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La Procura di Milano sta indagando sul possibile coinvolgimento di agenti di Polizia Locale nel caso dell'agente Carmelo Cinturrino. Le verifiche partono dalle dichiarazioni di testimoni, tra cui pusher e tossicodipendenti, che riferiscono di incontri tra Cinturrino e agenti locali.

Accertamenti su agenti di polizia locale

La Procura di Milano sta conducendo nuove verifiche. L'indagine si estende anche alla Polizia Locale. Si vuole accertare un eventuale coinvolgimento di agenti locali. Questo avviene nel contesto del caso che vede coinvolto Carmelo Cinturrino. L'agente è attualmente in carcere. È accusato dell'omicidio premeditato di Abderrahim Mansouri. Il delitto è avvenuto il 26 gennaio nel bosco di Rogoredo. Cinturrino è indagato anche per circa trenta altri reati. Questi includono estorsioni, arresti illegali e spaccio di stupefacenti.

Le nuove investigazioni prendono spunto da dichiarazioni di alcuni testimoni. I verbali sono attualmente al vaglio degli inquirenti. L'attenzione si concentra su un agente specifico della Polizia Locale. Al momento, non risultano indagati tra gli appartenenti alla Polizia Locale. Le testimonianze sono in fase di riscontro.

Le dichiarazioni dei testimoni

Le indagini hanno preso una nuova direzione dopo le dichiarazioni di due testimoni chiave. Entrambi sono identificati come pusher e tossicodipendenti. Queste testimonianze emergono nell'ambito dell'inchiesta che vede indagati anche altri sei agenti. Questi poliziotti prestavano servizio presso il Commissariato Mecenate. La Squadra Mobile della Polizia sta coordinando le indagini. Il procuratore Marcello Viola e il pm Giovanni Tarzia supervisionano il caso. Gli stessi testimoni saranno nuovamente ascoltati in incidente probatorio il prossimo 10 aprile.

In uno dei verbali, si legge che gli inquirenti hanno posto una domanda specifica ad un giovane pusher marocchino di 29 anni. Gli è stato chiesto se avesse mai visto Cinturrino in compagnia di agenti della Polizia Locale. Il testimone ha risposto affermativamente. Ha dichiarato di averli visti insieme per strada, mentre conversavano.

Riconoscimenti fotografici

Durante l'interrogatorio, agli investigatori hanno mostrato un album fotografico. Questo album, intitolato "Rogoredo", conteneva 32 volti. Il testimone ha riconosciuto alcuni volti. Si trattava di colleghi di Cinturrino, persone che aveva visto con lui. Ha inoltre identificato due individui appartenenti alla Polizia Locale. Questi ultimi si trovavano in strada con Luca. Questo è il soprannome con cui i testimoni si riferiscono a Cinturrino.

Incidente probatorio e nuove accuse

Le audizioni dei sei testimoni, previste per l'incidente probatorio davanti al gip di Milano Domenico Santoro, sono state rinviate. Il rinvio è dovuto a questioni procedurali. La nuova data fissata è il 10 aprile. Nel frattempo, sono emerse alcune dichiarazioni significative. Un testimone, un diciannovenne, ha riferito: "Noi guadagniamo sia di giorno che di notte. Cinturrino ci portava via anche 4mila euro al giorno tra droga e soldi". Ha aggiunto che Mansouri gli offriva 200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno. Tuttavia, Cinturrino pretendeva di più, affermando di essere lui a comandare.

Il testimone ha poi descritto un episodio avvenuto a Natale 2025. Durante un'operazione di blocco dello spaccio, Cinturrino, soprannominato Luca, sarebbe entrato con quattro persone. Erano vestiti di nero e avevano i volti coperti. Cinturrino indossava la divisa, mentre gli altri erano in borghese. Un tossicodipendente ha riconosciuto Cinturrino. Questo ha causato la fuga dei presenti. Cinturrino avrebbe sparato un colpo in aria, spingendo tutti a scappare.

La difesa di Cinturrino

I legali di Carmelo Cinturrino, gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, contestano la credibilità dei testimoni. Sostengono che pusher e tossicodipendenti non siano attendibili. La difesa ha persino richiesto accertamenti psichiatrici per alcuni di loro. Oltre all'omicidio, Cinturrino deve rispondere di circa trenta altri capi d'accusa. Questi includono arresti illegali, estorsioni e spaccio. Sei altri poliziotti in servizio al Commissariato Mecenate sono indagati per alcuni di questi episodi.

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