Le aree interne dell'Abruzzo soffrono una grave carenza di medici di base. L'associazione ALI Abruzzo lancia l'allarme, denunciando la mancanza di investimenti e politiche concrete. La situazione rischia di peggiorare ulteriormente con numerosi pensionamenti previsti.
Carenza medici di base nelle aree interne
La tenuta dei servizi essenziali nelle zone interne dell'Abruzzo è a rischio. L'associazione ALI Abruzzo, tramite il suo presidente **Angelo Radica**, solleva preoccupazioni serie. La sanità territoriale e la mancanza di medici di medicina generale sono al centro del dibattito. **Radica** afferma che le aree interne sono «ignorate, se non bistrattate», nonostante le promesse.
Le politiche di risparmio hanno un «effetto moltiplicatore al contrario». Questo aggrava le difficoltà esistenti in queste zone. Il mancato accordo tra la Regione e i medici di medicina generale è un esempio concreto. Dimostra la difficoltà nel reperire risorse e la «mancanza di volontà di investire» in servizi strategici.
Spopolamento e sanità: un legame critico
Il presidente di ALI Abruzzo collega la crisi sanitaria allo spopolamento. Contrastare questo fenomeno richiede politiche strutturali. Servono standard specifici per garantire servizi fondamentali come scuola e sanità. Senza risorse adeguate per i medici di base, la situazione peggiorerà.
In Abruzzo, circa **60mila persone** sono già senza medico di famiglia. Nei prossimi sette anni, oltre **settecento professionisti** andranno in pensione. Il ricambio previsto è solo del **venti percento**. Questo penalizzerà soprattutto le aree montane e interne, meno attrattive per i medici.
Proposte per un futuro migliore
**Angelo Radica** propone incentivi economici. Chiede un rafforzamento della sanità territoriale. Strumenti come gli ospedali di comunità potrebbero aiutare. Le misure occasionali, come i contributi per il cambio di residenza, non bastano.
Servono strategie ampie per la coesione territoriale. Le aree interne necessitano di equità nell'accesso ai servizi. L'assistenza sanitaria è un «pilastro irrinunciabile». La mancata attenzione ai medici di medicina generale è un segnale critico.
Si aggiunge alla contestazione di altre scelte. Tra queste, la revisione dei territori montani. **Radica** parla di «totale incoerenza» con gli impegni annunciati. Non sarebbero state individuate nuove risorse. Mancano anche quelle per l'accordo integrativo con i medici.