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Titina Ciccone, presidente di Spazio Bianco a Perugia, riceve un prestigioso riconoscimento dal Presidente Mattarella per il suo impegno decennale a favore delle persone con Hiv/Aids. La sua dedizione si estende alla lotta contro discriminazione ed emarginazione sociale.

Un riconoscimento per la lotta alla discriminazione

Titina Ciccone, figura di spicco a Perugia, ha ricevuto un'alta onorificenza. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le ha conferito l'Ordine al Merito della Repubblica italiana. Questo premio riconosce il suo costante impegno contro la discriminazione e l'emarginazione sociale. Ciccone guida da oltre trenta anni l'associazione Spazio Bianco. L'organizzazione si dedica al supporto di persone che convivono con l'Hiv/Aids. Inizialmente, l'attivista ha persino pensato si trattasse di una truffa. Il segretario generale del Quirinale, tuttavia, è abituato a tali reazioni.

Il Presidente Mattarella ha sottolineato l'importanza della parola «insieme». Questo concetto rappresenta un antidoto alla sfiducia e favorisce la partecipazione collettiva. Ciccone ha fatto eco a queste parole. Ha aggiunto che «insieme» significa pace e non divisione. Non significa discriminazione.

Le origini dell'impegno sociale

L'impegno di Titina Ciccone verso il prossimo non è una novità. Fin da giovane, ha mostrato insofferenza verso ogni forma di discriminazione. Nata nel 1960, ha vissuto gli anni delle lotte per i diritti civili. Era particolarmente partecipe ai movimenti per i diritti delle donne. La decisione di dedicarsi a Spazio Bianco è arrivata nel 1993. L'incontro con il fondatore, Mauro Foroni, fu determinante. Foroni, disegnatore per la griffe Moschino, si era trasferito in Umbria dopo aver scoperto la sua patologia. Decise di dedicare la sua vita alle persone sieropositive. Fondò una comunità e l'associazione Spazio Bianco. L'incontro tra Ciccone e Foroni avvenne dopo la morte di un suo compagno di università. Fu il primo deceduto a Perugia per Aids. Poter parlare apertamente della malattia ebbe un forte impatto su di lei.

I principi e l'evoluzione di Spazio Bianco

Alla guida di Spazio Bianco da quasi trent'anni, Titina Ciccone si ispira ai principi statutari: sostegno, solidarietà e difesa dei diritti. Questi valori sono stati adattati alle diverse fasi storiche. Inizialmente, il sostegno significava accompagnare le persone verso la fine della vita. L'introduzione dei farmaci antiretrovirali ha segnato una svolta. Nel 1997, Spazio Bianco partecipò a una manifestazione a Milano. Questo evento portò all'inizio della somministrazione gratuita dei farmaci anche in Italia. Da allora, il concetto di sostegno si è ampliato. Negli ultimi 15 anni, include anche supporto economico. La prevenzione e il contrasto all'ignoranza rimangono principi fondamentali.

L'entusiasmo iniziale è rimasto intatto. Non c'è spazio per la rassegnazione. L'indignazione di fronte all'ingiustizia e alla negazione dei diritti è ancora viva. La voglia di progettare e trovare soluzioni concrete per chi è in difficoltà persiste. Migliaia di persone sono state aiutate. Il legame con Spazio Bianco non si interrompe mai. Ogni anno, circa 120 persone si rivolgono all'associazione per un primo contatto o per ulteriore supporto.

Ricordi commoventi e sfide future

Il legame con le persone assistite è sempre stato profondo. Titina Ciccone ricorda con particolare affetto due ospiti. Alessia, nata Alessio in Russia, fu adottata da una famiglia italiana. La famiglia non accettò né la sua disforia di genere né la sua malattia, abbandonandola. Alessia affrontò tutto con incredibile forza, trovando una famiglia nei volontari e nei luoghi di cura. Un altro ricordo commovente è quello di Stefano Bicini. Artista internazionale di Perugia, la sua storia è emblematica di stigma e discriminazione. Dopo un ictus che lo privò di una gamba e di una mano, scoprì di essere sieropositivo. Tornato in Italia, fu sostenuto dai volontari di Spazio Bianco e da pochi amici. Morì a Vienna nel 2004. Lasciò un testamento devolvendo il ricavato delle sue opere a sostegno delle persone malate di Hiv. Grazie a iniziative di vendita dei suoi quadri, sono stati donati sedici frigoriferi al reparto di Malattie Infettive nel 2024. Una prossima esposizione a Palazzo della Penna, con il supporto del Comune di Perugia, vedrà le sue opere all'asta per beneficenza.

La percezione dell'Hiv è cambiata. Se in passato una diagnosi era una sentenza di morte, oggi non è più così. Tuttavia, permane un'angoscia profonda legata alla discriminazione. Spazio Bianco ha dato voce a queste persone. La medicina ha fatto passi da gigante, ma l'informazione resta cruciale. Ciccone non esiterebbe a rifare tutto allo stesso modo. Sottolinea l'importanza dell'indipendenza economica, poiché Spazio Bianco non richiede fondi pubblici da anni. Questo ha preservato l'autenticità dell'associazione.

Le sfide future sono ancora molte. Le persone con Hiv incontrano ostacoli nell'accesso alle assicurazioni per mutui. L'Inps non riconosce automaticamente l'invalidità senza comorbidità. A Perugia, i prelievi per la carica virale non sono effettuati a domicilio. Nei distretti periferici, la distribuzione dei farmaci ospedalieri non è garantita. Un punto cruciale riguarda la popolazione immigrata. Spazio Bianco chiede il riconoscimento di un codice Straniero temporaneamente presente. Questo garantirebbe l'accesso alle cure per le malattie infettive, in particolare per l'Hiv, in linea con le raccomandazioni dell'OMS.

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