Il Consiglio comunale di Siracusa è stato teatro di un acceso scontro interno alla maggioranza, culminato con l'abbandono dell'aula da parte dell'opposizione e la conseguente perdita del numero legale. La seduta, incentrata sull'inserimento di un agronomo in pianta organica, ha evidenziato profonde divisioni.
Scontro interno alla maggioranza fa saltare il numero legale
La seduta del Consiglio comunale di Siracusa ha assunto toni surreali. Una maggioranza apparsa divisa e un'opposizione pronta a sfruttare ogni occasione hanno caratterizzato l'incontro. L'obiettivo di far venir meno il numero legale è stato raggiunto. Tutto ciò è accaduto durante la discussione di un punto non centrale come il bilancio. Si trattava dell'inserimento di un agronomo nell'organico comunale.
La revisione del Piao, piano integrato di attività e organizzazione, era al centro della discussione. Questo piano include anche il fabbisogno del personale. È emerso un forte malcontento da parte del consigliere Sergio Bonafede. Eletto con un elevato numero di consensi, appartiene al gruppo Grande Sicilia. Questo gruppo sostiene la maggioranza consiliare.
Bonafede critica l'amministrazione comunale
Il consigliere Bonafede ha espresso pubblicamente il suo disappunto. Si è detto «umiliato dall'amministrazione». Ha dichiarato di non essere stato informato preventivamente sulla decisione di attingere da graduatorie esterne. Questo avveniva mentre si votava per il Piao. Se fosse stato avvisato, avrebbe ritirato la sua mozione. Si è sentito «preso per i fondelli».
Bonafede ha aggiunto: «Mi stanno tirando il filo». Ha promesso azioni concrete se le proposte verranno attuate. Altrimenti, ha suggerito che tutti dovrebbero dimettersi. Ha sottolineato di non aver meritato tale trattamento. Ha affermato che persino i consiglieri di minoranza hanno ottenuto di più. Ha chiarito di non cercare riconoscimenti personali. Lavora per la cittadinanza.
Opposizione abbandona l'aula, numero legale viene meno
Le opposizioni hanno colto l'occasione offerta dallo sfogo di Bonafede. Hanno deciso di abbandonare l'aula consiliare. Hanno richiesto immediatamente la verifica del numero legale. Questo gesto ha posto fine alla seduta. La questione dell'agronomo è diventata il pretesto per una resa dei conti politica. Resta da capire se la maggioranza riuscirà a ricomporsi.
La minoranza, dopo interventi individuali, ha lavorato nella notte. Hanno prodotto una nota unitaria. Hanno firmato i gruppi consiliari Insieme, Partito Democratico, Fratelli d'Italia e Forza Italia. La nota denuncia l'implosione della maggioranza. La definiscono «allo sbando» e incapace di garantire il corretto svolgimento dei lavori.
Minoranza denuncia disordine e mancanza di coordinamento
I gruppi di minoranza hanno scritto: «Quanto avvenuto restituisce l'immagine di una maggioranza litigiosa, confusa e priva di coordinamento». Hanno aggiunto che la maggioranza è «incapace di parlarsi perfino sui propri atti». La definiscono «totalmente inadeguata ad affrontare con serietà i problemi della città». La mozione in discussione era stata presentata da un membro della maggioranza. Appartiene a Grande Sicilia, partito con due assessori, tra cui quello al personale.
Questo dettaglio rende ancora più grave quanto accaduto. L'Amministrazione aveva comunicato che i contenuti della mozione erano già stati inclusi nel Piao. Questo era avvenuto con una recente delibera di Giunta. Per le opposizioni, ciò certifica il disordine interno. La maggioranza «non comunica nemmeno al proprio interno». Mortifica i propri consiglieri. Non ha più una guida politica né una linea comune.
Dubbi anche sulla coesione delle opposizioni
Tuttavia, anche le opposizioni potrebbero interrogarsi su chi detti la linea. E se questa sia effettivamente condivisa. Quando il consigliere Marino ha annunciato l'uscita di Forza Italia, i colleghi di partito De Simone, La Runa e Burti sono apparsi impreparati. La decisione è stata politicamente corretta, ma non evidentemente condivisa da tutti. Altre forze politiche contrarie all'amministrazione hanno seguito l'esempio.
Ora emerge un nuovo problema: trovare un'altra sede per le future sedute. Il presidente del Consiglio, Alessandro Di Mauro, ha richiamato i consiglieri alla serietà. Ha ricordato le difficoltà create dalla caduta del numero legale. L'aula Vittorini sarà interessata da lavori urgenti. I sistemi di videoregistrazione e streaming non saranno disponibili. Il presidente ha dovuto convocare la prossima seduta in un'aula alternativa, la Borsellino.
Aula alternativa priva di strumenti di trasparenza
L'aula Borsellino è priva degli strumenti minimi di trasparenza e pubblicità dei lavori. Per questo motivo, i gruppi di opposizione non parteciperanno alla prossima seduta. Hanno annunciato che non saranno presenti. La nota congiunta di Pd, Insieme, Fratelli d'Italia e Forza Italia lo conferma. La prossima convocazione è in seconda chiamata. L'aula alternativa è priva di videoregistrazione e streaming.
Resta da vedere se la maggioranza riuscirà a presentare un fronte unito dopo questo scontro. Oppure se quanto accaduto segna l'inizio di una crisi più profonda. La situazione ricorda la commedia pirandelliana «Così è (se vi pare)». La politica locale mostra ancora una volta le sue complessità.