Modena celebra ottant'anni di Consiglio comunale con una seduta straordinaria. L'evento ricorda le prime elezioni democratiche del 1946, con la partecipazione delle donne al voto e all'eleggibilità.
Modena celebra ottant'anni di democrazia locale
La città di Modena ha commemorato un traguardo significativo per la sua vita democratica. Si è tenuta una seduta straordinaria del Consiglio comunale. L'evento ha ricordato gli ottant'anni trascorsi dalle prime elezioni amministrative del 31 marzo 1946. In quella data storica, i cittadini modenesi hanno potuto esercitare il diritto di voto per la prima volta in un contesto democratico post-bellico. Un aspetto fondamentale di quella giornata fu la partecipazione delle donne, che votarono ed ebbero la possibilità di essere elette per la prima volta.
La seduta ha visto la partecipazione di figure di spicco della politica e della società civile. Erano presenti l'onorevole Alfonsina Rinaldi, prima sindaca donna di Modena. C'era anche Isabella Bertolini, ex consigliera e parlamentare. Hanno partecipato studiosi come Mattia Golinelli e Anna Lombardi. Erano presenti autorità civili e militari. Molti ex sindaci e presidenti del Consiglio comunale hanno preso parte alla commemorazione. Tra questi, Gian Carlo Muzzarelli, Mariangela Bastico, Giuliano Barbolini e Giorgio Pighi. Anche ex presidenti del Consiglio come Caterina Liotti ed Ermanno Barbieri erano presenti. La vicesindaca Francesca Maletti ha rappresentato l'amministrazione attuale.
Un ponte tra passato e presente nella democrazia
Le parole chiave come «servizio», «rappresentanza», «ascolto» e «passione» sono state centrali. Hanno collegato idealmente il 31 marzo 1946 alla Modena odierna. Queste parole simboleggiano un'eredità democratica viva. Essa richiede un rinnovamento costante. Interrogano il significato profondo della democrazia. Non è una conquista acquisita, ma una pratica da valutare e rigenerare continuamente. La seduta straordinaria si è svolta simbolicamente nello stesso giorno di ottant'anni fa.
Il sindaco Massimo Mezzetti ha sottolineato l'importanza di non dare la democrazia per scontata. Ha ricordato che nel 1946 quasi il 90% dei modenesi aventi diritto si recò alle urne. Ha evidenziato la novità storica del voto femminile. Ha menzionato che tre donne furono elette, nonostante l'elettorato passivo fosse stato stabilito solo pochi giorni prima. Il sindaco ha invitato a un impegno rinnovato. L'obiettivo è riconciliare i cittadini con il voto. Bisogna contrastare l'astensionismo, un segnale preoccupante per la salute democratica.
Memoria istituzionale e coinvolgimento giovanile
Il presidente del Consiglio comunale, Antonio Carpentieri, ha letto i nomi dei quaranta consiglieri eletti nel 1946. Ha ricordato le prime tre donne elette: Beatrice Ligabue, Clelia Manelli e Ilva Vaccari. Questo momento di memoria istituzionale è stato subito attualizzato. È stato presentato il logo delle celebrazioni, ideato dagli studenti dell'Istituto Venturi. Questo progetto ha coinvolto i giovani in un percorso di ricerca storica. Il presidente Carpentieri ha ribadito che la ricorrenza non è solo un esercizio di memoria. Significa interrogarsi sul significato attuale della democrazia. Bisogna valutare quanto le istituzioni riescano ancora a coinvolgere e appassionare i cittadini alla «cosa pubblica».
La democrazia, ha ricordato, «non è data per sempre». Ha posto domande cruciali: quanto gli eletti sono rappresentativi? Quanto ascoltano e coinvolgono i cittadini? Queste domande sono il motore del Consiglio comunale attuale. Sono alla base di tutti gli eventi celebrativi. La testimonianza di Alfonsina Rinaldi ha richiamato l'attualità dei valori democratici. Ha definito la democrazia e la partecipazione processi essenziali. Isabella Bertolini ha definito il 31 marzo 1946 «il primo fotogramma di un viaggio che non si è ancora concluso». Ha sottolineato l'importanza storica dell'ingresso delle donne nella vita democratica. Ha ribadito la necessità di lavorare per la parità di genere, ancora non pienamente realizzata.
Mostra e iniziative per il futuro democratico
Durante la seduta è stato proiettato un video. Ha raccontato il passaggio dal secondo Dopoguerra alla nascita del sistema rappresentativo locale. Le voci di Metella Montanari e Debora Dameri hanno guidato il racconto. Gli attuali capigruppo hanno condiviso le loro «parole di democrazia»: «servizio», «partecipazione», «rappresentanza», «dignità». Questi termini definiscono un impegno quotidiano che continua ancora oggi. Al termine della seduta, è stata inaugurata la mostra storico-documentaria «1946-2026. 80 anni di Consiglio comunale».
La mostra, curata da Daniel Degli Esposti e Paola Gemelli, è visitabile fino al 2 giugno 2026. Ricostruisce, attraverso documenti e fotografie, il passaggio dal sistema podestarile alla nuova amministrazione democratica. Il programma completo delle iniziative è disponibile sul sito del Comune di Modena. L'evento sottolinea l'importanza della memoria storica. Promuove la riflessione sul presente e sul futuro della partecipazione democratica. Si tratta di un impegno continuo per rafforzare le istituzioni e il legame con i cittadini.