L'elisoccorso in Emilia-Romagna ha compiuto quasi mille interventi nel 2025, con un focus particolare sul territorio parmense. Il servizio, attivo da quarant'anni, continua a salvare vite grazie a investimenti in tecnologia e personale qualificato.
Storia ed evoluzione del servizio di elisoccorso
Il servizio di elisoccorso regionale ha celebrato quarant'anni di attività nel 2025. La prima base operativa nacque il 14 giugno 1986 presso l'Ospedale Maggiore di Bologna. Successivamente, il servizio si espanse con l'apertura di nuove basi. Nel 1987, Ravenna vide l'attivazione di una nuova postazione. L'anno seguente, nel 1988, fu il turno dell'Ospedale Maggiore di Parma ad ospitare una base. Nel 2000, si aggiunse Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena. Questa ultima base fu pioniera nell'introduzione di un elicottero dotato di verricello. Tale innovazione permise ai sanitari di intervenire anche in zone impervie, non raggiungibili con un atterraggio diretto. L'Emilia-Romagna ha costantemente rafforzato questo servizio essenziale del 118. L'impegno ha portato a una crescita continua nel corso degli anni.
L'assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, ha sottolineato l'orgoglio per questo servizio pubblico. Ha espresso gratitudine verso il personale che garantisce l'operatività 24 ore su 24. Il loro impegno è cruciale per salvare vite umane, specialmente in casi di patologie tempo-dipendenti. L'assessore ha confermato l'intenzione di proseguire gli investimenti. Questi riguarderanno risorse, tecnologia, strumentazioni, capillarità territoriale e formazione del personale. L'Emilia-Romagna fu la prima regione a investire nell'elisoccorso nel 1986. Fu anche la prima ad avere una centrale operativa completamente informatizzata nel 1992. Nel 2017, il servizio è stato esteso anche alle ore notturne. Questo dimostra una visione proattiva e un impegno costante verso il miglioramento.
I numeri dell'elisoccorso nel 2025
Nel corso del 2025, l'elisoccorso in Emilia-Romagna ha registrato cifre significative. Sono stati effettuati 2.300 servizi di emergenza. I minuti di volo totali ammontano a 100.805. I pazienti soccorsi sono stati 2.963. Questi risultati sono frutto di ingenti investimenti regionali. Nel solo 2025, sono stati spesi 24 milioni 606mila euro. Questo si traduce in un costo pro capite di 5,5 euro per abitante. L'efficienza del servizio è garantita da mezzi e tecnologie all'avanguardia. Un ruolo fondamentale è svolto dalla rete di piazzole di decollo e atterraggio, che conta 278 siti e continua ad espandersi. La complessa macchina organizzativa impiega circa 180 persone. Tra queste figurano piloti, medici, infermieri, tecnici e operatori antincendio.
I dati specifici per centrale operativa evidenziano la distribuzione degli interventi. La centrale Emilia Est ha gestito 951 servizi, di cui 573 con l'elicottero di Bologna e 378 con quello di Pavullo. La centrale della Romagna ha coperto 592 interventi con l'elicottero di Ravenna. La centrale Emilia Ovest ha effettuato 758 servizi, con l'elicottero di Parma. Per quanto riguarda i pazienti soccorsi, 944 sono stati assistiti dall'eliambulanza di Parma. Seguono Bologna con 770, Ravenna con 808 e Pavullo con 441. L'impiego dell'elisoccorso avviene secondo criteri clinico-organizzativi precisi. Si interviene principalmente per patologie tempo-dipendenti, come traumi maggiori, arresto cardiaco, ictus e sindromi coronariche acute. L'obiettivo è garantire la massima tempestività nei soccorsi, soprattutto in aree remote.
Tecnologia e infrastrutture a supporto
L'Emilia-Romagna dispone di 4 elicotteri di nuova generazione, modello Airbus BK117 D-3. Questi mezzi sono dislocati nelle basi di Bologna, Parma, Ravenna e Pavullo nel Frignano. Almeno un elicottero è sempre operativo 24 ore su 24. Ciò è possibile grazie all'utilizzo di sistemi di visione notturna. Due degli elicotteri sono equipaggiati con verricello. Questa dotazione permette di raggiungere zone non accessibili tramite atterraggio. Gli elicotteri presentano avionica digitale avanzata. Hanno un peso massimo al decollo incrementato e ridotti livelli di rumorosità e vibrazioni in cabina. Questi miglioramenti ottimizzano il comfort per l'equipe medica e il paziente. La sicurezza è potenziata da sistemi di monitoraggio dei dati di volo (FDM) e di affidabilità dei componenti (HUMS). Sono inoltre incrementate le sessioni di formazione congiunta per il personale sanitario e aeronautico.
La capillarità delle piazzole di atterraggio e decollo rappresenta un punto di forza del sistema. Attualmente sono 278 in tutto il territorio regionale. Nell'area Emilia Est se ne contano 142 (69 a Bologna, 47 a Modena, 26 a Ferrara). L'area Emilia Ovest dispone di 87 piazzole (38 a Parma, 25 a Reggio Emilia, 24 a Piacenza). L'area Romagna conta 49 siti (18 a Forlì-Cesena, 19 a Ravenna, 12 a Rimini). Durante il giorno, gli elicotteri possono atterrare in aree sicure. Grazie alle tecnologie e all'esperienza degli equipaggi, è possibile operare anche di notte in zone non precedentemente censite. Le piazzole rimangono comunque la spina dorsale del sistema di risposta dell'elisoccorso.
Un documentario per raccontare il servizio
In concomitanza con la presentazione dei dati, è stato reso disponibile un documentario intitolato “Non Siamo Angeli”. Realizzato da Rescue Press e Astronuats Production, con il supporto dell'Azienda Usl di Bologna e della Centrale Operativa 118 Emilia Est, il film racconta il servizio di elisoccorso. Particolare attenzione è dedicata all'attività svolta a Bologna. Il documentario dà voce ai protagonisti del servizio: comandante, medici, infermieri, tecnici e operatori della Centrale. La visione è possibile sulla piattaforma streaming Lepida Tv. L'iniziativa mira a far conoscere al pubblico l'importanza e la complessità di questo servizio salvavita. La narrazione si concentra sull'umanità e la professionalità di chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini.