La nazionale italiana di calcio è stata eliminata dalla Bosnia nei playoff per i Mondiali 2026. Il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha espresso forte sfiducia nel presidente della FIGC Gabriele Gravina, invocando un rinnovamento ai vertici federali e non escludendo l'ipotesi di un commissariamento.
Fallimento azzurro e reazione del ministro
La nazionale italiana di calcio ha subito una cocente sconfitta contro la Bosnia. Questo risultato ha sancito la mancata qualificazione ai Mondiali del 2026. Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha reagito con fermezza alla disfatta sportiva. Ha dichiarato che il calcio italiano necessita di una profonda ristrutturazione. Questo processo, a suo dire, deve partire dal vertice della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).
Abodi ha ringraziato la squadra e il suo allenatore per l'impegno profuso. Tuttavia, ha sottolineato l'evidenza del fallimento. Ha ribadito la necessità di un rinnovamento ai massimi livelli della FIGC. Il Ministro ha distinto il ruolo della squadra e del CT, guidati da Rino Gattuso, da quello della federazione. Quest'ultima è presieduta da Gabriele Gravina, che al momento non considera le dimissioni.
Ipotesi commissariamento e critiche a Gravina
In merito all'ipotesi di un commissariamento della FIGC, Abodi ha risposto affermativamente. Ha confermato di aver discusso la questione con il presidente del CONI, Buonfiglio. Ha rinnovato l'invito a valutare tutte le soluzioni tecniche possibili. Il Ministro ha evidenziato come tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali rappresentino una sconfitta inaccettabile. Ha criticato la tendenza a scaricare le responsabilità su altri, definendo la situazione odierna non normale.
Abodi si aspetta una risposta più concreta dalla Federcalcio. Ha ricordato precedenti in cui, dopo risultati negativi, si sono visti segnali di dignità. Ha citato il caso di Abete dopo i Mondiali del 2014 e quello di Tavecchio dopo il playoff con la Svezia. Il Ministro ha ammesso la possibilità di dover intervenire con decisioni parlamentari, cosa che preferirebbe evitare.
Riguardo alla figura di Giovanni Malagò come possibile commissario, Abodi ha affermato che non è ancora il momento di fare nomi. Ha sottolineato l'importanza di analizzare la storia degli ultimi 20 anni, ricca di esperienze negative. L'obiettivo è evitare di ripetere gli stessi errori o di ignorare quanto accaduto.
La risposta del Ministro alle accuse di Gravina
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, aveva precedentemente puntato il dito contro la politica. Aveva invocato provvedimenti a favore del sistema calcio, lamentando una presunta mancanza di supporto. La risposta di Abodi è stata perentoria. Ha ricordato l'impegno concreto del Governo a favore dello sport italiano. Ha citato le numerose soddisfazioni ottenute dagli atleti in diverse discipline.
Il Ministro ha definito scorretto negare le proprie responsabilità per la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. Ha criticato il tentativo di accusare le Istituzioni di inadempienza. Ha stigmatizzato le dichiarazioni di Gravina che sminuivano il valore di altri sport, definendoli dilettantistici rispetto al calcio professionistico. Abodi ha ribadito che le Istituzioni continueranno a fare la loro parte. Ha però richiesto responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L'obiettivo è riportare l'Italia ai vertici del calcio mondiale.