Il Team K solleva dubbi sulla mancata riacquisizione pubblica delle quote private di Autostrada del Brennero. Un'interrogazione alla Giunta regionale chiede chiarezza su presunti ostacoli interni.
Dubbi sulla riacquisizione quote Autostrada del Brennero
Dichiarazioni del procuratore della Corte dei Conti, Marcovalerio Pozzato, gettano ombre serie. Le sue parole, riportate da un quotidiano, riguardano la mancata riacquisizione pubblica delle quote. Queste quote appartengono a soci privati di Autostrada del Brennero S.p.A.
Il processo di riacquisto sarebbe stato ostacolato. Si parla di "franchi tiratori" interni. Questi soggetti proverrebbero dal contesto trentino. Lo afferma una nota del Team K. La formazione politica definisce l'affermazione "grave".
Coinvolti direttamente soggetti del sistema politico regionale. Coinvolti anche figure istituzionali della regione. Il Team K ha presentato un'interrogazione. La richiesta è rivolta alla giunta regionale. L'obiettivo è fare piena chiarezza sulla vicenda.
Origine delle difficoltà per Autobrennero
Il Team K individua l'origine delle difficoltà di Autobrennero. Queste difficoltà riguardano il rinnovo della concessione autostradale. La strada per il rinnovo è descritta come "accidentata". Potrebbe essere "ormai compromessa".
La causa principale risale al 2002. In quell'anno entrarono soci privati nella compagine sociale. Autobrennero Spa cessò di essere una società interamente pubblica. Questo evento ebbe una conseguenza importante.
Venne meno la sicurezza del rinnovo automatico della concessione. La scadenza si avvicinava. Fino a quel momento, Autobrennero possedeva le caratteristiche "in house". La decisione del Comune di Modena fu "deleteria".
Dopo tale decisione, la società non fu più considerata "in house". Ciò accadde nonostante fosse una società pubblica. Vi è "grave colpa" anche degli altri soci pubblici. Nessuno di loro esercitò il diritto di prelazione. Questo diritto avrebbe potuto impedire l'ingresso dei privati.
La mancata strada verso la gestione pubblica
Nel periodo precedente il 2020, una soluzione era chiara. La gestione interamente pubblica della concessione era prioritaria. Si prevedeva il riacquisto delle quote private. Questa opzione era indicata come "prioritaria".
Gli enti pubblici regionali la consideravano "pressoché irreversibile". La prospettiva di un ritorno al controllo pubblico totale era forte. Questa era la strada maestra indicata.
Tuttavia, quel percorso non è stato completato. La gestione interamente pubblica non si è concretizzata. La riacquisizione delle quote private non è avvenuta.
Domande sulla rinuncia e responsabilità
Il consigliere del Team K, Paul K llensperger, attacca. Pone domande dirette. "Perché si è rinunciato?" chiede. "Chi ha frenato questo processo?"
I cittadini della Regione meritano risposte. Hanno diritto di sapere se risorse pubbliche siano state messe a rischio. Devono capire se interessi collettivi siano stati compromessi. La questione riguarda una delle infrastrutture più importanti del territorio.
Una cosa appare chiara al Team K. I due presidenti della Regione hanno la "piena responsabilità politica". La situazione attuale è una conseguenza delle loro decisioni. O della loro inazione.