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La Questura di Pisa ha negato l'autorizzazione per un presidio antifascista. La Rete dei Comunisti denuncia l'accaduto, accusando le autorità di favorire i movimenti di destra.

Divieto di manifestare a Pisa

Non si terrà il presidio antifascista previsto per giovedì 2 aprile. L'organizzazione studentesca Cambiare Rotta Pisa aveva indetto la manifestazione. La protesta era una risposta a un'assemblea organizzata da Azione Universitaria. La Questura di Pisa ha negato l'autorizzazione richiesta. La decisione ha scatenato immediate reazioni di solidarietà verso l'organizzazione studentesca di sinistra.

La Rete dei Comunisti pisani ha espresso forte disappunto. L'organizzazione accusa: «I fascisti a Pisa cercano di rialzare la testa». Vengono citate tematiche come razzismo e xenofobia. Si critica anche il militarismo e il securitarismo. Questi ultimi sono visti come risposte alla crisi capitalista. La gestione della crisi è attribuita al Governo Meloni. Si sottolinea la continuità con governi precedenti di centrosinistra.

Scontri e accuse a Pisa

La Rete dei Comunisti rievoca eventi accaduti in piazza della Pera. Una mobilitazione antifascista del 27 marzo aveva allontanato esponenti di Azione Universitaria. Questi ultimi frequentano abitualmente piazza Chiara Gambacorti. La piazza è descritta come luogo di giovani lontani da posizioni reazionarie. Si parla di manifestazioni inneggianti al ventennio mussoliniano. Dopo questi fatti, è scoppiata una «bagarre mediatica». Si è discusso di presunta «violenza» degli antifascisti. Video mostrerebbero invece fascisti usare spray al peperoncino. Gli antifascisti sarebbero stati gli unici a subire lesioni.

Nonostante ciò, critiche sono piovute contro gli antifascisti. Queste critiche provengono da quasi tutte le forze politiche. Inclusi esponenti del cosiddetto «campo largo». Altre forze politiche cittadine hanno mantenuto un «colpevole silenzio». Non hanno espresso solidarietà agli antifascisti. La Rete dei Comunisti ipotizza future alleanze politiche. «Prove generali di ‘campi larghissimi’?» si chiedono.

Il Comune di Pisa e le polemiche

Per giovedì 2 aprile alle 16 era prevista un'iniziativa dei «fascisti universitari». L'evento si sarebbe tenuto nelle sale del Comune di Pisa. Erano state invitate tutte le forze politiche pisane. Lo scopo era ricevere solidarietà e condannare gli antifascisti. La Rete dei Comunisti non figura tra gli invitati. L'organizzazione definisce l'evento una «sporca operazione mediatica e propagandistica». L'intento sarebbe quello di isolare gli antifascisti pisani. Per contrastare questa iniziativa, era stato indetto un presidio. La richiesta era stata regolarmente comunicata alle autorità competenti. La richiesta è stata però rigettata dal questore di Pisa. Il questore ha imposto il divieto di manifestare in piazza XX Settembre. Questo creerebbe le condizioni per cui i fascisti avrebbero «l’agibilità del palazzo comunale». Gli antifascisti, invece, non avrebbero il diritto di parola.

«Sappiamo bene», aggiungono dalla Rete dei Comunisti, «che l’attuale giunta comunale accoglierà a braccia aperte gli studenti fascisti». La sintonia politica tra fascisti e centrodestra è criticata. Anche la decisione del questore viene contestata. Queste azioni non fermeranno il diritto di parola e contestazione. Si difenderà in piazza il diritto a manifestare. Si rivendicherà la pratica dell’antifascismo militante. Questa è vista come parte integrante della lotta contro il sistema capitalistico. Quest'ultimo è accusato di alimentare fascismi e movimenti reazionari.

Domande Frequenti

Perché è stato negato il presidio antifascista a Pisa?

Cosa accusa la Rete dei Comunisti riguardo al Comune di Pisa?

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