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Il processo per corruzione che coinvolge il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, entra nel vivo con l'audizione dei testimoni dell'accusa. L'udienza si tiene a Pavia e vede imputati anche l'ex europarlamentare Angelo Ciocca e l'imprenditore Alberto Righini.

Inizia il processo per corruzione a Vigevano

Il tribunale di Pavia ospita l'udienza chiave nel procedimento giudiziario che vede coinvolto il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa. L'accusa di corruzione pende sul primo cittadino, insieme ad altre figure di spicco della politica e dell'imprenditoria locale. Tra gli imputati figurano anche l'ex europarlamentare Angelo Ciocca e il costruttore Alberto Righini. L'udienza è fissata per l'8 aprile.

Andrea Ceffa ha espresso il suo desiderio di chiarire la sua posizione. «Finalmente inizia il processo», ha dichiarato prima dell'udienza. «Era meglio non capitarci, però una volta che si è entrati in questo meccanismo questa è l'occasione per poter dire come sono andate le cose e spiegare il perché io, da sempre, professo la mia innocenza».

Il sindaco ha sottolineato l'importanza della trasparenza. «Finalmente si potrà parlare apertamente», ha aggiunto. «Il processo è pubblico: invito chiunque ad assistere alle udienze, nel massimo rispetto per la magistratura». Ha poi ribadito la sua convinzione: «Essendo un atto pubblico uno può anche farsi la sua idea e valutare in maniera del tutto trasparente come si sono svolti i fatti e, come io ho sempre sostenuto, che le accuse che mi vengono rivolte non esistono».

Testimoni dell'accusa in aula

La giornata processuale vedrà l'audizione dei primi testimoni presentati dall'accusa. Tra questi figurano diversi operatori di polizia giudiziaria. Saranno ascoltati anche carabinieri che hanno condotto le indagini preliminari. Inoltre, sono attesi in aula alcuni consiglieri comunali. Tra loro Daniela Carignano, capogruppo della Lega, l'ex assessore Omar Soresina (quota Noi Moderati) e il consigliere di maggioranza leghista Marco Cividati.

Questi testimoni sono ritenuti a conoscenza dei fatti legati alla cosiddetta «congiura di Sant’Andrea». Questo episodio risale alla fine di novembre 2022. In quel periodo, alcuni consiglieri tentarono di far cadere la giunta guidata da Ceffa. Il sindaco riuscì a mantenere la carica grazie al ritiro delle dimissioni di un consigliere. La sua maggioranza si ridusse però a soli 13 consiglieri, contro i 12 della minoranza.

L'accusa di corruzione e le elezioni

Secondo quanto sostenuto dall'accusa, nei mesi successivi a quel tentativo di sfiducia, il sindaco avrebbe cercato di rafforzare la sua maggioranza. L'accusa ipotizza che Ceffa abbia offerto una consulenza annuale da 6mila euro. Questa somma sarebbe stata pagata da Asm Vigevano all'allora consigliera comunale Roberta Giacometti. Quest'ultima si è successivamente dimessa dalla carica.

Il dibattimento, presieduto da Elena Stoppini con Luisella Perulli e Carlo Pasta a latere, segna l'inizio di un percorso giudiziario con forti implicazioni politiche. Le elezioni comunali a Vigevano sono fissate per il 24 e 25 maggio. Il caso Ceffa rischia di influenzare pesantemente il clima cittadino. La situazione politica è già caratterizzata da tensioni interne al centrodestra.

Andrea Ceffa, eletto al primo turno nel 2020, ha deciso di non ricandidarsi. Ha motivato questa scelta affermando di non voler creare divisioni all'interno della coalizione di centrodestra.

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