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Una straordinaria collezione di 14.000 film, raccolta dall'ingegnere Toni Falconi, è stata donata alla Cineteca di Milano. Il lascito, composto da VHS, DVD e Blu-ray, arricchirà l'archivio cittadino con titoli rari e di pregio.

Un lascito monumentale alla Cineteca

La casa dell'ingegnere Toni Falconi, situata in via Foppa a Milano, custodiva un tesoro. Per quarant'anni, l'ingegnere ha meticolosamente accumulato circa quattordicimila tra videocassette e DVD. Questo imponente archivio è ora un dono prezioso per la Cineteca di Milano. La generosità delle nipoti, Manuela e Mirta Lucà Dazio, ha permesso di preservare questo patrimonio. La Cineteca sta dedicando uno spazio specifico a Cormano per accogliere e valorizzare la collezione. Si prevede anche la riproposizione di alcuni dei titoli più significativi.

Toni Falconi, nato nel 1938, aveva fatto ritorno in Italia dopo una lunga carriera negli Stati Uniti. Lavorava per la multinazionale petrolchimica ExxonMobil Chemical. Parallelamente alla sua attività professionale, che includeva la presidenza della svizzera Parpinelli Tecnon, coltivava con rigore ingegneristico la sua passione cinematografica. La sua scomparsa, avvenuta pochi mesi fa, ha lasciato un vuoto, ma la sua collezione continuerà a vivere.

La scoperta inaspettata di Matteo Pavesi

L'interesse della Cineteca di Milano è scaturito da una telefonata. Matteo Pavesi, direttore della Cineteca, si è mostrato inizialmente cauto. «Sono sempre piuttosto sospettoso su questo tipo di donazioni private», ha ammesso. Molti archivi domestici contengono spesso doppioni o materiale di scarso valore. La chiamata proveniva da Manuela Lucà Dazio, precedentemente responsabile delle Arti Visive alla Biennale di Venezia. Pavesi decise di verificare di persona. L'ispezione sul posto lo ha lasciato profondamente colpito. Non solo per la mole del materiale, ma soprattutto per la sua eccezionale qualità e per l'ordine meticoloso.

L'archivio apparteneva a un collezionista riservato, laureato in Ingegneria chimico-nucleare nel 1964. La sua passione per il cinema era pari a quella per il gioco del bridge. Pavesi ha definito la raccolta «un archivio che racconta in modo esemplare l’avvento dell’home video in Italia». Copre un arco temporale dall'inizio degli anni Ottanta fino ai giorni nostri. I supporti spaziano da VHS, DVD, Blu-ray fino al 4K. Si tratta di quasi 15.000 titoli, una vera e propria «cineteca» selezionata con cura. «Non ce n’è uno trash», ha sottolineato Pavesi.

Un tesoro intatto per la ricerca

La collezione di Toni Falconi include opere di grandi registi internazionali e titoli estremamente rari. Una sezione specifica è dedicata alle sfumature del genere noir. «Abbiamo deciso di raccogliere e mantenere intatto questo lotto», ha spiegato Pavesi. La scelta è motivata dal desiderio di preservare il racconto di un collezionista altamente specializzato. Falconi non si è limitato a raccogliere, ma ha catalogato e ordinato tutto con estrema precisione. «Era un grande ingegnere, evidentemente ha creato l’archivio con il suo metodo», ha aggiunto Pavesi.

Durante la visita, Pavesi ha intrapreso una vera e propria caccia al tesoro. Ha ritrovato titoli che credeva introvabili, come un piccolo gioiello d'autore francese dei primi anni Novanta. «Ho trovato tutto quello che ho cercato: c’è l’Europa, l’America, un’attenzione all’Oriente», ha confermato Pavesi. La collezione rappresenta un unicum, un'istantanea preziosa dell'evoluzione del formato home video.

Accessibilità e valore culturale

La donazione non si tradurrà in un semplice deposito per la Cineteca di Milano. Il materiale sarà reso consultabile. Sarà messo a disposizione di studiosi e ricercatori interessati al mondo del cinema. La Cineteca intende utilizzare attivamente la collezione per i propri scopi. Molti dei film presenti sono difficili da reperire oggi. Non sono disponibili sulle piattaforme di streaming. Si tratta spesso di edizioni limitate o fuori catalogo. Questo fondo rappresenta un «giacimento enorme di materiale di grandissima qualità cinematografica».

L'ingegnere Toni Falconi potrebbe persino diventare oggetto di studio accademico. Una tesi di laurea potrebbe esplorare il suo «collezionismo puro». Pavesi ipotizza che, come molti grandi collezionisti, Falconi non abbia visto tutti i 15.000 film. «Non basterebbe una vita», ha osservato. Tuttavia, ogni acquisto rifletteva una strategia precisa. La sua passione per il cinema era profonda, quasi simbiotica con la sua vita. La sua casa era, in effetti, una «monumentale videoteca d’autore». La nipote Manuela Lucà Dazio ha espresso sorpresa. «Suo zio le diceva che avrebbe potuto vedere ogni cosa lì», ha ricordato. Non immaginava, però, la vastità e la qualità del suo archivio. Falconi è stato definito «il collezionista dell’home video all’ennesima potenza».

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