La Lombardia punta a Vinitaly 2026 per promuovere non solo i suoi vini, ma anche l'enogastronomia, il turismo e le ricchezze territoriali. L'obiettivo è sfruttare l'onda lunga delle Olimpiadi per uno sviluppo duraturo.
L'ampia visione lombarda per Vinitaly 2026
La Lombardia si prepara a un'importante partecipazione a Vinitaly 2026. L'evento si svolgerà a Verona dal 12 al 15 aprile. La regione mira a presentare un'offerta che va oltre il semplice vino. Si focalizzerà su territori, cucina e accoglienza. Questa strategia è stata presentata in una conferenza stampa di alto profilo. L'incontro si è tenuto al Belvedere di Palazzo Lombardia. Erano presenti il governatore Attilio Fontana e diversi assessori regionali. Tra questi, Alessandro Beduschi (Agricoltura), Debora Massari (Turismo) e Francesca Caruso (Cultura).
Hanno partecipato anche Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia, e Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere. La Regione Lombardia attribuisce grande importanza a questo appuntamento annuale. La presentazione del padiglione regionale a Verona è un momento chiave. L'obiettivo è mostrare la ricchezza vitivinicola e le sue connessioni con altri settori.
Il padiglione lombardo: un'esperienza completa
Il Padiglione Lombardia sarà situato nel Palaexpo, un'area strategica all'ingresso della fiera. Coprirà oltre 3.000 metri quadrati. Ospiterà più di 150 realtà produttive. Saranno presentate oltre mille etichette per la degustazione. L'intento è superare la presentazione del solo prodotto vino. Si vuole raccontare un sistema produttivo integrato. Questo sistema deve essere sempre più competitivo sui mercati internazionali. La presenza lombarda mira a valorizzare l'intero ecosistema del vino.
L'idea è di partire dal vino per esplorare le connessioni con il territorio. Si vuole ampliare lo sguardo oltre il bicchiere. L'obiettivo è mostrare la filiera nel suo complesso. Questo approccio integrato mira a rafforzare l'immagine della Lombardia. Si vuole posizionare la regione come destinazione di eccellenza enogastronomica. La fiera diventa così una piattaforma per raccontare storie di territorio.
L'onda lunga delle Olimpiadi per lo sviluppo
La strategia regionale punta a capitalizzare l'onda lunga delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Il presidente Attilio Fontana ha sottolineato questo aspetto. Ha ricordato un articolo del New York Times sui pizzoccheri. Questo evento ha messo in contatto la Valtellina con gli Stati Uniti. «Vinitaly è per la Lombardia una vetrina strategica», ha affermato Fontana. Permette di presentare al mondo non solo i vini. Mostra anche la qualità dei territori di produzione. La visibilità generata dalle Olimpiadi ha portato nuovi visitatori. Ora è necessario consolidare questa spinta. L'obiettivo è trasformarla in sviluppo duraturo per le imprese e la filiera del Made in Lombardy. L'eredità delle Olimpiadi deve tradursi in benefici concreti e a lungo termine.
L'evento sportivo ha creato un'opportunità unica. Ha aumentato l'interesse internazionale verso la regione. La Lombardia deve ora saper cogliere questa occasione. Deve promuovere un'immagine di sé completa e attrattiva. Il vino è un veicolo per scoprire paesaggi, culture e tradizioni. La strategia integrata mira a creare un circolo virtuoso di promozione e sviluppo. Questo approccio è fondamentale per il futuro economico della regione.
I numeri in crescita del comparto vitivinicolo
Il settore vitivinicolo lombardo si presenta a Vinitaly con indicatori positivi. La struttura produttiva è sempre più solida. Nel 2025, l'export ha raggiunto un record storico. Ha toccato i 331,5 milioni di euro. Questo rappresenta una crescita del 7,1% rispetto all'anno precedente. Questo dato è in controtendenza rispetto al calo nazionale (-3,7%). Anche altre regioni esportatrici hanno registrato un calo. La vendemmia 2025 ha prodotto oltre 143 milioni di bottiglie potenziali. Si tratta di un aumento del 16,3% rispetto al 2024. La qualità della produzione regionale si è ulteriormente rafforzata.
Questi numeri confermano la vitalità del settore. Dimostrano la capacità di resilienza e crescita delle aziende lombarde. L'export in particolare mostra una forte competitività sui mercati esteri. La qualità delle uve e dei processi produttivi è un fattore chiave. La regione si posiziona come un attore importante nel panorama vinicolo internazionale. La crescita è sostenuta da un impegno costante verso l'eccellenza.
L'assessore Beduschi: qualità come punto di forza
L'assessore all'Agricoltura, Alessandro Beduschi, ha evidenziato la forza del comparto. «Il comparto vitivinicolo lombardo dimostra una forza e una capacità di crescita tutt’altro che scontate», ha dichiarato. Il record dell'export, oltre 331 milioni di euro, è frutto di un lavoro strutturato. Questo lavoro si concentra sulla qualità, sull'organizzazione della filiera e sulla capacità di competere sui mercati. La qualità in Lombardia non è uno slogan. È un dato concreto. Oltre il 90,5% delle bottiglie prodotte rientra nelle Denominazioni. La media nazionale è del 74%. La regione deve continuare su questa linea. Deve rafforzare ciò che la distingue. Il vino oggi è esperienza, turismo, cultura. La linea di qualità, posizionamento e visione integrata con l'accoglienza porterà a una crescita solida.
Beduschi ha sottolineato l'importanza di non inseguire modelli altrui. La Lombardia deve puntare sui propri punti di forza. La qualità certificata dalle Denominazioni è un valore aggiunto. L'integrazione con il turismo e la cultura crea un'offerta completa. Questo approccio permette di valorizzare l'intero territorio. I risultati attuali sono una base per un futuro di ulteriore crescita. L'esperienza del vino diventa un'occasione per scoprire la regione.
L'enoturismo come motore di crescita
L'enoturismo sta trainando la dinamica positiva del settore. Nel triennio 2022–2024, ha registrato una crescita media annua del 16% dei visitatori. La Lombardia si posiziona tra le aree più dinamiche in Italia. «I numeri confermano la solidità e il potenziale di crescita del comparto vitivinicolo lombardo», ha affermato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. L'aumento dell'export e la crescita dell'occupazione sono indicatori importanti. Gli addetti sono aumentati dell'8,2% negli ultimi dieci anni. Il dinamismo dell'enoturismo dimostra come il vino sia una leva economica strategica. La sfida è investire in qualità, innovazione e promozione. Si devono rafforzare i mercati internazionali. Bisogna sostenere le quasi 3 mila imprese vitivinicole lombarde. Queste imprese garantiscono lavoro a circa 6.500 addetti, più migliaia di lavoratori stagionali.
L'enoturismo non è solo un fenomeno turistico. È un motore di sviluppo economico e sociale. Crea occupazione e valorizza le aree rurali. L'integrazione tra vino e turismo è fondamentale. Permette di attrarre visitatori interessati a esperienze autentiche. La Lombardia ha un grande potenziale in questo senso. La sua varietà di paesaggi e tradizioni vitivinicole offre molteplici opportunità. L'investimento in questo settore è strategico per il futuro.
L'assessore Massari: la Lombardia come destinazione enogastronomica
Per la prima volta, Regione Lombardia partecipa a Vinitaly con l'assessorato al Turismo. «La Lombardia possiede oggi tutte le condizioni per consolidarsi come una delle principali destinazioni enogastronomiche a livello internazionale», ha dichiarato l'assessore Debora Massari. Il vino, unito alla ricchezza culinaria e all'accoglienza, è un potente strumento narrativo. Trasforma la visibilità globale in attrattività concreta e duratura. L'integrazione tra identità, esperienza e territorio genera valore stabile. Questo rafforza il posizionamento della regione nei circuiti turistici di eccellenza. L'approccio integrato è la chiave per attrarre un turismo di qualità.
La Lombardia offre un'esperienza completa. Non si tratta solo di assaggiare vini. Si tratta di immergersi nella cultura locale. La cucina tradizionale e l'ospitalità giocano un ruolo fondamentale. L'obiettivo è creare un'offerta turistica coerente e di alto livello. Questo posizionamento come destinazione enogastronomica internazionale è ambizioso ma realizzabile. Richiede un impegno congiunto tra istituzioni e operatori del settore.
L'assessore Caruso: il valore culturale dell'enogastronomia
L'assessore alla Cultura, Francesca Caruso, ha sottolineato il valore culturale della filiera enogastronomica. Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO rafforza questo messaggio. La tradizione non è solo eccellenza produttiva. È un patrimonio identitario fatto di gesti, conoscenze e relazioni. In Lombardia, questo patrimonio si esprime in modo ricco. Si intrecciano territori e comunità. La cultura del cibo e del vino è un elemento distintivo dell'identità regionale. Si tramanda di generazione in generazione.
La cultura è un elemento fondamentale per attrarre visitatori. Offre un'esperienza più profonda e significativa. La Lombardia può valorizzare questo aspetto. La sua ricca storia e le sue tradizioni culinarie sono un patrimonio da promuovere. L'integrazione tra cultura, cibo e vino crea un'offerta unica. Questo approccio arricchisce l'esperienza del visitatore. Consolida l'immagine della regione come custode di un patrimonio culturale prezioso.
La collaborazione con i Consorzi di Tutela
La partecipazione lombarda a Vinitaly nasce dalla collaborazione. Coinvolge Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e i Consorzi di tutela. Questa sinergia permette di proporre il patrimonio vitivinicolo regionale. Si punta a buyer, operatori e giornalisti. La 58ª edizione di Vinitaly sarà l'occasione per presentare la qualità e la varietà dei vini lombardi. I Consorzi di Tutela coinvolti rappresentano diverse aree della regione. Tra questi figurano: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Ente Vini Bresciani, Consorzio Franciacorta, Consorzio Tutela Moscato di Scanzo, Consorzio Volontario Vino DOC San Colombano, Consorzio Montenetto, Consorzio Vini IGT Terre Lariane, Consorzio Vini Mantovani, Consorzio Tutela Lugana DOC, Consorzio Tutela Valcalepio, Consorzio Tutela Vini di Valtellina, Consorzio Valtènesi Riviera del Garda Classico, Produttori San Martino della Battaglia DOC, Consorzio Botticino DOC, Consorzio Tutela IGT Valcamonica.
La collaborazione tra enti pubblici e privati è fondamentale. Permette di creare una strategia di promozione efficace. La diversità dei consorzi rappresenta la ricchezza del panorama vitivinicolo lombardo. Ogni consorzio porta con sé la specificità del proprio territorio. Questa unione di forze garantisce una rappresentanza completa e autorevole. Vinitaly diventa così la vetrina ideale per mostrare il meglio della Lombardia.
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