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In Lombardia, il settore terziario presenta un quadro diviso. Mentre i servizi registrano un'espansione notevole, il commercio arranca. Dati recenti evidenziano questa divergenza, con implicazioni significative per l'economia regionale.

Servizi in espansione, commercio in difficoltà

Il terziario lombardo mostra un andamento a due velocità. I servizi registrano una crescita media del fatturato del 2,7%. I servizi alle persone guidano questa tendenza con un +4%. Anche i servizi alle imprese non sono da meno, con un +3,4%. Al contrario, il commercio al dettaglio fatica. La sua crescita si ferma a un modesto +0,9%. I supermercati e i negozi non specializzati mostrano risultati leggermente migliori, con un +1,3%.

Questi dati emergono dall'analisi di Unioncamere, elaborata da PoliS-Lombardia. Il quadro generale è quindi chiaramente diviso. Da un lato, settori dinamici e in espansione. Dall'altro, settori che lottano per mantenere la propria posizione.

Dieci anni di profonde trasformazioni

Negli ultimi dieci anni, il settore del commercio ha subito un calo significativo. Il numero di imprese attive è diminuito considerevolmente. Questo trend è difficile da invertire. Al contrario, il settore dei servizi è in costante aumento. I dati di Confcommercio Lombardia, basati su informazioni di Infocamere al 31 dicembre 2025, dipingono un quadro chiaro. Su 540.169 imprese del terziario lombardo, il 57% opera nei servizi. Solo il 29% è dedicato al commercio. Il turismo rappresenta il 10%, mentre i trasporti il 5%.

Nel 2014, le imprese commerciali erano 195.620. Nel 2025, questo numero è sceso a 155.815. Si tratta di una perdita di circa 40.000 attività in un decennio. Nello stesso periodo, le imprese di servizi sono passate da 282.770 a 306.466. Anche il turismo ha visto una leggera flessione. Le imprese sono diminuite da 53.209 nel 2014 a 52.765 nel 2025.

Divergenze territoriali marcate

Le differenze tra le province lombarde sono notevoli. Il calo più marcato nel commercio si registra nel Mantovano, con una riduzione del 44% in dieci anni. Segue la provincia di Varese con -37,7% e Sondrio con -37%. Il calo a Milano è più contenuto, attestandosi al -17%. Brescia perde un terzo delle sue attività commerciali, mentre Bergamo ne perde il 28%.

Al contrario, le imprese nei servizi crescono ovunque. Si registrano picchi del +25% nel Milanese. Seguono Bergamo e Monza con +23%, e il Bresciano con +22%. Questo trend è in continua evoluzione. Nel quarto trimestre 2025, la variazione per tutti i servizi è stata del +3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per i servizi alle persone, la crescita raggiunge il 5,8%. Molto positivo anche l'andamento del fatturato dei servizi alle imprese, con un +4,6%, in crescita costante.

Focus su alloggi, ristorazione e commercio

Il settore dell'alloggio e della ristorazione mostra un rallentamento. Il fatturato registra variazioni del +2,6% nel trimestre e +1,8% su base annua. Gli aumenti per il commercio all'ingrosso sono limitati. Con +0,8% e +0,5% rispettivamente, questo settore mostra un recupero dopo una diminuzione nel 2024. La crescita prevista per il 2026 dipenderà dal miglioramento del settore manifatturiero e dall'impatto delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

Il commercio al dettaglio, invece, registra una leggera flessione. Il fatturato scende dello -0,2% rispetto al quarto trimestre 2024. È importante notare che questo dato è nominale. L'inflazione, seppur più contenuta rispetto agli anni precedenti, contribuisce a questo risultato. L'inflazione si attesta al +3,2% su base trimestrale. Il saldo degli addetti nel commercio al dettaglio è positivo (+0,8%). Il 2025 si chiude con una crescita media dell'1,2%, in rallentamento rispetto agli anni passati.

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