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A Todi, la presentazione di una proposta di legge sulla remigrazione da parte di Casa Pound ha generato un acceso dibattito. Mentre gli organizzatori difendono l'iniziativa, associazioni come l'Anpi protestano, chiedendo la difesa della Costituzione.

Dibattito acceso sulla remigrazione a Todi

La città di Todi è stata teatro di un acceso dibattito. L'occasione è stata la presentazione di una proposta di legge sul concetto di remigrazione. L'evento è stato organizzato da Casa Pound. Si è svolto nella sala del consiglio comunale. Questo accade a pochi giorni dalla Festa della Liberazione. L'iniziativa ha diviso l'opinione pubblica locale.

Gli organizzatori hanno difeso la loro azione. Hanno dichiarato: «Non ci fermano le solite pagliacciate provocatorie di chi disprezza questa nazione». Queste parole sono state scritte sui social dal consigliere comunale Andrea Nulli. Egli fa parte della lista Per Todi con Ruspolini. Dall'altra parte, sono sorte domande sull'opportunità di concedere spazi istituzionali. Questo a un gruppo che si definisce «fascisti del terzo millennio». A sollevare il dubbio è Camilla Todini. Lei è la presidente della sezione locale dell'Anpi.

Proposta di legge e reazioni

L'incontro si è tenuto nella sala del consiglio comunale. È stata presentata la proposta di legge Remigrazione. Erano presenti Luca Marsella, presidente del comitato Remigrazione e Riconquista. C'erano anche il consigliere Nulli e Cristiano Coccanari. Quest'ultimo rappresenta Remigrazione e Riconquista Umbria. Gli organizzatori avevano spiegato l'obiettivo dell'appuntamento. Lo descrissero come «un evento pubblico per parlare senza ipocrisie». Riguardava il destino delle città, delle comunità e dell'Italia. Sostenevano che «l'immigrazione di massa non è inevitabile». La definirono «una scelta politica». E aggiunsero: «Proprio perché è una scelta politica, può essere fermata».

L'Anpi di Todi ha immediatamente criticato l'iniziativa. L'associazione aveva chiesto al Comune di prendere le distanze. La data scelta era significativa. Cadeva nel giorno della liberazione di Alfonsine. Questa liberazione fu opera del Gruppo di combattimento Cremona. L'impresa valse onorificenze a giovani tuderti.

Presidio e manifestazioni

Venerdì, mentre l'incontro si svolgeva nella sala del consiglio comunale. Vi partecipavano circa trenta persone. Il consigliere Nulli ha commentato sui social: «Grazie a chi c'era. Presenza, attenzione e determinazione fanno la differenza». Contemporaneamente, all'esterno, si è tenuto un presidio. Era organizzato dall'Anpi. L'obiettivo era difendere la Costituzione. E anche i valori fondanti della Repubblica. Molte sigle associative, sindacali e partitiche regionali hanno aderito. Numerosi cittadini erano presenti.

Camilla Todini ha dichiarato: «Noi eravamo lì per difendere la nostra Costituzione». Ha aggiunto che tutti gli intervenuti hanno preso le distanze dalla proposta di legge. Ha criticato la facilità con cui si occupano sale istituzionali con certe argomentazioni. Ha ricordato l'anniversario della liberazione di Alfonsine. «Una volta andavamo lì, adesso non si manda più nemmeno il gonfalone», ha aggiunto Todini. Ha sottolineato che l'ordinamento repubblicano è contrario al fascismo. Le istituzioni dovrebbero fare altrettanto. Ha evidenziato la vicinanza al 25 aprile. «Se non facciamo qualcosa diventa privo di significato».

Adesioni e prese di posizione

Alla manifestazione hanno preso parte diverse personalità. Tra loro il senatore Walter Verini. L'onorevole Emma Pavanelli. Il consigliere regionale Fabrizio Ricci. I consiglieri comunali Fabio Catterini e Andrea Caprini. C'erano anche Giorgio Squilloni di Potere al Popolo. E Mario Bolli per Umbria per la pace. Hanno aderito la Spi Cgil, il coordinamento Donne Spi Cgil. Presenti anche l'associazione Franca Viola e l'Unione delle donne in Italia Perugia.

Fabrizio Fratini, segretario generale dello Spi-Cgil provinciale, ha spiegato la loro adesione. «La nostra idea di società è quella di una società che sia accogliente e solidale», ha detto. Ha aggiunto che non deve essere una società che promuove «respingimenti e discriminazioni».

L'Udi Perugia ha espresso la sua posizione. «Siamo consapevoli che il nostro Paese non ha mai realmente chiuso con il fascismo», hanno affermato. Hanno citato il femminismo intersezionale. Questo movimento insegna che le discriminazioni si sovrappongono. Le «sorelle migranti» subiscono discriminazioni multiple. Hanno ribadito la loro presenza a Todi. Per esprimere «il più totale sdegno». Hanno criticato l'iniziativa. Considerata «ripugnante» e «legittimata dalle istituzioni tuderti». Lo hanno fatto attraverso la concessione di «luoghi, tempi e spazi».

La posizione del Sindaco

Il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, ha spiegato il motivo della concessione degli spazi. «Il consigliere comunale Nulli ha chiesto la sala per presentare il progetto di legge», ha affermato. Ha ricordato che hanno raccolto 150 mila firme in Italia. «Per me quella sala è aperta a tutti, finché si parla e si discute civilmente», ha spiegato. Ha aggiunto: «Poi se entriamo nel merito io sono contrario alla remigrazione, però finché ci sarò io tutto è libero». Ha concluso: «Se una persona decide di cosa si può parlare e di cosa no, allora quella è una posizione fascista. Io ho sempre fatto così con tutti, le sale del Comune sono a disposizione di qualsiasi dibattito, anche se posso non essere d’accordo».

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