Il settore calzaturiero veneto affronta un anno difficile con un calo del 7,4% delle esportazioni nel 2025. Le ore di cassa integrazione autorizzate raggiungono i 4,7 milioni, evidenziando le criticità del comparto.
Calzaturiero veneto: export in flessione nel 2025
Il comparto calzaturiero italiano, e in particolare quello veneto, sta attraversando una fase di contrazione. A livello nazionale, il fatturato si è attestato a 12,84 miliardi di euro. Questo dato rappresenta una diminuzione del 2,8% rispetto all'anno precedente. I dati provengono dal Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici. L'export nazionale ha visto una flessione dell'1,1%. Tuttavia, la situazione in Veneto è decisamente più critica. La regione ha registrato una contrazione delle esportazioni pari al 7,4% tra il 2024 e il 2025. Questo dato sottolinea le difficoltà specifiche del territorio.
Le principali destinazioni dell'export calzaturiero veneto nel 2025 mostrano andamenti differenti. La Francia ha visto una lieve flessione dello 0,5%. La Germania ha registrato un calo del 10,8%. La Spagna ha subito una contrazione del 10,5%. Gli Stati Uniti hanno segnato un -1,9%. La Polonia ha evidenziato il dato più negativo tra i primi cinque mercati, con un crollo del 27,1%. La Russia, pur non rientrando tra i primi mercati, ha perso il 29,4% delle sue esportazioni.
Imprese e occupazione nel calzaturiero veneto
Il Centro Studi di Confindustria Accessori Moda ha elaborato dati preoccupanti anche per quanto riguarda il tessuto imprenditoriale. Tra industria e artigianato, il numero di imprese attive nel settore calzaturiero e nella produzione di parti per calzature è diminuito di 73 unità rispetto al 2024. Questo calo è accompagnato da un saldo occupazionale negativo di 234 addetti. La perdita di aziende e posti di lavoro indica una contrazione strutturale del comparto.
Le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate dall'INPS per le imprese venete della filiera pelle nel 2025 mostrano una flessione del 22,3% rispetto al 2024. Questo dato, sebbene indichi una diminuzione delle richieste, va interpretato con cautela. La riduzione delle ore di Cig può essere legata anche alla chiusura di aziende. Nel 2025 sono state autorizzate in Veneto circa 4,7 milioni di ore di cassa integrazione. Questo numero rimane comunque molto elevato. Si posiziona significativamente al di sopra dei livelli pre-pandemici del 2019, con un aumento del 228,1%.
Prospettive internazionali e preoccupazioni per il futuro
Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici, ha commentato la situazione del settore. «A livello internazionale, l'export continua a essere il nostro polmone vitale», ha affermato. Ha però sottolineato come la geografia dei mercati stia mutando rapidamente. Nel 2025, la resilienza dell'Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato il rallentamento dell'Estremo Oriente, in particolare della Cina. Il mercato cinese, un tempo motore del lusso, sta vivendo una fase di ripensamento. Questo impone nuove strategie di approccio per le aziende italiane. La Presidente ha espresso preoccupazione per le conseguenze del conflitto nell'area mediorientale. Inoltre, guarda con estrema cautela agli Stati Uniti. L'introduzione di misure protezionistiche in un mercato chiave per l'alto di gamma aggiunge incertezza in una fase già delicata.
Le aziende venete, specialmente quelle situate nella riviera del Brenta, osservano con apprensione questi sviluppi. La dipendenza dall'export e le mutate condizioni geopolitiche ed economiche globali rappresentano sfide significative per il futuro del calzaturiero veneto. Le strategie future dovranno necessariamente tenere conto di questi mutamenti per garantire la sopravvivenza e la crescita del settore.