L'Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia ha registrato nel 2025 un afflusso di visitatori raddoppiato rispetto agli anni precedenti, superando le 226.000 presenze. L'assessore Anzil sottolinea come la cultura sia un motore di sviluppo e attrattività per la regione, con un focus sulla "cultura di frontiera" e un programma ambizioso per il 2026.
Cultura motore di sviluppo regionale
I risultati eccezionali ottenuti da Erpac nel corso del 2025 evidenziano il ruolo primario della cultura. Essa si conferma un fattore chiave per lo sviluppo e l'attrattività del Friuli Venezia Giulia. Questa terra valorizza la sua posizione di confine, trasformandola in un'opportunità di incontro e crescita.
Così ha dichiarato il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil. Le sue parole sono giunte a Udine durante la presentazione dei dati del 2025 e del programma per il 2026 dell'Ente regionale per il patrimonio culturale.
Afflusso record di visitatori nel 2025
La direttrice dell'Ente, Lydia Alessio Vernì, ha illustrato i numeri del 2025. L'anno si è concluso con un successo senza precedenti. Si sono registrati 226.671 ingressi complessivi. Questo dato ha più che raddoppiato i numeri del 2024 (98.700) e del 2023 (100.220).
Il successo è stato trainato da mostre di grande richiamo. Tra queste spicca «Confini da Gauguin a Hopper». Questa esposizione ha attirato una media di 670 visitatori ogni giorno. Si è assistito anche a una crescita esponenziale in poli strategici.
Gorizia è passata da 23.000 a oltre 93.000 ingressi. Villa Manin ha raggiunto quota 96.000 visitatori. Questi dati confermano la vitalità culturale della regione.
Internazionalizzazione e investimenti strategici
La crescita record è accompagnata da una forte presenza internazionale. I visitatori provengono in particolare da Slovenia, Austria e Germania. Questo dato conferma la capacità del sistema regionale di dialogare con l'Europa e oltre. Il Friuli Venezia Giulia non è più una periferia. Diventa un cuore pulsante del continente.
Lo ha sottolineato Anzil. Ha evidenziato l'importanza strategica degli investimenti effettuati. Sono stati destinati 4,8 milioni di euro. Questi fondi, inclusi quelli del Pnrr, mirano a migliorare l'accessibilità di Borgo Castello a Gorizia. È stato potenziato anche il trasporto sostenibile.
Sono stati implementati servizi integrati treno-bus per raggiungere Villa Manin. Questi interventi mirano a rendere la fruizione culturale più agevole e sostenibile.
Programma 2026: la "nuova cultura di frontiera"
Per il 2026, Erpac rilancia con un palinsesto ricco e variegato. Le proposte spaziano dalle arti visive alla fotografia. Si consolida il modello della «nuova cultura di frontiera». Questo approccio valorizza le specificità del territorio.
Tra le mostre in corso e quelle più attese figurano «Voi siete qui» a Gorizia. A Trieste si terrà «Japan». A Villa Manin è in programma «Ruota libera. La bici nell'evoluzione sociale dell'Italia».
Il calendario si arricchirà ulteriormente. È prevista la riapertura del Museo della Moda il 17 aprile. Ci saranno anche grandi eventi dal vivo. Artisti di calibro internazionale come Claudio Baglioni, i Duran Duran e i Negramaro animeranno la regione.
Cultura come leva strategica per il futuro
L'arte e la cultura non sono solo un'eredità da custodire. Sono una leva strategica per il futuro della regione. Così ha concluso Anzil. Ha ricordato il valore simbolico del 2026. Quest'anno segna il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.
Si sottolinea il binomio senza precedenti tra le capitali della Cultura. Nova Gorica e Gorizia sono state capitali nel 2025. Pordenone lo sarà nel 2027. Investire in queste eccellenze significa promuovere il dialogo. Rafforza l'identità di un territorio.
Un territorio che guarda avanti con consapevolezza e orgoglio. La visione di Erpac e dell'amministrazione regionale punta a consolidare il Friuli Venezia Giulia come destinazione culturale di primo piano. L'obiettivo è attrarre visitatori e promuovere lo sviluppo socio-economico attraverso la cultura.