblioteche civiche a quelle universitarie e statali, l'obiettivo è omogeneo: modernizzare e rendere fruibile il sapere. La gestione tramite Pec garantisce tracciabilità e sicurezza. L'intero processo è pensato per essere efficiente e trasparente. La regione si conferma un attore fondamentale nel panorama culturale italiano.

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