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Ferdinando Bruni interpreta due monologhi di Samuel Beckett al Teatro Elfo di Milano, riflettendo sulla vita, i rimpianti e il bilancio esistenziale.

Beckett, un bilancio esistenziale in scena

L'attore Ferdinando Bruni, 73 anni, è protagonista di una nuova produzione teatrale all'Elfo di Milano. Lo spettacolo, in scena in corso Buenos Aires, presenta due opere di Samuel Beckett: “L’ultimo nastro di Krapp” e “Quella volta”. La regia è curata da Francesco Frongia.

“L’ultimo nastro di Krapp” vede Bruni nei panni di un uomo che fa un bilancio della propria vita. Ascolta vecchie registrazioni, rievocando ricordi e rimpianti. È un'opera che esplora la difficoltà di chiudere i conti con il passato, tra amori, lavoro e sogni infranti.

La seconda parte dello spettacolo, “Quella volta”, è un altro assolo beckettiano. Qui il confronto con sé stessi si estende tra passato, presente e futuro. L'attore descrive il testo come un racconto di una vita segnata da episodi chiave, con la suggestiva immagine finale di una biblioteca sommersa dalla polvere.

Krapp, un personaggio concreto e quotidiano

Interrogato sulla scelta di unire i due testi, Bruni sottolinea l'idea comune del bilancio esistenziale. Nonostante le diverse epoche di scrittura, entrambi i monologhi offrono spunti di riflessione profonda. In “Quella volta”, la vita disgraziata del protagonista emerge attraverso episodi significativi.

La polvere della biblioteca, metafora del tempo e dell'oblio, risponde con un semplice “Venuto e partito”. Bruni evidenzia come, nonostante il pessimismo di Beckett, vi sia sempre un'ironia sottile, uno sberleffo che invita a una lettura attenta.

L'attore descrive Krapp come un personaggio più concreto di quanto si possa pensare. Le indicazioni rigorose di Beckett, pur con possibili rielaborazioni artistiche, ne definiscono la figura. Bruni e Frongia hanno scelto di seguirle fedelmente, scoprendone la profonda umanità.

Krapp non è una figura metafisica, ma un uomo che affronta fallimenti professionali, amori sacrificati e lutti familiari. È qualcuno che si potrebbe incontrare per strada, lontano da favole morali. “Quella volta”, invece, viene definito un'“esplosione cubista”, simile a “L’urlo” di Ginsberg.

La solitudine e i ricordi di Bruni

Bruni lavora con gli occhi chiusi, guidato da tre voci e da video che lo riprendono in primo piano. Le proiezioni sui tulle che delimitano lo spazio di Krapp rafforzano la solitudine del personaggio, creando un'intimità nonostante la vicinanza del pubblico.

L'attore ammette di aver fatto anche lui un bilancio della propria vita, definendolo più positivo rispetto a quello di Krapp. Ritiene importante aver raggiunto un'età matura per affrontare questi testi, avendo accumulato esperienze significative. A differenza di Krapp, Bruni tende a rimuovere i rimpianti, concentrandosi sui ricordi positivi.

Si interroga se la sua dedizione totale al Teatro Elfo sia stata una forma di evitamento del rischio, della ricerca solitaria o del confronto con maestri del cinema. Tuttavia, non ha mai sentito il desiderio impellente di recitare in film dopo la scomparsa di registi come Fellini e Antonioni.

Bruni esprime orgoglio per il percorso dell'Elfo, un luogo teatrale vivace che attrae un vasto pubblico e ospita eventi significativi. Nonostante le difficoltà economiche e i condizionamenti del sistema ministeriale, il teatro continua a produrre opere di successo, come la recente tournée di “Amadeus”.

Rimpianti, ruoli e l'arte

Se potesse parlare al suo sé stesso di trent'anni fa, Bruni gli direbbe di ignorare il giudizio altrui, che all'epoca lo influenzava profondamente. Ricorda con affetto il suo ruolo in “Amleto”, un'esperienza intensa condivisa con Elio De Capitani.

Tra i ruoli amati, cita anche “Caligola”. Attualmente si diverte a interpretare Salieri in “Amadeus”, un personaggio complesso e subdolo. Esprime il desiderio di poter un giorno interpretare Riccardo III, anch'egli ricco di sfumature.

Conclude con una citazione da “Amadeus”: “Nella fornace dell’arte, la bontà non conta niente”. Riflette sul fatto che, pur cercando un pensiero meno feroce, non gliene viene in mente nessuno, segno che forse anche questo dice qualcosa sulla natura dell'arte e dell'artista.

Domande frequenti

Chi è Ferdinando Bruni?

Ferdinando Bruni è un attore italiano di 73 anni, noto per il suo lungo impegno nel teatro, in particolare al Teatro Elfo di Milano. Ha interpretato numerosi ruoli importanti, tra cui Amleto, Caligola e Salieri.

Quali opere di Beckett interpreta Ferdinando Bruni all'Elfo?

All'Elfo di Milano, Ferdinando Bruni interpreta due monologhi di Samuel Beckett: “L’ultimo nastro di Krapp” e “Quella volta”. La regia è di Francesco Frongia.

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