Condividi
AD: article-top (horizontal)

La Corte di Cassazione ha riaperto il caso relativo all'omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra. Si ridiscuterà la prescrizione per Raffaele Ventura, ex terrorista condannato. L'episodio risale agli Anni di Piombo.

Omicidio Custra: la Cassazione accoglie ricorso

La Corte di Cassazione ha dato il via libera a una nuova udienza. La Procura generale di Milano aveva presentato ricorso. Si dovrà ridiscutere la questione della prescrizione per Raffaele Ventura. L'ex terrorista era stato condannato per concorso morale nell'omicidio. La pena residua ammontava a 14 anni.

L'udienza si terrà presso la Corte d'appello di Milano. La composizione dei giudici sarà diversa da quella precedente. La decisione è un passo importante. Riguarda un caso risalente agli Anni di Piombo. L'omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra avvenne il 14 maggio 1977. Custra fu ucciso durante una manifestazione. La manifestazione era organizzata da gruppi di sinistra.

Ventura e la Francia: il nodo dell'estradizione

Raffaele Ventura vive da anni a Parigi. La Francia aveva negato la sua estradizione. Questo avvenne circa tre anni fa. La decisione si inserisce nel contesto della dottrina Mitterrand. Molti ex terroristi italiani hanno trovato rifugio in Francia. La mancata estradizione ha bloccato l'esecuzione della pena in Italia.

Il ricorso della Procura generale si basa su un elemento nuovo. Questo elemento è considerato decisivo. Il 17 luglio 2017, la polizia di Parigi fermò Ventura. Fu trattenuto in custodia per alcune ore. La scarcerazione avvenne per via di una normativa francese. Questa normativa limita l'applicazione del mandato d'arresto europeo. Si applica solo a fatti successivi a una certa data.

Le motivazioni della Procura

La Procura sostiene che questa detenzione temporanea sia significativa. L'ex terrorista, ora 76enne, era consapevole del motivo del fermo. Sapeva che riguardava l'esecuzione della sentenza. La sentenza per l'omicidio del poliziotto divenne definitiva nel 1996. L'episodio del 2017, i cui atti sono stati inviati alla Procura generale, dimostra un'azione delle autorità italiane. Non c'è stata inerzia nell'esecuzione della pena.

Secondo la procuratrice Francesca Nanni, la prescrizione non può ritenersi compiuta. La decorrenza della prescrizione dovrebbe coincidere con la data della scarcerazione. Pertanto, l'orologio della prescrizione ripartirebbe dal 2017. Questo cambierebbe radicalmente la situazione legale di Ventura.

La difesa e la Cassazione

L'avvocato Davide Steccanella, difensore di Ventura, ritiene il ricorso inammissibile. Secondo la difesa, il suo assistito può rientrare in Italia da uomo libero. Questa posizione si basa su una decisione presa nel novembre 2024. In quella data, il mandato d'arresto europeo nei confronti di Ventura fu cancellato. Questo era l'ultimo ostacolo al suo rientro.

La Cassazione, tuttavia, ha accolto il ricorso della Procura. La motivazione della Corte d'appello precedente non è stata ritenuta adeguata. Non è stato approfondito il tema della temporanea privazione della libertà di Ventura. Bisogna verificare se questo episodio costituisca un arresto provvisorio all'estero. Tale arresto potrebbe far ripartire l'esecuzione della pena. La data della nuova udienza non è ancora stata fissata.

Le persone hanno chiesto anche:

Chi era Antonio Custra?

Cosa è successo durante gli Anni di Piombo?

AD: article-bottom (horizontal)