Le banche italiane sono al centro di un acceso dibattito sulle sfide globali. Un convegno a Napoli ha esplorato il loro ruolo cruciale in un'epoca di tensioni geopolitiche e trasformazioni economiche, evidenziando la necessità di stabilità e innovazione.
Il ruolo cruciale delle banche nel contesto attuale
Il sistema bancario si trova oggi al centro di un dibattito internazionale. Le tensioni geopolitiche e i rapidi cambiamenti economici pongono le istituzioni finanziarie di fronte a nuove e complesse sfide. Un importante convegno, promosso dalla Fondazione Banco di Napoli presso Palazzo Ricca, ha riunito esperti del settore. L'evento ha messo in luce la stretta interconnessione tra il mondo bancario, la governance economica e le politiche monetarie. Questi elementi sono considerati fondamentali per garantire la crescita e la stabilità a lungo termine.
Orazio Abbamonte, presidente della Fondazione Banco di Napoli, ha sottolineato l'importanza storica delle banche come strumenti di stabilizzazione. Ha evidenziato come, in questo particolare momento storico, il loro ruolo sia ancora più critico. Le banche hanno il potere di indirizzare le risorse e finanziare gli investimenti. Questa capacità le rende attori decisivi nell'orientare le politiche economiche dei singoli Paesi. La loro responsabilità è quindi notevolmente aumentata, confermando la loro posizione di protagoniste nel panorama economico.
L'ex ambasciatore Pasquale Q. Terracciano ha fornito un'analisi del contesto geopolitico. Ha spiegato come la logica del potere, legata alla geografia e alla tecnologia, sia antica ma oggi accelerata dalla velocità del cambiamento. La volatilità è aumentata, e i fattori di stabilizzazione del passato sono venuti meno. Gli shock si propagano rapidamente all'economia e alla società. Il ciclo di seminari della Fondazione ha affrontato temi come le migrazioni, gli equilibri internazionali e l'autonomia strategica europea. L'incontro dedicato al sistema bancario si inserisce in questo quadro di analisi delle nuove sfide globali.
Impatto degli shock economici e politiche monetarie
Ignazio Visco, ex governatore della Banca d'Italia, ha analizzato la natura degli shock economici attuali. Ha evidenziato come questi derivino prevalentemente dal lato dell'offerta, con un impatto significativo sui costi per famiglie e imprese. L'energia è stata identificata come un fattore chiave in queste dinamiche. Gli effetti si trasmettono rapidamente all'economia reale, compromettendo le prospettive di crescita. La politica monetaria può contribuire alla stabilizzazione, ma non è in grado di compensare completamente gli effetti negativi sull'economia reale.
Lo spazio di manovra per la politica fiscale è oggi più limitato. Questo rende la gestione della fase economica attuale particolarmente complessa. Le conseguenze di questi shock si dispiegheranno nel tempo. Saranno necessari interventi strutturali per affrontare le criticità emerse. Le banche, in questo scenario, devono dimostrare resilienza e capacità di adattamento. La loro solidità è un prerequisito per sostenere l'economia in momenti di incertezza.
Il sottosegretario all'Economia Federico Freni ha posto l'accento sul rapporto tra sistema bancario e cittadini. Ha richiamato l'importanza dell'educazione finanziaria. Molti cittadini, come la figura della 'signora Maria' evocata, non comprendono appieno i meccanismi economici. Questo crea una distanza tra il sistema bancario e la popolazione. La sfida principale è fornire ai cittadini gli strumenti per capire i concetti fondamentali. Questo permetterà loro di governare meglio il cambiamento economico e finanziario.
Freni ha escluso interventi correttivi sui conti pubblici, affermando che non ci sarà alcun assestamento di bilancio. Ha comunque riconosciuto la difficoltà nel prevedere le conseguenze macroeconomiche della guerra. La resilienza del sistema produttivo italiano è stata evidenziata come un punto di forza in questo contesto complesso.
Crisi degli investimenti e prospettive europee
Antonio D'Amato, ex presidente di Confindustria, ha focalizzato il suo intervento sulla crisi degli investimenti e sulle criticità del quadro europeo. Il clima di incertezza è il principale freno agli investimenti. Le imprese esitano a investire perché manca la garanzia di stabilità normativa. L'Europa sta assistendo a una significativa riduzione del peso della manifattura, scesa intorno al 14% del PIL. L'obiettivo dovrebbe essere quello di riportarla almeno al 20% per garantire competitività.
L'Europa rappresenta l'unica risposta possibile a un mondo sempre più disordinato. Tuttavia, è necessario un salto di qualità. Servono politiche industriali più chiare, meno contraddizioni normative e una strategia coerente. Il caso della transizione energetica e dell'automotive è emblematico. Scelte non coordinate e vincoli non equilibrati rischiano di produrre effetti distorsivi. Questi potrebbero limitare la produzione industriale e scoraggiare gli investimenti. Senza un quadro stabile e prevedibile, anche un sistema industriale competitivo rischia la paralisi.
Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm, ha descritto uno scenario stravolto. Ha però sottolineato come, rispetto alle crisi passate, il sistema bancario attuale sia più forte e stabile. Questo consente una migliore reazione alle avversità. Gli esiti possibili sono polarizzati: da un lato, il rischio di un prolungamento delle tensioni geopolitiche con effetti su inflazione e materie prime; dall'altro, scenari più favorevoli con la riapertura degli scambi internazionali. Le banche devono continuare a svolgere un ruolo attivo. Devono sostenere le imprese, accompagnarle nelle scelte di investimento e contribuire alla tenuta del sistema economico.
Federica Brancaccio, presidente nazionale dell'Ance, ha richiamato l'attenzione sugli investimenti e sul Mezzogiorno. Ha definito il momento attuale di instabilità internazionale e geopolitica come drammatico. Le risposte tradizionali non sono più sufficienti. È necessaria una visione europea degli investimenti e maggiore flessibilità delle regole. Il PIL del Mezzogiorno è cresciuto grazie al PNRR. Tuttavia, preoccupa la fase post-PNRR. È fondamentale garantire continuità negli investimenti, soprattutto nelle infrastrutture e nella loro manutenzione.
Innovazione monetaria e ruolo delle banche centrali
Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea (BCE), ha illustrato il lavoro della BCE sull'evoluzione dei sistemi di pagamento e sull'euro digitale. Le banche centrali hanno il compito fondamentale di fornire mezzi di pagamento sicuri. Questo ruolo deve adattarsi alla digitalizzazione dell'economia, che riduce l'uso del contante. Le nuove tecnologie stanno trasformando i mercati finanziari. È essenziale che la moneta di banca centrale sia disponibile anche su queste nuove infrastrutture.
La BCE sta lavorando a soluzioni per regolare le transazioni su nuove piattaforme. L'euro digitale mira a garantire ai cittadini la possibilità di utilizzare moneta pubblica nello spazio digitale. Serve inoltre a rafforzare l'autonomia strategica europea nei pagamenti. Questo progetto è cruciale per mantenere la sovranità monetaria in un mondo sempre più digitalizzato e interconnesso.
Al convegno sono intervenuti anche altri autorevoli economisti e rappresentanti istituzionali. Tra questi, Barbara Kolm (ex vice governatrice della Banca centrale austriaca), Lorenzo Codogno (ex capo economista del Ministero dell’Economia e delle Finanze), Stefan Ingves (ex governatore della Sveriges Riksbank) e Brunello Rosa (CEO di Rosa & Roubini Associates). La discussione ha evidenziato la complessità del panorama attuale e la necessità di strategie coordinate per affrontare le sfide future.