Rifondazione Comunista avanza proposte per le concessioni idroelettriche, suggerendo la creazione di società pubbliche e l'assunzione di 500 manutentori locali. L'obiettivo è aumentare i benefici per il territorio.
Proposte per la gestione idroelettrica
Rifondazione Comunista ha presentato una serie di proposte concrete. Riguardano la gestione delle concessioni idroelettriche. La richiesta principale è la creazione di società pubbliche. Queste dovrebbero occuparsi della gestione degli impianti. Inoltre, si chiede l'assunzione di circa 500 manutentori. Questi professionisti dovrebbero operare direttamente sul territorio. La proposta è stata formalizzata tramite una lettera aperta. A firmarla è stato Emanuele Capelli, segretario della federazione provinciale di Sondrio.
Critiche alla Regione Lombardia
Il partito esprime preoccupazione per le decisioni della Regione Lombardia. Quest'ultima ha indetto un bando di gara. Il bando riguarda l'assegnazione delle concessioni idroelettriche denominate "Codera Ratti-Dongo". Tuttavia, sembra che la Regione stia valutando l'assegnazione diretta. Le concessioni sarebbero destinate agli attuali gestori. Questo avverrebbe per tutte quelle scadute o prossime alla scadenza. I rappresentanti di PRC affermano che i bandi già pubblicati per il rinnovo degli impianti "Codera Ratti" privilegiano gli aspetti economici. Danno meno peso alle questioni di sicurezza. Trascurano anche le problematiche territoriali e ambientali.
Coinvolgimento delle comunità locali
Secondo Rifondazione Comunista, le comunità locali sono state escluse. Le amministrazioni del territorio non sono state coinvolte. Questo è avvenuto durante la fase di elaborazione dei bandi. Il partito sottolinea l'elevato sfruttamento idroelettrico della provincia di Sondrio. La produzione annua raggiunge i 5.000 GWh. L'indice di sfruttamento per unità di superficie è doppio. Questo dato è confrontato con province come Bolzano, Trento, Belluno e la Valle d’Aosta. Per questo motivo, il rinnovo delle concessioni deve includere modifiche. Servono soluzioni alternative all'attuale organizzazione degli impianti. Bisogna considerare anche gli effetti dei cambiamenti climatici.
Proposte per il futuro energetico
Una delle raccomandazioni chiave riguarda la restituzione delle acque. Dopo essere state utilizzate per la turbinazione, le acque dovrebbero essere reintrodotte nella stessa asta fluviale. La produzione idroelettrica in provincia dovrebbe passare interamente sotto il controllo della Regione. Si suggerisce la creazione di una propria società pubblica regionale. In alternativa, la gestione potrebbe essere affidata a terzi. Questo modello potrebbe generare entrate significative. Si parla di circa 800 milioni - 1 miliardo di euro lordi annui. Attualmente, le entrate nette si attestano tra i 60 e i 70 milioni.