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Una donna di Pressana è stata vittima di una truffa online per l'acquisto di uno smartphone. Nonostante l'identificazione del truffatore da parte della polizia locale, il reato non è perseguibile penalmente a causa della mancata querela nei termini previsti.

Truffa online per uno smartphone

Una giovane donna di Pressana, di 29 anni, è stata raggirata mentre cercava di acquistare un telefono cellulare su internet. La ricerca di un affare online si è trasformata in un'amara delusione. Ha trovato un'offerta per uno smartphone di ultima generazione a 250 euro, un prezzo notevolmente inferiore rispetto ai negozi fisici. La proposta sembrava allettante.

Dopo aver contattato il venditore, che si presentava come Bruno e dichiarava di risiedere a Venezia, la donna ha deciso di procedere. Le è stato chiesto di effettuare il pagamento tramite Postepay. Il venditore prometteva l'invio del pacco una volta ricevuto l'accredito. La 29enne ha quindi effettuato il versamento in una tabaccheria di Cologna, con la speranza di ricevere presto il suo nuovo dispositivo.

La merce non arriva, il venditore sparisce

Le settimane sono trascorse senza che la merce ordinata arrivasse a destinazione. La giovane ha tentato di ricontattare il presunto venditore, Bruno, che inizialmente l'ha rassicurata. Tuttavia, le sue rassicurazioni si sono presto rivelate vane. Il venditore ha smesso di rispondere alle chiamate e ai messaggi. La speranza di ricevere il telefono si affievoliva di giorno in giorno.

Dopo un'ulteriore attesa, la 29enne si è decisa a denunciare l'accaduto. Si è recata presso gli uffici della polizia locale dell'Adige Guà lo scorso marzo. Purtroppo, il tempo trascorso dal pagamento aveva superato i tre mesi. Questo ha comportato la decadenza dei termini per poter sporgere querela di parte.

Identificato il truffatore, ma senza querela

Nonostante la situazione, gli agenti della polizia locale hanno lavorato per risalire all'identità del responsabile. Grazie al numero di telefono fornito, al profilo Whatsapp utilizzato e alle informazioni bancarie relative all'incasso, sono riusciti a identificare il truffatore. Si tratta di B.G.C., nato nel 1986 e residente a Marsala, in provincia di Trapani.

Il comandante della Polizia locale, Giovanni Reginato, ha spiegato che sono stati contattati i colleghi di Marsala per verificare i dati raccolti. Una volta confermata l'identità, è stata presentata una denuncia per truffa. Tuttavia, come sottolineato dal comandante, il tipo di reato è perseguibile solo a querela di parte. La mancata presentazione della querela nei tempi previsti ha impedito che il truffatore venisse condannato.

La vicenda evidenzia l'importanza di agire tempestivamente in caso di truffe online. La rapidità nel denunciare e sporgere querela è fondamentale per permettere alle forze dell'ordine di intervenire efficacemente. La donna, oltre al danno economico, ha subito la frustrazione di non poter ottenere giustizia a causa dei tempi burocratici.

Domande frequenti

Cosa succede se si viene truffati online ma non si sporge querela nei tempi?

Se non si sporge querela di parte entro i termini previsti dalla legge (solitamente tre mesi dal momento in cui si ha notizia del fatto costituente reato), il reato non è perseguibile penalmente. Le forze dell'ordine potrebbero identificare il colpevole, ma senza la querela non si potrà procedere a una condanna.

Come ci si può tutelare dalle truffe online?

Per tutelarsi dalle truffe online è consigliabile effettuare acquisti solo su siti affidabili e conosciuti. Prestare attenzione a offerte troppo vantaggiose e diffidare da richieste di pagamento tramite metodi non tracciabili o non sicuri. Verificare sempre la reputazione del venditore e, in caso di dubbi, non procedere all'acquisto. In caso di sospetta truffa, è fondamentale contattare immediatamente le forze dell'ordine e sporgere denuncia nei tempi utili.

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