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A Opicina è stata inaugurata "Casa Capon", una nuova struttura polivalente. Il centro mira a combattere l'isolamento sociale offrendo spazi per anziani, alloggi per persone in emergenza abitativa e accoglienza per senzatetto.

Nuovo centro di aggregazione a Opicina

È stata aperta al pubblico una nuova struttura comunale a Opicina. L'edificio, denominato "Casa Capon", è stato inaugurato con la partecipazione di diverse autorità locali. L'obiettivo principale è creare un luogo di incontro e aggregazione. Si vuole offrire un sostegno concreto alla comunità, in particolare alle persone anziane. L'iniziativa mira a contrastare il fenomeno dell'isolamento sociale, che colpisce diverse fasce d'età. L'assessore comunale al Sociale, Massimo Tognolli, ha sottolineato l'importanza di questo spazio. La sua funzione primaria sarà quella di favorire le relazioni interpersonali.

Investimenti e riqualificazione della struttura

L'assessore al Patrimonio Immobiliare, Elisa Lodi, ha illustrato i lavori di riqualificazione. Il piano superiore è stato oggetto di un investimento di 700 mila euro. Questi fondi provengono dal Pnrr e hanno permesso la realizzazione di piccoli alloggi. L'intervento ha comportato una riqualificazione completa dell'immobile. Sono stati effettuati lavori anche alla rete fognaria. La struttura è ora a norma e priva di barriere architettoniche. L'assessore Everest Bertoli ha menzionato l'ammodernamento tecnologico degli impianti. Questo è stato realizzato grazie al "Project Calore".

Servizi per diverse fasce di popolazione

Il piano terra di "Casa Capon" ospiterà il progetto Habitat Microarea di Villa Carsia. Questo progetto coinvolgerà attivamente la comunità locale. Saranno promosse attività di socializzazione con una prospettiva intergenerazionale. Al primo piano, grazie ai fondi Pnrr, sono stati creati tre alloggi. Questi sono destinati a progetti di Housing First e Housing Led. Offriranno una soluzione abitativa a 8-10 persone in emergenza abitativa. Saranno seguite dal servizio sociale comunale. Il secondo piano è stato trasformato in una foresteria. Dispone di sette camere con bagno, una lavanderia e una zona ristoro. Questa area è pensata per accogliere persone senza dimora vulnerabili. Potranno anche beneficiare di assistenza per patologie croniche.

Collaborazione con il Terzo Settore

La gestione degli alloggi e della foresteria sarà frutto di una coprogettazione. Questa collaborazione coinvolge Enti del Terzo Settore per il biennio 2026-2027. Il Servizio Sociale del Comune di Trieste sarà affiancato da un'Associazione Temporanea di Scopo. Questa comprende la Fondazione Diocesana Caritas Trieste Onlus, la Comunità di San Martino al Campo, la La Quercia Società Cooperativa Sociale, la Lybra Società Cooperativa Sociale Onlus e la Fondazione International Rescue Committee Italia Ets. Un'équipe educativa seguirà sia gli ospiti degli alloggi che della foresteria. Il presidente di Ater Trieste, Daniele Mosetti, ha espresso l'intenzione di trasferire l'ufficio di portierato sociale di Ater Trieste all'interno di "Casa Capon".

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