Nuova scoperta dall'Università di Padova: la proteina Mff agisce come un 'regista nascosto' nella formazione dei melanomi. Questa ricerca apre nuove strade per terapie contro patologie cutanee.
Scoperta il ruolo di Mff nella formazione dei melanomi
I melanosomi sono strutture cellulari fondamentali. Producono la melanina, il pigmento che determina il colore di pelle, capelli e occhi. Per funzionare correttamente, questi organelli devono maturare. Un processo chiave è la fissione, che elimina parti non necessarie.
Una recente ricerca dell'Università di Padova ha messo in luce un attore inaspettato. La proteina Mff, precedentemente nota per il suo ruolo nei mitocondri, si rivela cruciale. La ricerca è stata finanziata da Leo Foundation. I risultati sono stati pubblicati su Nature Communication.
Mff agisce sui melanosomi in modo indipendente
La letteratura scientifica aveva già associato Mff ai mitocondri. Lì collabora con la proteina Drp1. Insieme, gestiscono la divisione delle 'centrali energetiche' cellulari. Il team padovano ha osservato Mff anche sulla superficie dei melanosomi.
La proteina è presente in varie fasi dello sviluppo dei melanosomi. Si localizza specialmente nei punti di futura divisione. Questo avviene anche senza la presenza della proteina partner Drp1. La ricerca dimostra un'azione indipendente di Mff.
Quando la produzione di Mff è stata ridotta nei melanociti, le cellule della pelle, i melanosomi sono cresciuti. Questo ha causato un accumulo di melanina. Si è verificato anche un aumento degli enzimi coinvolti nel loro catabolismo. I processi interni di 'pulizia' dell'organello sono stati alterati.
Nuove prospettive per terapie dermatologiche
La riduzione di Drp1, invece, non ha prodotto effetti simili. Ciò conferma che Mff agisce sui melanosomi in modo autonomo. Non dipende dal suo ruolo tradizionale nei mitocondri. I ricercatori hanno osservato un trasferimento di Mff. Avviene dai mitocondri ai melanosomi tramite vescicole.
Una volta sui melanosomi, Mff si posiziona nei punti di divisione. Qui collabora con i filamenti di actina. Questi sono componenti del citoscheletro. Lavora anche con il complesso proteico ARP2/3. Questo favorisce il restringimento e la separazione delle membrane dei melanosomi.
La proteina Mff sembra quindi organizzare il macchinario necessario alla fissione. Permette ai melanosomi di eliminare materiale in eccesso. La scoperta apre nuove prospettive per la comprensione di patologie cutanee.
Marta Giacomello: "Una funzione completamente nuova"
«Mff è un regista nascosto», afferma Marta Giacomello. È l'autrice principale dello studio. Lavora presso il Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova. «Si stacca dai mitocondri e si sposta sui melanosomi», continua. «Ne guida la divisione e la maturazione lavorando con l'actina. Lo fa in modo del tutto indipendente dal suo ruolo tradizionale.»
«La nostra ricerca rivela una funzione completamente nuova per la proteina Mff», aggiunge Giacomello. «Regola la forma e la maturazione dei melanosomi senza bisogno del suo partner abituale DRP1.»
Questa scoperta potrebbe portare a nuovi approcci terapeutici. Potrebbero essere mirati a malattie associate a melanosomi giganti. Esempi includono alcune forme di albinismo e la sindrome di Chédiak-Higashi. La ricerca padovana offre speranza per future cure.