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Vincenzo De Luca si candida a sindaco di Salerno per la quinta volta, ma senza il simbolo del Partito Democratico. La decisione mira a preservare gli equilibri politici regionali e a rispettare una consolidata tradizione amministrativa locale.

De Luca corre a Salerno senza il simbolo del Pd

Vincenzo De Luca si presenterà alle prossime elezioni comunali di Salerno, previste per il 24 e 25 maggio. La sua candidatura a sindaco, la quinta in carriera, avverrà senza l'utilizzo del simbolo del Partito Democratico. Questa scelta segue la sua uscita di scena da Palazzo Santa Lucia, sede della presidenza regionale.

Il partito, guidato in Campania dal figlio Piero De Luca, ha negato l'utilizzo del simbolo. L'obiettivo è evitare di compromettere gli equilibri politici del cosiddetto "campo largo". Questa coalizione ha già ottenuto una vittoria alle ultime elezioni regionali, sostenendo la candidatura di Roberto Fico (M5s).

L'ex governatore campano si troverà ad affrontare altri tre candidati. Tra questi figura anche Franco Massimo Lanocita, aspirante sindaco per il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra.

Piero De Luca difende la scelta e la tradizione

Piero De Luca ha cercato di stemperare le tensioni riguardo alla decisione. Ha dichiarato ai giornalisti a Napoli, a margine dell'iniziativa "Industria 26", che a Salerno le elezioni amministrative vedono da sempre la presenza di "liste di programma".

Queste liste includono "Progressisti per Salerno", un contenitore di "esperienze democratiche, progressiste, riformiste, moderate e popolari". Ha aggiunto che si continuerà "nel solco della tradizione amministrativa di questi anni anche lì a Salerno".

Il figlio di Vincenzo De Luca ha poi sottolineato l'impegno del partito in tutta la regione. Si stanno selezionando "candidati solidi" e "radicati". È convinto che il risultato finale consentirà di dare "un ulteriore slancio" a quanto avviato con le ultime elezioni regionali. Ha ricordato anche il recente referendum, dove la Campania si è distinta per il "No", a difesa della Costituzione e di un "paese coeso".

La difesa della Costituzione è legata all'attenzione verso le "fasce più fragili" della popolazione e allo "sviluppo economico".

Andrea Orlando e Gaetano Manfredi commentano la vicenda

Anche l'ex ministro dem Andrea Orlando ha commentato la mancata concessione del simbolo a Salerno. Ha definito la scelta come una "continuità con il passato".

Rispondendo alle domande dei cronisti, ha affermato che le "tradizioni vanno sempre rispettate". Ha paragonato questa consuetudine al rispetto per festività come "il Natale, come la Pasqua". Ha concluso che, quindi, "anche in questo caso, vanno rispettate".

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha offerto una replica più concisa. Alla domanda sul perché mancasse il simbolo del Pd, ha risposto seccamente: "Evidentemente non serviva".

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