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Il Perugia ha schierato 4 giocatori cresciuti in città nella partita contro la Juventus Next Gen, un evento che non accadeva da circa 40 anni. Questo ritorno di talenti locali evoca ricordi del passato e speranze per il futuro della squadra.

Un Grifo con radici locali

Sono trascorsi circa 40 anni. Sul terreno dello stadio Curi, quattro giocatori originari di Perugia sono tornati a indossare la maglia biancorossa. L'ultima volta che si è verificata una situazione simile è stata quando il Perugia preparava il terreno per la vittoria della C2 nella stagione successiva. Allora, Colautti sedeva in panchina e Ravanelli era il bomber della promozione.

Nell'ultimo incontro, terminato con un pareggio per 2-2 contro la Juventus Next Gen, il Perugia ha schierato quattro giocatori locali. Questa scelta è stata dettata dalle necessità dell'allenatore Tedesco, che ha attinto dal settore giovanile per mantenere una formazione solida.

Oltre alla conferma di Tozzuolo (23 anni), apprezzato per la sua versatilità e affidabilità dall'inizio della stagione, si è aggiunto Stramaccioni (25 anni) come difensore centrale. Durante la recente partita, ha debuttato il giovane portiere Moro (21 anni), approfittando della squalifica del titolare Gemello. Nel finale, è entrato anche il centrocampista Christian Dottori (17 anni), un talento già sotto osservazione dagli addetti ai lavori.

Echi del passato nel presente

Sebbene il Perugia attuale non sia identico a quello degli anni '80, il richiamo storico è affascinante. A livello calcistico, considerando gli obiettivi attuali e le prospettive future, sembra esserci un abisso tra la situazione odierna e quel Perugia che, alla fine degli anni '80, risorgeva dalle ceneri del secondo Totonero. La squadra di allora mirava a ricostruire valori tecnici e morali.

Questi valori si rivelarono fondamentali per intraprendere il cammino verso il calcio di alto livello. L'analogia con il passato, tuttavia, appare un segnale positivo. Nel Perugia che, al termine della stagione 1986-87, sconfisse il Forlì per 3-0 in casa, scesero in campo fin dall'inizio giocatori chiave come Graziano Vinti tra i pali, Fabrizio Nofri in difesa e Fabrizio Ravanelli in attacco. Quest'ultimo segnò la seconda rete, dopo quella di Logarzo e prima di Boccia.

Nella ripresa, entrarono Pierluigi Vossi, attuale assessore comunale allo sport e all'epoca uno dei più giovani della rosa con i suoi 19 anni, e Stefano Perugini (26 presenze e 1 gol in quella stagione), già più esperto.

Un legame che si rinnova

Erano cinque i giocatori perugini, nati e cresciuti nel vivaio biancorosso, capaci di raggiungere la prima squadra. Per alcuni di loro, questa fu una tappa fondamentale verso carriere di grande successo.

Il parallelo con il passato non si ferma qui. Quel match, giocato all'inizio di maggio 1987, funse da preludio al derby del Liberati della giornata successiva. Esattamente come è accaduto per l'ultima partita disputata dal Grifo attuale contro la Juve NG.

Quarant'anni fa, la squadra con molti giocatori locali (tre in campo: Vinti, Nofri e Ravanelli) ottenne un pareggio per 1-1. Riuscirono a raggiungere i rossoverdi a pochi secondi dalla fine con un gol di Paolo Vinceti, su assist di Nofri. Questo risultato compromise le possibilità di promozione delle Fere. Il Perugia concluse nono, per poi vincere il campionato l'anno seguente.

Ora, la squadra attuale cerca di riallacciare i rapporti con la storia per conquistare la tanto desiderata salvezza.

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