Allarme caro energia per le imprese
L'aumento dei costi energetici rappresenta una minaccia sistemica per l'industria italiana. La presidente di Confindustria Vicenza, Barbara Beltrame Giacomello, sottolinea come il caro energia impatti su ogni aspetto della produzione, dalla logistica ai trasporti, fino ai bilanci delle famiglie.
La durata degli shock energetici, legata anche agli sviluppi geopolitici come il conflitto in Medio Oriente, è il fattore più preoccupante. Scenari pessimistici prevedono un impatto negativo sul PIL italiano, con rischi concreti di recessione se la situazione non verrà gestita con prontezza.
Commercio globale e competitività sotto pressione
L'incertezza nei mercati internazionali, acuita dalle politiche commerciali di potenze come la Cina e gli Stati Uniti, mette a dura prova la competitività delle imprese. Non si tratta più solo di una concorrenza basata sul prezzo.
La sfida si sposta sempre più su settori ad alto contenuto tecnologico, cruciali per la capacità manifatturiera europea. Un indebolimento simultaneo dei mercati di sbocco e della competitività strategica rischia di far perdere terreno all'industria italiana.
Investimenti e regole certe per la ripresa
Per reagire a queste sfide, le imprese necessitano di un quadro stabile per gli investimenti. La richiesta è chiara: regole certe, tempi definiti e strumenti di sostegno che non subiscano modifiche improvvise.
Particolare attenzione è rivolta alla questione degli esodati di Transizione 5.0, imprese escluse dagli incentivi per esaurimento fondi. La presidente Beltrame Giacomello definisce questo episodio come un errore da non ripetere, sottolineando l'incompatibilità tra la richiesta di innovazione e la lentezza burocratica.
Investire oggi è una necessità vitale, non una scelta. L'incapacità di affrontare congiuntamente le problematiche legate all'energia, alla pressione competitiva globale e alla governance degli incentivi potrebbe portare alla perdita di capacità produttiva, occupazione qualificata e quote di mercato.
Si rafforza l'appello per una maggiore presenza dell'Unione Europea, con un'Europa più orientata all'industria e al rafforzamento del mercato unico. La proposta include una deroga al Patto di Stabilità per sostenere l'industria e una revisione del sistema ETS in questa fase di shock energetico.