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Il settore edile riminese è in difficoltà: le imprese diminuiscono mentre gli occupati aumentano. La fine del Superbonus e del PNRR fa temere una crisi profonda, secondo CGIL e CNA.

Preoccupazione per il futuro del settore edile

Il comparto edilizio nella provincia di Rimini si trova a un punto critico. Nonostante un aumento degli addetti impiegati, si registra una diminuzione delle aziende attive. Questa situazione preoccupa i sindacati CGIL e CNA, che temono conseguenze negative per il futuro del settore.

La cancellazione del Superbonus 110% da parte del governo e l'imminente scadenza del PNRR, prevista per il 30 giugno, pongono serie sfide. Le organizzazioni di categoria sottolineano la necessità di individuare nuove strategie di investimento per evitare una recessione.

Dati allarmanti: meno imprese, più lavoratori

I dati forniti dalla Cassa edile evidenziano un quadro contrastante. Nel 2025, la provincia di Rimini ha visto un incremento del 3% degli addetti nel settore delle imprese edili artigiane (Cedaiier) rispetto all'anno precedente. Questo aumento è attribuito principalmente ai lavori privati, come condomini e ristrutturazioni, ancora sostenuti dagli effetti del Superbonus.

Tuttavia, nello stesso periodo, si è registrata una flessione del 2,55% delle ditte attive nel primo trimestre 2026 rispetto al 2025. Questo calo delle imprese è un segnale preoccupante, soprattutto considerando che il PNRR, che ha sostenuto diversi progetti pubblici, terminerà presto.

L'impatto del PNRR e dei bonus edilizi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha rappresentato un importante volano per l'edilizia pubblica a Rimini. Sono stati finanziati circa trenta progetti comunali per un valore complessivo di 40 milioni di euro. Tra questi figurano la nuova piscina di Viserba, tre nuovi asili nido, mense scolastiche e lo Stadium.

Anche il settore privato ha beneficiato dei bonus edilizi, in particolare del Superbonus 110%. L'analisi dei dati della Cassa edile dell'industria e cooperazione (Fcr) mostra una crescita del 14% degli occupati nel 2025 rispetto al 2024. L'insieme di questi incentivi ha portato a un aumento complessivo degli addetti nel settore, stimato tra 5.000 e 5.500 unità nella provincia, di cui 2.400 nel comparto artigiano.

Rischio di una crisi economica profonda

Le prospettive per il 2026 destano forte preoccupazione. Senza l'apporto del PNRR e con la fine dei principali bonus edilizi, il settore rischia di affrontare una crisi di vaste proporzioni. Andrea Pracucci, segretario della Fillea-CGIL Rimini, avverte che, se il governo non interverrà con nuovi piani di sostegno, il comparto potrebbe sprofondare in una situazione senza via d'uscita.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono gli aumenti dei prezzi delle materie prime, influenzati anche da eventi geopolitici come la guerra in Iran. Ruggero Vitali, responsabile di CNA Costruzioni, segnala incrementi significativi per materiali come ferro (fino al 20%) e conglomerato bituminoso (tra il 18% e il 20%).

Molti fornitori stanno accettando ordini con riserva di aggiornamento dei prezzi, mentre altri richiedono conferme dei preventivi entro 24 ore. Questi aumenti si sommano a quelli già registrati per il calcestruzzo all'inizio dell'anno e al rincaro del carburante, che incidono pesantemente sui costi operativi delle imprese.

Appello al governo per piani di rilancio

Lo scenario che si prospetta per la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno è definito «decisamente a tinte fosche» da Vitali. Le organizzazioni di categoria lanciano un appello al governo affinché individui rapidamente piani di rilancio efficaci per il settore edilizio.

Viene sottolineato come, dal 2019, il 31% della crescita occupazionale complessiva sia stato trainato proprio dall'incremento degli addetti nel comparto delle costruzioni. Perdere questo slancio potrebbe avere ripercussioni significative sull'economia locale e nazionale.

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