A Todi si accende il dibattito politico per un convegno di Casa Pound sulla "remigrazione". Mentre gli organizzatori difendono la loro iniziativa, l'Anpi protesta chiedendo di "difendere la Costituzione". Il sindaco interviene sulla concessione degli spazi comunali.
Dibattito sulla "remigrazione" a Todi
La sala del consiglio comunale di Todi ha ospitato un evento organizzato da Casa Pound. L'incontro verteva sulla proposta di legge denominata "Remigrazione". Questa iniziativa ha scatenato un acceso confronto politico. La discussione si è intensificata a pochi giorni dalla Festa della Liberazione. L'evento ha visto la partecipazione di circa trenta persone.
Gli organizzatori hanno difeso la loro posizione. Il consigliere comunale Andrea Nulli, del gruppo Per Todi con Ruspolini, ha dichiarato sui social: «Non ci fermano le solite pagliacciate provocatorie di chi disprezza questa nazione: Anpi, certi sindacati e qualche politico locale». Ha aggiunto: «Andiamo avanti».
Protesta dell'Anpi e difesa della Costituzione
La sezione locale dell'Anpi ha espresso forte critica. La presidente Camilla Todini ha sollevato dubbi sull'opportunità di concedere spazi comunali a chi si definisce «fascista del terzo millennio». L'associazione ha organizzato un presidio. L'obiettivo era la difesa della Costituzione. L'iniziativa si è svolta fuori dalla sala del consiglio.
Il presidio ha visto la partecipazione di diverse sigle associative. C'erano anche rappresentanti sindacali e partitici della regione. Molti cittadini hanno aderito. Camilla Todini ha affermato: «Noi eravamo lì per difendere la nostra Costituzione». Ha sottolineato che tutti i partecipanti hanno preso le distanze dalla proposta di legge. Ha aggiunto: «I promotori si dichiarano i fascisti del terzo millennio». Ha criticato la facilità con cui si occupano sale istituzionali con tali argomentazioni.
Contesto storico e partecipazione
L'incontro si è tenuto nel giorno dell'anniversario della liberazione di Alfonsine. Questa data è legata al Gruppo di combattimento Cremona. L'evento si è svolto anche in prossimità del 25 aprile. Camilla Todini ha commentato: «Una volta andavamo lì, adesso non si manda più nemmeno il gonfalone». Ha ribadito che l'ordinamento repubblicano è contrario al fascismo. Ha auspicato che anche le istituzioni facciano altrettanto.
Alla manifestazione di protesta sono intervenuti diversi esponenti politici. Tra questi, il senatore Walter Verini e l'onorevole Emma Pavanelli. Erano presenti anche il consigliere regionale Fabrizio Ricci. Hanno partecipato i consiglieri comunali Fabio Catterini e Andrea Caprini. Presenti anche Giorgio Squilloni di Potere al Popolo e Mario Bolli per l'Umbria per la pace. Hanno aderito anche la Spi Cgil, il coordinamento Donne Spi Cgil, l'associazione Franca Viola e l'Unione delle donne in Italia Perugia.
Posizioni delle associazioni e del Comune
Fabrizio Fratini, segretario generale dello Spi-Cgil provinciale, ha spiegato l'adesione: «La nostra idea di società è quella di una società che sia accogliente e solidale». Ha contrapposto questa visione a quella di chi vuole «respingimenti e discriminazioni».
L'Udi Perugia ha dichiarato: «Siamo consapevoli che il nostro Paese non ha mai realmente chiuso con il fascismo». Ha aggiunto che il «femminismo intersezionale» insegna come le discriminazioni si sovrappongano. Le «sorelle migranti» subiscono discriminazioni multiple. L'associazione ha espresso il proprio «totale sdegno» per l'iniziativa. Ha criticato la legittimazione istituzionale attraverso la concessione di spazi.
La posizione del Sindaco di Todi
Il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, ha chiarito la sua posizione sulla concessione della sala. Ha spiegato che il consigliere Nulli ha richiesto lo spazio per presentare il progetto di legge. Ha menzionato la raccolta di «150 mila firme in Italia». Ha affermato: «Per me quella sala è aperta a tutti, finché si parla e si discute civilmente».
Il sindaco ha aggiunto di essere personalmente «contrario alla remigrazione». Tuttavia, ha difeso il principio di libertà di dibattito. «Se una persona decide di cosa si può parlare e di cosa no, allora quella è una posizione fascista», ha concluso. Ha ribadito che le sale comunali sono a disposizione di qualsiasi dibattito, anche se non condiviso.