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Quattro detenuti hanno scatenato una violenza inaudita in una sezione del carcere di Perugia, devastandola completamente. L'intervento della polizia penitenziaria ha evitato conseguenze peggiori, grazie alla professionalità del personale.

Gravi danni e tensione nel penitenziario di Perugia

Si è verificato un episodio di estrema violenza all'interno del carcere di Perugia. Quattro detenuti hanno causato danni ingenti, arrivando a distruggere una intera sezione della struttura. Il Garante per i detenuti dell'Umbria, Giuseppe Caforio, ha definito l'accaduto come una «violenza inaudita».

Fortunatamente, la situazione non è degenerata ulteriormente. Questo è stato possibile grazie all'intervento tempestivo e professionale del personale della polizia penitenziaria. Il Garante Caforio ha personalmente effettuato un sopralluogo nella struttura.

Al termine della sua ispezione, Caforio ha dichiarato all'ANSA che gli agenti sono riusciti a ripristinare il controllo. Hanno agito senza causare lesioni ai detenuti coinvolti. Quattro membri del personale di polizia penitenziaria hanno riportato ferite lievi.

Gestione dell'emergenza e contatti istituzionali

L'operazione di gestione dell'emergenza è stata coordinata con grande efficacia. La vicecomandante del carcere e la sua omologa della polizia penitenziaria hanno diretto le operazioni. Hanno gestito al meglio la critica situazione verificatasi durante la notte tra Pasqua e Pasquetta.

Il Garante Caforio ha intessuto rapporti e si è coordinato con le massime autorità locali. Ha discusso la vicenda con la presidente della Regione, Stefania Proietti, e con la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi. Entrambe seguono gli sviluppi con la massima attenzione.

I quattro detenuti responsabili della violenza erano stati precedentemente trasferiti a Perugia dalla Toscana. Si tratta di individui giovani, con condanne definitive per diversi reati.

Dettagli dell'aggressione e motivazioni addotte

Attualmente, i quattro detenuti si trovano in regime di isolamento. L'avvocato Caforio ha avuto colloqui approfonditi con loro. Ha spiegato che gli altri 46 detenuti presenti nella sezione non hanno partecipato agli atti di violenza. Si sono invece barricati nelle loro celle, prendendo le distanze dall'accaduto.

Il Garante ha incontrato anche questi detenuti per comprendere meglio la dinamica degli eventi. Gli autori della devastazione hanno bloccato le porte delle loro celle. Hanno utilizzato oggetti per impedire l'accesso al personale di polizia penitenziaria.

Durante la loro azione, hanno divelto i termosifoni, rotto i vetri delle finestre e strappato via telecamere di sorveglianza e parti dell'impianto elettrico. Queste azioni sono state giustificate dai detenuti come una protesta.

La protesta, secondo quanto dichiarato da loro, era dovuta alla presunta mancanza di trattamenti sanitari e psicologici adeguati all'interno della struttura.

Alcol e difficoltà generali nel sistema carcerario

I quattro detenuti hanno anche ammesso che l'abuso di sostanze alcoliche autoprodotte illegalmente in carcere potrebbe aver contribuito a scatenare la loro condotta. Hanno sostenuto che l'alcol abbia favorito la loro azione distruttiva.

Il Garante Caforio ha ribadito le «difficoltà che ci sono nei carceri dell'Umbria». Ha portato l'esempio della sua visita al carcere di Orvieto il giorno di Pasquetta. Lì ha riscontrato forti tensioni dovute al sovraffollamento e alla carenza di personale della polizia penitenziaria.

Caforio ha concluso sottolineando la criticità della situazione in tutte le strutture carcerarie della regione. Ha evidenziato la necessità di interventi urgenti per migliorare le condizioni detentive e lavorative.

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