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Le imprese portuali napoletane chiedono di accelerare il completamento delle opere infrastrutturali per non perdere preziose opportunità di crescita economica. L'appello mira a sbloccare i cantieri e a garantire certezza sui tempi di realizzazione.

Nuove infrastrutture per lo scalo partenopeo

L'Unione Nazionale Imprese Portuali (UNIPORT) ha lanciato un forte richiamo all'azione. Il Presidente Pasquale Legora de Feo ha sottolineato l'urgenza di sbloccare i cantieri. È fondamentale accelerare le procedure per il completamento delle opere. Questo permetterà di non perdere importanti opportunità di sviluppo per il Porto di Napoli. La situazione attuale vede lo scalo tra grandi potenzialità e seri rischi di rallentamento. Tali ritardi potrebbero compromettere investimenti strategici di rilievo.

L'incontro tenutosi nel capoluogo campano ha visto la partecipazione del Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda. Erano presenti anche rappresentanti istituzionali e del cluster marittimo-portuale. L'associazione si è riunita per discutere il futuro dello scalo. Il tempo dei rinvii è terminato, ha affermato Legora de Feo. Il Porto di Napoli non può più permettersi di rimanere fermo. È necessario agire rapidamente.

Bisogna superare le persistenti conflittualità interne. L'accelerazione nel completamento delle opere già avviate è cruciale. Questo eviterà la dispersione di risorse pubbliche e private. Permetterà inoltre di cogliere appieno le prospettive di crescita. Ad oggi sono stati investiti oltre 200 milioni di euro di fondi pubblici. Altrettanti fondi dovranno essere investiti dal settore privato. Questo dimostra la fiducia degli operatori nel potenziale dello scalo.

I cantieri in corso e le opere strategiche

Durante l'incontro, è stata effettuata una visita operativa allo scalo. Si è esplorato il porto sia via terra che via mare. Una tappa significativa è stata la Darsena di Levante. Qui è stato fatto il punto sui principali interventi infrastrutturali. Alcuni lavori sono già stati completati. Tra questi, la ristrutturazione della diga foranea e la nuova stazione marittima a Molo Beverello. Questi interventi migliorano la sicurezza e l'operatività dello scalo.

Molte opere sono ancora in fase di realizzazione. Il completamento della diga foranea di Levante è fondamentale. Questa struttura garantirà maggiore sicurezza e operatività. La riorganizzazione dei traffici dipenderà dallo sviluppo della Darsena di Levante. Questo progetto è considerato strategico per il futuro dello scalo. Un altro punto cruciale è l'approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale. La procedura di Valutazione dell'Impatto Ambientale è ancora in attesa di perfezionamento.

Sono inoltre necessarie le connessioni viarie e ferroviarie. Queste infrastrutture sono vitali per integrare il porto con il territorio circostante. Molte di queste opere sono attese da oltre vent'anni. Ora beneficiano anche delle risorse del PNRR. Tuttavia, è indispensabile un deciso cambio di passo. Le procedure autorizzative e realizzative devono essere più rapide. La collaborazione tra imprese e pubblica amministrazione è la chiave per il successo.

Opportunità e criticità per il futuro dello scalo

L'ampliamento degli spazi a disposizione porterà benefici a tutte le categorie produttive. Terminal ro/ro pax, merci varie e cantieristica ne trarranno vantaggio. L'obiettivo è generare sviluppo, occupazione e valore per il territorio. La presenza del Presidente Deidda ha facilitato un confronto diretto. Si è discusso di tematiche di rilievo nazionale con impatto locale. È stato espresso apprezzamento per l'impegno del Parlamento nel settore portuale.

Sono state ricordate le recenti misure approvate dal Parlamento. Tra queste, l'esenzione dall'obbligo di assicurazione individuale per i mezzi operanti in ambito portuale. È stata inoltre prorogata al 2027 la scadenza del cosiddetto “buono portuale”. Tuttavia, esiste una nota dolente: la tassazione regionale sui canoni demaniali. In Campania, questa tassa può raggiungere il 25% in molti casi.

Pasquale Legora de Feo, in qualità di operatore del porto di Napoli, auspica l'abrogazione della legge regionale. Questa legge prevede il pagamento della tassa anche per le concessioni rilasciate dall'Autorità di Sistema Portuale. Una simile tassazione crea uno svantaggio competitivo per gli operatori dei porti campani. Come Presidente di UNIPORT, Legora de Feo ritiene opportuno un intervento legislativo statale. Si dovrebbe escludere l'applicabilità di tale tassa per le concessioni terminalistiche rilasciate dalle AdSP. In alternativa, si potrebbe prevedere un limite alla misura della tassa. Questo eviterebbe alterazioni del level playing field tra imprese in porti di regioni diverse.

Un appello alla collaborazione e alla visione strategica

Il destino e lo sviluppo del Porto di Napoli non possono essere condizionati da posizioni di pochi a svantaggio di molti. Per cambiare passo, tutti gli attori del sistema devono collaborare. È necessario dare un contributo allo sviluppo generale del porto e della sua economia. La politica nazionale, rappresentata dal Presidente Deidda, deve sostenere questo sforzo. L'obiettivo è creare un porto più efficiente e competitivo a livello internazionale.

Il Presidente Legora ha infine ribadito la disponibilità di Uniport a un confronto approfondito. Questo dialogo coinvolgerà rappresentanze degli operatori, decisori politici e istituzioni. L'obiettivo è addivenire a una riforma dell'ordinamento portuale. Una riforma che superi gli aspetti problematici e risolva i dubbi della legislazione attuale. La riforma dovrà garantire maggiore chiarezza e certezza giuridica per gli investimenti. Solo così il Porto di Napoli potrà realizzare appieno il suo potenziale.

La collaborazione tra pubblico e privato è essenziale. Le imprese sono pronte a investire, ma necessitano di un quadro normativo stabile e di procedure snelle. La burocrazia eccessiva rappresenta un freno allo sviluppo. È necessario semplificare i processi autorizzativi. Questo permetterà di attrarre nuovi investimenti e creare occupazione qualificata. Il futuro dello scalo partenopeo dipende dalla capacità di rispondere rapidamente alle sfide del mercato globale. L'accelerazione delle opere è un passo fondamentale in questa direzione.

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