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Il Trittico Eucaristico di Agostino Beltrano, composto da tre tele del Seicento, tornerà ad essere esposto nel Duomo di Pozzuoli dopo un importante intervento di restauro. L'iniziativa rientra nel progetto 'Capodimonte Diffuso' che mira a valorizzare il patrimonio artistico campano attraverso collaborazioni territoriali.

Il ritorno del capolavoro seicentesco

Il Duomo di Pozzuoli si prepara ad accogliere nuovamente il 'Trittico Eucaristico'. Quest'opera monumentale, realizzata da Agostino Beltrano nel Seicento, è composta da tre tele di grande valore storico e artistico. Il progetto 'Capodimonte Diffuso', promosso dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, mira a riportare capolavori conservati nei depositi museali sul territorio di origine. La collaborazione con la Diocesi di Pozzuoli segna un passo significativo in questa direzione. L'obiettivo è creare un dialogo più stretto tra il patrimonio artistico e le comunità locali. Questo progetto contribuisce a scrivere nuove pagine nella storia dell'arte campana. Vengono promossi restauri, restituzioni e esposizioni di lunga durata.

Le due tele raffiguranti Melchisedek nell'atto di offrire pane e vino e il re Davide in trono sono state ritrovate nei depositi del Museo di Capodimonte nel 2022. Attualmente sono sottoposte a un accurato restauro. La terza tela, una monumentale 'Ultima Cena', è già presente nella sacrestia della cattedrale. Questa raggiungerà il laboratorio di restauro nel mese di maggio. L'intervento complessivo permetterà di recuperare la piena leggibilità di queste importanti opere. Il direttore del Museo, Eike Schmidt, ha sottolineato l'importanza di questa iniziativa. «Capodimonte, principale pinacoteca del mezzogiorno, seconda in Italia per importanza dopo gli Uffizi, vuole dialogare sempre più con il territorio», ha affermato Schmidt. La valorizzazione del territorio flegreo è al centro di questa prima collaborazione del nuovo programma.

Un'opera legata alla storia di Pozzuoli

Il ciclo del 'Trittico Eucaristico' fu commissionato originariamente per la cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Pozzuoli. L'ordine giunse da fra Martín de León y Cárdenas. Egli fu vescovo della diocesi dal 1631 al 1650. Le due tele ritrovate sono state identificate dal professor Giuseppe Porzio dell'Università L'Orientale. Erano registrate unicamente nell'inventario Causa, avviato intorno al 1970. Le modalità con cui queste opere siano giunte a Capodimonte restano ancora oggetto di studio archivistico. Non è chiaro se il trasferimento sia avvenuto prima o dopo il devastante incendio che colpì il Duomo nel 1964. Questo evento storico ha segnato profondamente l'edificio e il suo patrimonio.

Il ricongiungimento del trittico nel complesso puteolano è particolarmente significativo. Le opere torneranno ad affiancare quelle di altri grandi maestri del Seicento. Tra questi figurano Massimo Stanzione, stretto collaboratore di Beltrano, Artemisia Gentileschi e Giovanni Lanfranco. Agostino Beltrano era inoltre marito della pittrice Diana Di Rosa. La sua presenza nel panorama artistico napoletano del Seicento è ben documentata. Il restauro è sostenuto dalla Diocesi di Pozzuoli. Il finanziamento proviene dai fondi 8xMille destinati alla Chiesa Cattolica. L'intervento è curato dallo Studio Ermes di Iriana Suprina. Questo studio vanta una solida esperienza nel recupero di beni culturali.

Speranza e bellezza per il territorio flegreo

La Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi, ha espresso il suo entusiasmo per l'iniziativa. «Seguiremo con attenzione e con cura tutto il processo di restauro del trittico originario», ha dichiarato Ricciardi. Ha aggiunto che l'intervento «restituirà una ricchezza pittorica adesso non più leggibile». Il vescovo di Pozzuoli e Ischia, Carlo Villano, ha visto in questo recupero un importante segno di speranza. «Questo recupero costituisce un segno di speranza per il nostro territorio flegreo», ha affermato Villano. Ha sottolineato come la comunità, nonostante le sfide poste dal bradisismo, desideri riappropriarsi della propria vita. Questo avviene ripartendo dalla bellezza dei luoghi e dalla propria storia. Il vescovo ha concluso evidenziando il potere dell'unione delle forze. «Unendo le forze si possono realizzare grandi cose», ha detto. Queste azioni non solo promuovono il bene della società, ma testimoniano come si costruisce una comunità. L'iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa essere motore di rinascita e coesione sociale.

Il progetto 'Capodimonte Diffuso' si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L'idea di portare l'arte fuori dai musei tradizionali e renderla accessibile in contesti originali sta guadagnando sempre più terreno. Questo approccio non solo tutela e conserva le opere, ma ne amplifica il significato storico e artistico. La ricomposizione del trittico nel Duomo di Pozzuoli è un ritorno alle origini. Permette di apprezzare l'opera nel suo contesto liturgico e architettonico originario. La collaborazione tra istituzioni culturali, enti ecclesiastici e professionisti del restauro dimostra la vitalità del settore. L'impegno congiunto è fondamentale per la salvaguardia e la promozione del ricco patrimonio artistico della Campania e dell'Italia intera. La storia di Agostino Beltrano e del suo 'Trittico Eucaristico' si arricchisce così di un nuovo capitolo, legato alla resilienza e alla bellezza.

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