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A Trieste si è tenuta l'unica proiezione italiana del film "Zwingli, il riformatore". L'evento ha incluso un dibattito con il regista Stefan Haupt.

Un ritratto del XVI secolo a Trieste

Il film "Zwingli, il riformatore" ha offerto uno sguardo sulla Zurigo del XVI secolo. La città era descritta come ricca ma con profonde disuguaglianze sociali. In questo contesto arrivò il giovane sacerdote Ulrich Zwingli nel 1519.

Zwingli avviò una rivoluzione spirituale. Contestò la chiesa del tempo, descritta come opulenta e distante dai bisogni della gente. Le sue idee portarono a un crescente contrasto con le autorità ecclesiastiche. Questo culminò in un vero e proprio conflitto armato.

La proiezione al cinema Ariston

La pellicola, di produzione svizzero-tedesca e risalente al 2019, è stata presentata al cinema Ariston di Trieste. La proiezione è avvenuta ieri sera, 30 marzo. È stata l'unica in programma per l'intera Italia.

L'attore Max Simonischeck interpreta con successo il ruolo di Zwingli. Viene ritratto come un critico dei costumi ecclesiastici. Sosteneva ideali di uguaglianza e rigore morale.

Il film si inserisce nel periodo di grandi riformatori religiosi. Tra questi si ricordano Giovanni Calvino, Martin Lutero e John Knox. Anche il pensiero di Erasmo da Rotterdam influenzava l'epoca.

Le idee di Zwingli e la reazione

I sermoni di Zwingli a Zurigo proponevano un'immagine di Dio benevolo. Parlavano di diritti universali. Le sue parole inizialmente disorientarono, poi accesero gli animi. Sollevarono il popolo, spesso analfabeta e oppresso.

Il rapporto con la chiesa si deteriorò rapidamente. Un momento chiave fu durante un'epidemia di peste. Zwingli rimase in città, contagiandosi ma guarendo. Molti ecclesiastici, invece, fuggirono.

Il sacerdote seguì scrupolosamente la Bibbia. Ignorò riti come digiuni e celibato. Tradusse le Sacre Scritture in tedesco.

Conflitti e eredità

Ulrich Zwingli godeva del sostegno del Consiglio cittadino. Tuttavia, le sue idee furono applicate dai suoi seguaci senza un adeguato equilibrio politico. Questo portò a conseguenze inaspettate.

Si verificarono arresti, torture e esecuzioni. Lo scontro con la chiesa si intensificò. Roma cercò alleanze internazionali. Questo sfociò in una guerra che travolse i riformatori.

Nonostante la sconfitta, le loro idee sopravvissero. Esse continuarono a diffondersi nel tempo.

Il dibattito post-proiezione

L'evento è stato organizzato dal Centro Studi Albert Schweitzer. Dopo la proiezione, si è svolto un dibattito. Hanno partecipato Peter Ciaccio, pastore delle Chiese valdesi e metodiste di Trieste, e il regista Stefan Haupt.

Il regista ha condiviso il successo ottenuto dal film in Svizzera e Germania. Ha anche menzionato un successo minore in Francia.

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