Il piano Pavia Waterfront subisce un rallentamento a causa del mancato interesse dei privati per due progetti chiave: il recupero dell'ex centrale del Molinazzo e la creazione di un parco acquatico. L'amministrazione valuta ora possibili modifiche per proseguire l'iniziativa.
Rallentamenti nel progetto waterfront pavese
Il ambizioso progetto Pavia Waterfront sembra incontrare qualche difficoltà. Due importanti iniziative previste dal piano hanno registrato un interesse scarso da parte degli investitori privati. Si tratta del recupero dell'ex centrale del Molinazzo e della realizzazione di un parco acquatico in viale Resistenza.
Di fronte a questa situazione, l'amministrazione comunale di Pavia sta considerando la possibilità di apportare alcune modifiche al piano originale. L'obiettivo è quello di trovare soluzioni alternative per portare avanti gli interventi previsti.
Dettagli sul progetto e i fondi
Il piano Waterfront è stato avviato dall'amministrazione precedente. Ha beneficiato di circa 15 milioni di euro provenienti da fondi europei, erogati tramite la Regione. A questa somma si aggiungono risorse comunali.
La spesa complessiva prevista per la riqualificazione della sponda sinistra del fiume Ticino si aggira intorno ai 19 milioni di euro. Una parte significativa, circa 7 milioni, è destinata alla creazione di un parco acquatico nell'area dell'ex piscina comunale di viale Resistenza.
Altri 3,3 milioni sono stanziati per il recupero dell'ex centrale militare del Molinazzo. Qui si prevede la realizzazione di un ostello e di un centro di accoglienza per turisti. Per quest'ultimo intervento, l'amministrazione ha optato per la formula del project financing, che prevede una collaborazione tra settore pubblico e privato.
Mancato interesse per il Molinazzo e il parco acquatico
Il progetto per l'ex centrale del Molinazzo mira alla rifunzionalizzazione dell'area. Si punta a destinarla a funzioni di accoglienza turistica, ristorazione, ostelleria e supporto alle famiglie dei malati ospedalizzati. Sono stati indetti due avvisi pubblici, scaduti nel giugno e novembre 2025, per individuare partner privati.
Tuttavia, entrambi gli avvisi sono andati deserti. Nonostante questo intoppo, il sindaco Michele Lissia ha dichiarato la ferma volontà dell'amministrazione di proseguire con il progetto Waterfront. L'intenzione è quella di utilizzare i fondi già stanziati.
Anche la realizzazione del parco acquatico in viale Resistenza, che prevede il trasferimento dell'insediamento Sinti a Pavia Est, coinvolge il settore privato per la costruzione e la gestione. Anche per questo progetto, l'interesse dei privati si è rivelato insufficiente.
Prospettive future e possibili soluzioni
L'amministrazione comunale di Pavia si trova ora a dover riconsiderare le strategie per il progetto Waterfront. La mancanza di risposte concrete da parte degli investitori privati per due dei suoi pilastri fondamentali richiede una riflessione. Si cercano ora possibili aggiustamenti per superare questi ostacoli.
La priorità rimane quella di utilizzare i fondi disponibili per la riqualificazione urbana. Si valuteranno nuove forme di partenariato o modifiche ai progetti stessi. L'obiettivo è garantire il successo del piano Waterfront, nonostante le prime battute d'arresto.
Domande frequenti sul progetto Pavia Waterfront
Cosa prevede il progetto Pavia Waterfront?
Il progetto Pavia Waterfront mira alla riqualificazione della sponda sinistra del fiume Ticino a Pavia. Include interventi come il recupero dell'ex centrale del Molinazzo per funzioni turistiche e di accoglienza, e la creazione di un parco acquatico nell'area dell'ex piscina comunale.
Perché i bandi per il progetto Waterfront sono andati deserti?
I bandi per il recupero dell'ex centrale del Molinazzo e per la realizzazione del parco acquatico sono andati deserti a causa del limitato interesse da parte degli investitori privati. L'amministrazione comunale sta valutando possibili modifiche per rilanciare l'interesse.