Un uomo di 37 anni è stato arrestato a Sondrio dopo aver aggredito una donna con delle pietre. L'uomo, che ha precedenti per problemi psichiatrici, è stato trasferito in un carcere con reparto psichiatrico.
Aggressore trasferito in carcere psichiatrico
L'uomo di 37 anni, originario del Congo, è stato trasferito da Sondrio. Sarà ospitato in un carcere dotato di reparto psichiatrico. Questo permetterà una valutazione e un monitoraggio approfonditi in vista del processo.
Nonostante fosse un giorno festivo, il 37enne è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari. L'udienza ha convalidato il suo arresto. La richiesta di custodia cautelare in carcere era stata avanzata dal pubblico ministero Stefano Latorre.
L'uomo è accusato di tentato omicidio. La sua difesa è affidata all'avvocato d'ufficio Marcello Caci. Durante l'udienza, l'arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Testimone: "Ho visto mettere sassi nello zaino"
Sono emersi dettagli inquietanti sul comportamento del 37enne. Risulta incensurato e richiedente asilo in Italia. Una testimone ha dichiarato di averlo notato in centro storico. Era intento a sistemare pietre nel suo zaino.
Questo episodio, avvenuto due giorni prima dell'aggressione, solleva interrogativi. Potrebbe indicare una premeditazione o uno stato di grave disagio psichico. L'uomo è stato visto seduto sul pianerottolo di un ufficio. La zona era vicina al Centro di prima accoglienza.
Altre persone hanno riferito di segnalazioni precedenti. La sua pericolosità sociale sarebbe stata comunicata più volte a Palazzo Pretorio. I Servizi sociali dovranno confermare queste informazioni.
Il suo vagare spesso ubriaco o confuso era notato. Il suo atteggiamento minaccioso non passava inosservato. Tuttavia, fino a venerdì non aveva mai causato danni fisici a nessuno.
Dettagli sull'aggressione e le conseguenze
La violenza si è manifestata venerdì. La vittima è una donna di 54 anni. Ha subito una doppia frattura alla mandibola. È stata colpita ripetutamente con delle pietre.
La donna sarà sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Il marito ha espresso sgomento e rabbia. Non trova spiegazioni per l'accaduto. Desidera la guarigione della moglie.
Spera anche che l'episodio stimoli una riflessione. Si chiede cosa si possa fare per prevenire simili eventi in futuro. L'aggressione è avvenuta nella zona del ponte del Gombaro.
L'aggressore, descritto come tarchiato e con maglietta nera, appariva indifferente in Tribunale. Il suo sguardo era spento. Probabilmente era ancora sotto effetto di sedativi.
L'aggressività era esplosa venerdì. Ha reso difficile il suo contenimento da parte dei poliziotti. Lo hanno dovuto far entrare nell'auto di servizio per portarlo in Questura.