Condividi
AD: article-top (horizontal)

Uno studente operaio ha analizzato il legame tra caporalato, edilizia e criminalità organizzata in Brianza. La sua tesi evidenzia le alleanze tra imprenditori e 'ndrangheta, sottolineando la necessità di maggiore trasparenza e controllo.

Caporalato e criminalità nel settore edile

La **Cgil di Monza e Brianza** svolge un ruolo cruciale. Protegge i diritti e la sicurezza dei lavoratori nell'edilizia. Il subappalto facilita il controllo mafioso. La mancanza di controlli sui cantieri favorisce lo sfruttamento. Il caporalato è uno strumento per le mafie. Permette di eludere la concorrenza. Le imprese mafiose agiscono come un cartello.

Dario Pavone, 39 anni, operaio del legno, ha discusso la sua tesi. Ha ottenuto il voto di 102. Studia Scienze sociali per la globalizzazione. La sua facoltà è all'Università degli Studi di Milano. Il relatore era il professor Nando Dalla Chiesa. Quest'ultimo è un esperto nella lotta alla mafia.

La tesi di Dario Pavone

Il titolo della tesi è «Il contributo della Cgil al contrasto della criminalità organizzata in Lombardia». Pavone ha un diploma da perito informatico. Ha lavorato come operaio in un mobilificio di Meda. Durante la pandemia, ha deciso di studiare. Ha svolto uno stage sindacale. Si è avvicinato alla Cgil. Voleva occuparsi del suo territorio.

Ha studiato tra un turno di lavoro e l'altro. La criminalità organizzata era un tema sentito. Permeava l'ambiente in cui viveva. L'incontro con Alisei, scuola politica della Cgil, e il professor Dalla Chiesa è stato fondamentale. Ha definito il suo percorso di studi.

Ricerca sul campo e testimonianze

La tesi è arricchita da una ricerca sul campo. Pavone ha intervistato sindacalisti e membri della società civile. Ha parlato con Libera e l'Osservatorio contro le mafie di Monza e Brianza. Ha consultato giornali e documenti istituzionali. Ha visitato realtà come ‘Casanostra’. Lì, l'associazione il Mosaico ha riutilizzato beni confiscati. Ha studiato i protocolli d'intesa tra sindacato e comuni.

Questi protocolli servono a vigilare sui cantieri. Il caporalato e la sicurezza sul lavoro sono temi centrali. L'illegalità nei cantieri favorisce la criminalità organizzata. Pavone ha analizzato zone come Desio e Seregno. Ha riscontrato abusivismo edilizio e frodi fiscali. I subappalti alimentano un capitalismo criminale. Il profitto è l'unica priorità, a scapito della collettività.

Imprenditoria e infiltrazioni mafiose

Le inchieste in Brianza hanno evidenziato problemi. Alcune imprese non erano sane. Alcuni attori locali cercavano legami con la mafia. L'area grigia e i colletti bianchi sono parte del capitale mafioso. Il professor Dalla Chiesa parla di «colonizzazione a rovescio». L'imprenditoria ha sottovalutato il problema. A volte, per convenienza, si è rivolta alla criminalità.

Gli inquirenti lamentano poche denunce dagli imprenditori. La sostituta procuratrice Alessandra Dolci conferma. Molti imprenditori cercano aiuto nella 'ndrangheta. Anche la pubblica amministrazione è impreparata. La corruzione diventa sistemica.

Proposte per contrastare il fenomeno

È necessario parlare e rompere l'omertà. Bisogna rendere meno conveniente rivolgersi alle mafie. La Cgil contribuisce alla tutela del lavoro e della legalità. Molti infortuni sul lavoro derivano da violazioni delle regole. La criminalità organizzata si infiltra in questo contesto. La rete antimafia è importante. La Cgil propone di estendere l'Osservatorio provinciale. Questo favorirebbe la condivisione di conoscenze.

Si chiede maggiore trasparenza negli appalti. Si lotta ai subappalti a cascata e allo sfruttamento. Vanno rispettate le norme sulla sicurezza. È necessaria una nuova cultura del lavoro. Serve maggiore consapevolezza del fenomeno mafioso. Imprenditori e lavoratori devono essere formati. Le future generazioni di operatori economici devono essere protette.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: