Condividi
AD: article-top (horizontal)

Un ulivo secolare è stato piantato all'ospedale Monaldi di Napoli in memoria del piccolo Domenico. La famiglia del bambino, deceduto dopo un trapianto, non ha partecipato alla cerimonia.

Un ulivo per Domenico al Monaldi

Un ulivo secolare è stato piantato nelle aiuole dell'ospedale Monaldi di Napoli. L'iniziativa è dedicata alla memoria del piccolo Domenico Caliendo. Il bambino è deceduto a seguito di un trapianto di cuore. Il cuore trapiantato era risultato danneggiato.

L'evento è stato organizzato dalla direzione generale dell'Azienda dei Colli. La piantumazione è avvenuta in concomitanza con la celebrazione del precetto pasquale. La famiglia Caliendo ha scelto di non prendere parte alla cerimonia.

La comprensione della direzione ospedaliera

Il direttore generale dell'Azienda, Anna Iervolino, ha espresso comprensione per l'assenza della madre. «La signora Patrizia ha deciso di non partecipare», ha dichiarato la dottoressa Iervolino. «La comprendo umanamente. Varcare i cancelli di questo ospedale rappresenta ancora un dolore molto forte per lei».

«Non era pronta», ha aggiunto Iervolino. «È passato ancora troppo poco tempo. L'abbraccio di tante persone avrebbe potuto rappresentare un momento di riappacificazione. Ma la comprendo, il dolore di una mamma non si può descrivere».

L'ulivo è stato donato dalla società che gestisce il verde dell'azienda ospedaliera. L'iniziativa è stata definita «semplice ma profondamente simbolica».

Un messaggio di unità e professionalità

Prima della cerimonia, nella chiesa del Monaldi, la dottoressa Iervolino ha rivolto un messaggio al personale presente. «Quest'anno, dopo la tragedia che ha coinvolto la famiglia di Domenico, questa celebrazione ha un significato diverso», ha affermato. «È un dolore fortissimo quello che ha coinvolto la famiglia Caliendo, a cui siamo vicini».

«Anche noi soffriamo», ha continuato Iervolino. «Da tanto dolore dobbiamo trarre qualcosa di buono. Dobbiamo continuare a lavorare per una sanità pubblica migliore. È un dono prezioso».

La direttrice ha sottolineato come una tragedia simile avrebbe potuto dividere il personale. «Invece siamo tutti qui uniti, ogni giorno, a lavorare con professionalità e amorevolezza», ha detto. «Il valore del prendersi cura degli altri è la nostra missione, la nostra identità».

«Abbiamo il dovere di prenderci cura dei nostri pazienti», ha proseguito. «Nessuno di loro ci ha lasciato, nessuno ci ha tradito». La dottoressa Iervolino ha concluso con un pensiero per la famiglia Caliendo e per tutti coloro che hanno vissuto un dolore simile. Ha espresso l'augurio che il Signore possa aiutare tutti in questo momento difficile.

Domande frequenti

Qual è il nome dell'ospedale dove è stato piantato l'ulivo?

Chi era il piccolo Domenico Caliendo?

AD: article-bottom (horizontal)