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La Juventus ha sconfitto il Genoa per 2-0 in una partita segnata dall'esordio di una controversa maglia arancione per i liguri. Nonostante una reazione nella ripresa, il Genoa non è riuscito a ribaltare il risultato, ma mantiene un vantaggio di sei punti sulla zona retrocessione.

La maglia arancione del Genoa suscita critiche

La sconfitta del Genoa contro la Juventus è passata quasi in secondo piano rispetto alla divisa indossata dai liguri. Abbandonando i tradizionali colori rossoblu e la croce di Genova, la squadra è scesa in campo all'Allianz Stadium con una maglia di colore arancione. Questa scelta cromatica ha suscitato numerose perplessità, con alcuni commentatori che l'hanno definita «inguardabile».

L'accostamento cromatico ha ricordato ad alcuni la squadra della Pistoiese, piuttosto che l'iconica Olanda. La critica non si è limitata all'estetica, ma ha toccato anche la performance della squadra, apparsa spenta e poco reattiva, specialmente nel primo tempo.

Prestazione opaca nel primo tempo, la Juventus domina

La partita ha visto la Juventus prendere subito il controllo. I bianconeri hanno segnato due gol nei primi quindici minuti, ipotecando il risultato. Il Genoa, in maglia arancione, è apparso quasi spettatore, incapace di reagire.

Il primo tempo è stato definito «pessimo», forse il peggiore sotto la gestione dell'allenatore De Rossi. La squadra non è riuscita a creare occasioni significative, non effettuando nemmeno un tiro verso la porta difesa da Perin. La mancanza di incisività offensiva ha reso la partita a senso unico.

La ripresa: un timido risveglio del Genoa

Nella seconda frazione di gioco, l'allenatore De Rossi ha tentato di cambiare le sorti dell'incontro. L'ingresso di Baldanzi al posto di Messias ha portato una ventata di freschezza. La squadra è apparsa più vivace, anche grazie a una Juventus che sembrava accontentarsi del vantaggio acquisito.

Ulteriori cambi hanno visto l'inserimento di Ekuban e Masini. La squadra, ora definita «arancio-casacca», ha mostrato maggiore intraprendenza. Al minuto 72, Martin è stato atterrato in area da Bremer. L'intervento del VAR ha concesso un calcio di rigore al Genoa.

Il rigore sbagliato e la reazione finale

Dal dischetto si è presentato Martin, dato che Malinovskyi era uscito dal campo. Tuttavia, il portiere della Juventus, De Gregorio, ha intuito la traiettoria e parato il tiro, mantenendo il punteggio sul 2-0. Questo episodio ha spento le residue speranze di rimonta del Genoa.

Nonostante una maggiore vivacità nella ripresa, la squadra ligure non è riuscita a riaprire la partita. La Juventus ha gestito il vantaggio e portato a casa i tre punti meritatamente. La prestazione complessiva, tuttavia, ha lasciato molti interrogativi, soprattutto riguardo alla scelta della divisa.

La classifica e la prossima sfida

Paradossalmente, la classifica del Genoa non ha subito un peggioramento significativo. Il distacco dalla zona retrocessione rimane di 6 punti, con sole 7 gare ancora da disputare. Questo margine offre una certa tranquillità, ma la lotta per la salvezza è ancora aperta.

Il prossimo impegno vedrà il Genoa affrontare il Sassuolo in casa, a Marassi. La partita si preannuncia difficile, considerando la piacevolezza del gioco espresso dai neroverdi quest'anno. Per il Grifone, conquistare tre punti in questa gara sarebbe fondamentale per chiudere definitivamente il discorso salvezza.

Tabellino della partita

Juventus-Genoa 2-0

Reti: 4’ Bremer (J), 17’ McKennie (J)

Juventus: Perin (46’ Di Gregorio 7); Kalulu 6, Bremer 6.5, Kelly 6.5, Cambiaso 6 (83’ Holm SV); McKennie 7, Locatelli 6.5, Thuram 7; Conceicao 6 (83’ Miretti SV), David 6 (67’ Milik 6), Yildiz 6.5 (90’ Boga SV). Allenatore: Spalletti.

Genoa: Bijlow 6; Marcandalli 6.5, Ostigard 6, Vasquez 5.5; Ellertsson 6, Frendrup 6 (83’ Ekhator SV), Malinovskyi 6 (66’ Masini 6), Martin 5; Messias 6 (52’ Baldanzi 7), Vitinha 6; Colombo 5 (66’ Ekuban 5). Allenatore: De Rossi.

Arbitro: Massa. 6

Ammoniti: Locatelli (J), McKennie (J), Frendrup (G), Bremer (J), Thuram (J).

Note: 75’ rigore parato da Di Gregorio (J) a Martin (G).

Fonte: Franco Ricciardi.

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