Condividi
AD: article-top (horizontal)

Vincenzo De Luca si candida a sindaco di Salerno per la quinta volta, ma senza il simbolo del Partito Democratico. La decisione mira a preservare gli equilibri politici regionali e a rispettare la tradizione amministrativa locale.

De Luca corre a Salerno senza simbolo Pd

Vincenzo De Luca si presenterà alle prossime elezioni comunali di Salerno. La candidatura, la quinta per la carica di sindaco, avverrà però senza il simbolo del Partito Democratico. Questa scelta segue la sua recente uscita di scena da Palazzo Santa Lucia, sede della presidenza della Regione Campania.

Il Partito Democratico, guidato in Campania da suo figlio Piero De Luca, ha negato il proprio simbolo. L'obiettivo è evitare di compromettere gli equilibri del cosiddetto "campo largo". Questa alleanza ha già portato alla vittoria alle ultime elezioni regionali, sostenendo il candidato pentastellato Roberto Fico.

L'ex governatore campano si troverà ad affrontare altri tre candidati. Tra questi figura anche Franco Massimo Lanocita, aspirante sindaco per il Movimento 5 Stelle e l'Alleanza Verdi Sinistra.

Piero De Luca: «Si rispetta la tradizione amministrativa»

Piero De Luca ha cercato di stemperare le tensioni. Ha spiegato ai giornalisti a Napoli che a Salerno, da sempre, le elezioni amministrative vedono la presenza di liste civiche. Queste liste si concentrano su programmi specifici.

Ha citato la lista "Progressisti per Salerno", che include diverse anime politiche. Si tratta di esperienze democratiche, progressiste, riformiste, moderate e popolari. Ha assicurato che si continuerà nel solco della tradizione amministrativa degli ultimi anni.

Piero De Luca ha poi aggiunto che a livello regionale si sta svolgendo un lavoro significativo. Vengono presentati candidati solidi e radicati sul territorio. È convinto che il risultato finale permetterà di dare ulteriore slancio a quanto avviato con le ultime elezioni regionali.

Ha ricordato anche il recente referendum, dove la Campania si è distinta per il maggior numero di voti "No". Questo risultato è stato interpretato come una difesa della Costituzione. Rappresenta l'idea di un paese coeso, attento alle fasce più deboli e allo sviluppo economico.

Continuità con il passato e rispetto delle tradizioni

Anche l'ex ministro dem Andrea Orlando ha commentato la questione. Ha coordinato un evento del partito nel capoluogo partenopeo. Riguardo al mancato simbolo a Salerno, ha parlato di continuità con il passato. Ha affermato che le tradizioni vanno sempre rispettate, al pari di festività come il Natale o la Pasqua.

La sua risposta alle sollecitazioni dei cronisti è stata chiara: anche in questo caso, le tradizioni vanno onorate. Questo sottolinea l'importanza di mantenere un legame con la storia politica e amministrativa della città.

Manfredi: «Evidentemente non serviva»

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha fornito una replica secca. Interpellato dai giornalisti sulla questione del simbolo del Pd mancante, ha dichiarato: "Non c'è il simbolo? Evidentemente non serviva".

Questa affermazione suggerisce una valutazione pragmatica della situazione. Indica che la presenza del simbolo non era considerata indispensabile per la candidatura di De Luca a Salerno. Potrebbe anche alludere a una strategia politica mirata a rafforzare il legame con l'elettorato locale attraverso liste civiche.

La decisione di correre senza il simbolo del partito principale apre scenari interessanti per le prossime elezioni comunali. Mette in luce le complesse dinamiche politiche che caratterizzano il panorama campano.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: