Un evento musicale unico celebra la cultura romanì al Teatro La Fenice di Venezia. Due virtuosi e musicisti di fama si esibiranno per la Giornata Internazionale Rom e Sinti, promuovendo dialogo e riconoscimento culturale.
Musica romanì risuona al Teatro La Fenice
Il Teatro La Fenice di Venezia ospiterà un evento musicale di grande rilievo. Martedì 7 aprile 2026, alle ore 10:30, le Sale Apollinee del prestigioso teatro saranno il palcoscenico di un concerto dedicato alla musica romanì. L'iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per la Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti, che ricorre l'8 aprile. L'evento è parte integrante della III settimana della cultura romanì, denominata Romanì Week.
Questa performance rappresenta un'occasione preziosa per portare all'attenzione del pubblico la ricchezza e la profondità della tradizione musicale romanì. L'evento mira a promuovere una maggiore comprensione e apprezzamento di questa cultura, spesso soggetta a pregiudizi e incomprensioni. La scelta della Fenice, simbolo della cultura e dell'arte veneziana, sottolinea l'importanza di questo appuntamento.
La cornice delle Sale Apollinee, note per la loro acustica eccellente e l'eleganza architettonica, offrirà un'ambientazione suggestiva per l'esibizione. L'evento è stato organizzato con cura per garantire un'esperienza memorabile sia per gli artisti che per il pubblico presente. La data scelta, vicina alla giornata ufficiale, amplifica il messaggio di inclusione e riconoscimento.
Artisti di fama internazionale protagonisti
I protagonisti indiscussi di questo concerto saranno due artisti di fama internazionale: Gennaro Spinelli, rinomato violino solista, e Santino Spinelli, acclamato fisarmonica solista. Entrambi vantano una lunga carriera costellata di esibizioni sui palcoscenici più importanti del mondo, portando la musica romanì a un pubblico globale.
La loro presenza garantisce un altissimo livello artistico e una profonda interpretazione del repertorio proposto. La loro maestria tecnica e la loro sensibilità interpretativa promettono di emozionare gli spettatori. La loro dedizione alla musica romanì è un esempio di come l'arte possa superare confini e pregiudizi.
Ad affiancare i due solisti, un ensemble di musicisti di eccezionale talento. Questi provengono da alcune delle più prestigiose istituzioni musicali italiane. Tra queste spiccano il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli e il Teatro La Fenice di Venezia stesso. La collaborazione tra artisti di diverse provenienze rafforza il messaggio di unità e scambio culturale.
Dal Teatro alla Scala di Milano saranno presenti Eliana Gintoli (violoncello), Omar Lonati (contrabbasso) e Sabina Bakholdina (viola). Dal Teatro San Carlo di Napoli arriveranno Anna Mechsheryakova (violino) e Salvatore Lombardo (violino). Il Teatro La Fenice di Venezia contribuirà con Valerio Cassano (violoncello), Marco Scandurra (viola) e Fiorenza Barutti (viola). La loro partecipazione arricchisce ulteriormente la qualità dell'esecuzione.
A completare il quadro artistico, interverrà anche il violinista e maestro concertatore Marco Bartolini. La sua presenza sottolinea l'impegno nella valorizzazione della musica e nella sua presentazione al meglio delle possibilità tecniche ed espressive. La sinergia tra questi musicisti creerà un'atmosfera unica.
Un progetto etno-sinfonico per il dialogo culturale
Lo spettacolo prevede un momento particolarmente significativo dedicato all'orchestra romanì giovanile AKANÀ. Questo giovane ensemble eseguirà l'inno delle comunità romanès, un brano che rappresenta l'identità e l'orgoglio di questo popolo. La partecipazione dei giovani artisti sottolinea l'importanza della trasmissione culturale e della continuità delle tradizioni.
L'evento è il frutto della collaborazione tra UCRI (Unione delle Comunità Romanès in Italia) e UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Queste due importanti organizzazioni lavorano da anni per promuovere l'inclusione e combattere ogni forma di discriminazione. La loro sinergia garantisce la solidità e la rilevanza dell'iniziativa.
Il progetto si configura come un'esperienza etno-sinfonica innovativa. Esso fonde il repertorio classico con la tradizione musicale romanì, creando un ponte tra mondi sonori apparentemente distanti. Questa fusione artistica mira a dimostrare come culture diverse possano arricchirsi reciprocamente attraverso l'arte.
Attraverso la musica, l'evento si propone di promuovere il valore culturale e identitario delle comunità rom e sinti. La musica diventa così uno strumento potente per la costruzione di una società più inclusiva e rispettosa delle diversità. L'obiettivo è quello di superare stereotipi e pregiudizi radicati.
Le dichiarazioni degli artisti e delle istituzioni
Gennaro Spinelli, uno dei protagonisti, ha sottolineato l'importanza simbolica dell'evento: «La musica è un linguaggio universale che supera ogni barriera e costruisce ponti tra culture diverse. Portare la musica romanì in un luogo simbolico come il Teatro La Fenice rappresenta un passo importante per il riconoscimento della nostra cultura». Le sue parole evidenziano la valenza culturale e sociale della performance.
Anche Santino Spinelli ha espresso il suo entusiasmo: «Questo concerto è un’occasione per affermare il valore artistico della tradizione romanì nel panorama musicale europeo. Attraverso la musica possiamo promuovere dialogo, rispetto e una nuova consapevolezza culturale». La sua dichiarazione ribadisce il ruolo della musica come veicolo di pace e comprensione reciproca.
I saluti istituzionali saranno affidati a figure di spicco nel campo delle politiche antidiscriminatorie e della promozione culturale. Saranno presenti Mattia Peradotto, Direttore Generale dell’Unar, e Gennaro Spinelli, Presidente nazionale dell'Ucri. La loro partecipazione conferisce ulteriore autorevolezza all'iniziativa.
L'ingresso all'evento è gratuito, fino a esaurimento posti. È richiesta la prenotazione obbligatoria all'indirizzo email: segreteria@ucri.eu. Questa modalità di accesso mira a garantire una partecipazione ordinata e a permettere a un pubblico ampio di godere di questa straordinaria opportunità culturale. La gratuità dell'evento sottolinea l'intento di renderlo accessibile a tutti.