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Il Comune di Pisa ha approvato la vendita del complesso immobiliare delle ex Stallette alla Scuola Sant'Anna per 2,6 milioni di euro. L'operazione suscita forti critiche da parte di Diritti in Comune, che parla di "svendita scandalosa" dopo ingenti investimenti pubblici.

Vendita ex Stallette a Pisa: i dettagli

Il Comune di Pisa ha formalizzato la vendita del complesso delle ex Stallette, situato in via Nicola Pisano 15. L'acquirente è la prestigiosa Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant'Anna. La decisione è stata pubblicata dall'Ufficio Patrimonio comunale il 30 marzo. La trattativa è stata autorizzata in base alla normativa che permette la vendita diretta a enti pubblici.

Il valore dell'immobile è stato determinato da una perizia di Praxi Spa, asseverata dal Tribunale Ordinario di Torino il 10 aprile 2024. La stima del valore di mercato si attesta sui 2.660.000 euro. Questo è l'importo fissato per la compravendita. Ulteriori dettagli sulla definizione del prezzo finale saranno definiti con un provvedimento successivo.

Critiche per la "svendita scandalosa"

L'associazione Diritti in Comune ha espresso forte disappunto per questa operazione. La loro critica si concentra sulla cifra di vendita, definita una "svendita scandalosa". Sottolineano come il recupero dell'area abbia comportato un esborso pubblico di oltre 3 milioni di euro, finanziato tramite il progetto Piuss. Questa cifra supera l'incasso previsto dalla vendita.

La preoccupazione di Diritti in Comune aumenta per la mancanza di chiarezza sulle future destinazioni d'uso dell'immobile da parte della Scuola Sant'Anna. L'ente di formazione ha manifestato interesse all'acquisto nel luglio 2025, indicando finalità legate alla "Formazione".

Un travagliato percorso di recupero

Il complesso delle ex Stallette ha vissuto un percorso di riqualificazione lungo e complesso, durato circa 14 anni. Il completamento dei lavori era inizialmente previsto per il 2014. Tuttavia, problemi legati al fallimento dell'impresa costruttrice, Rota, hanno causato ritardi significativi. Nel novembre 2024, le opposizioni avevano già segnalato lo stop dei cantieri e un aumento dei costi. Questi erano inizialmente stimati in 2,5 milioni, con un cofinanziamento regionale del 60%.

Ulteriori spese sono emerse nel corso dei lavori. A settembre 2013 sono stati stanziati 240mila euro per ritrovamenti archeologici. A novembre 2024, altri 490mila euro sono stati necessari per far fronte a imprevisti. Una richiesta di commissione d'inchiesta su questi aspetti fu respinta dal Consiglio comunale.

Da scuola di cinema a "desertificazione culturale"

I lavori ripresero nel novembre 2015, con un nuovo bando di gara e l'urgenza di rispettare le scadenze per i contributi europei. Non sono mancati intoppi legati agli incarichi di progettazione nel febbraio 2015. Finalmente, nel maggio 2017, le opere risultarono concluse. L'idea iniziale era di destinare gli spazi a una scuola di cinema.

Nel 2021, le Manifatture Digitali Cinema Pisa trovarono sede nelle ex Stallette. Tuttavia, nel giugno 2024, Diritti in Comune ha denunciato la chiusura di questi progetti produttivi, anticipando la vendita dell'immobile. L'associazione critica il sottoutilizzo dello spazio, pur riconoscendo che non fosse completamente abbandonato. L'amministrazione comunale è accusata di aver allontanato decine di lavoratori e di aver contribuito alla "desertificazione culturale" di Pisa.

Nel gennaio 2024, la Giunta aveva deciso di chiudere il progetto per un hub audiovisivo e cinematografico. Questa decisione viene vista come una "semplice scelta di fare cassa", una liquidazione di un bene pubblico che impoverisce la città. Diritti in Comune ritiene che l'amministrazione abbia gestito il luogo come un peso, anziché come una risorsa preziosa per la comunità.

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