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Il settore manifatturiero riminese registra una battuta d'arresto, influenzato da un contesto internazionale instabile e dall'aumento dei costi operativi. Le imprese affrontano una contrazione produttiva e una diminuzione del numero di attività attive.

Rallentamento produzione manifatturiera locale

L'industria manifatturiera nella provincia di Rimini sta vivendo un periodo di rallentamento. Questo dato emerge da un'analisi della Camera di commercio della Romagna. Il settore, pur rimanendo un pilastro economico, incontra significative difficoltà. Si osserva una diminuzione della produzione e una contrazione del numero di imprese attive. Le sfide principali derivano dall'incertezza dello scenario globale. Anche l'incremento dei costi energetici incide pesantemente. Le tensioni commerciali internazionali, come i dazi statunitensi sull'export italiano, rappresentano ulteriori ostacoli. Nonostante alcune nicchie di mercato mostrino segnali di crescita, il quadro generale impone cautela. Le previsioni sul valore aggiunto settoriale per il 2025 e il 2026 rimangono moderate, con una crescita attesa dello 0,5%.

Imprese manifatturiere in calo

Al 31 dicembre 2025, risultavano attive 2.356 imprese manifatturiere nel Rimini. Queste rappresentano il 6,8% del totale delle attività economiche provinciali. A livello regionale, l'incidenza è del 10,0%, mentre a livello nazionale si attesta all'8,5%. Il numero di imprese attive nel settore manifatturiero locale ha registrato una diminuzione dell'1,7% rispetto all'anno precedente. Questo trend negativo si allinea con quello regionale (-2,3%) e nazionale (-2,1%). Il settore manifatturiero riminese impiega il 16% degli addetti totali delle imprese attive. La media regionale è del 26,1%, mentre quella nazionale è del 19,9%. La dimensione media delle imprese manifatturiere locali, in termini di addetti, è di 10 unità. Questo dato è in linea con la media nazionale, ma inferiore a quella regionale (12 unità).

Comparti in difficoltà e settori resilienti

L'indagine congiunturale della Camera di commercio della Romagna evidenzia un trend negativo per le attività manifatturiere locali. La dinamica della produzione ha registrato un calo del 6,7% negli ultimi 12 mesi. Questo dato negativo perdura dal primo trimestre del 2024, indicando una fase di stagnazione. Alcuni comparti specifici mostrano una flessione. Tra questi, i macchinari (-12,8%) e l'abbigliamento e accessori (-10,2%) subiscono le maggiori perdite. Tuttavia, questi settori stanno mostrando un parziale recupero rispetto al 2024. Altri comparti, come il legno e mobili (+1,2%), la chimica e plastica (+5,8%) e l'alimentare (+4,1%), mantengono una performance produttiva positiva. Il comparto delle altre industrie registra una flessione del 6%. I prodotti in metallo mostrano una lieve diminuzione dello 0,9%, nonostante un miglioramento delle performance nel periodo considerato.

Export e fatturato estero sotto pressione

La percentuale media dei ricavi derivanti dall'esportazione si è attestata al 41,5% del fatturato totale. Il comparto dei macchinari, che include meccanica ed elettronica, si conferma il più orientato all'export, con il 61,7% del fatturato generato all'estero. Si è osservato un notevole ridimensionamento delle quote di esportazione per i settori abbigliamento e accessori e chimica e plastica. Queste quote sono ora inferiori alla media provinciale. Le attività produttive maggiormente esposte ai mercati internazionali hanno subito le flessioni produttive più marcate. Hanno anche visto una riduzione significativa delle quote di fatturato destinate all'estero. Questo dato sottolinea la vulnerabilità del manifatturiero locale alle dinamiche del commercio internazionale e alle sue complessità.

Le persone hanno chiesto anche:

Quali sono i settori manifatturieri più colpiti a Rimini?

Quali sono le cause principali del rallentamento manifatturiero a Rimini?

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