Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il diritto all'oblio non permette di cancellare la storia, ma richiede un'attenta valutazione della permanenza delle notizie online. Il giornalismo deve preservare la memoria storica.

Il manuale di diritto dell'informazione

È giunto alla settima edizione il manuale sul diritto dell'informazione. Questo testo è diventato uno strumento fondamentale. Aiuta a navigare le regole della deontologia giornalistica. Ne parla l'autore, il professor Ruben Razzante. Egli insegna Diritto dell'Informazione all'Università Cattolica di Milano.

La nuova edizione include importanti aggiornamenti. Tra questi, il Testo unico dei doveri del giornalista. È entrato in vigore il 3 febbraio. Riordina i principi deontologici. Li adatta all'era digitale e ai social network. Sono presenti anche sentenze innovative. Riguardano la diffamazione online. Viene trattato il nuovo regolamento europeo sulla privacy. Entrato in vigore a maggio. I paesi europei avranno due anni per adeguarsi.

Il manuale affronta anche le novità sul diritto d'autore online. Sia a livello di direttive che di sentenze. Si parla di tecnologia al servizio dei cittadini. Viene aggiunto un nuovo capitolo. È dedicato al diritto all'oblio. Questo diritto non mira a cancellare la storia. Permette di riordinare le notizie sul web. Spiega quando giornalisti e motori di ricerca devono rimuovere contenuti. E quando è giusto mantenerli per il diritto all'informazione.

Diritto all'oblio e ruolo del giornalista

Il giornalista ha l'obbligo di aggiornare le notizie. Lo ha stabilito la Cassazione nel 2012. Raramente deve rimuoverle. Le testate giornalistiche sono custodi della memoria storica. Il discorso cambia per i motori di ricerca. Il loro scopo è il profitto, non l'informazione. A loro si può chiedere la deindicizzazione di articoli obsoleti. Questo riguarda l'identità digitale non aggiornata.

È necessario valutare ogni caso singolarmente. Bisogna considerare la rilevanza della notizia. La sua attualità. Il potenziale danno per l'interessato. Questo va confrontato con il beneficio per gli utenti. Anche il giornalista può promuovere richieste di rimozione. La sua responsabilità è cruciale in questo processo.

Errori comuni nell'uso dei social network

Un errore frequente è credere che il profilo privato sia libero. Si pensa di poter scrivere qualsiasi cosa. Anche violando la deontologia. Denigrare colleghi o rivelare segreti professionali. Questo può portare a provvedimenti disciplinari seri. Il giornalista ha un'autorevolezza. Deve sempre rispettare vincoli deontologici. Principi di sobrietà, continenza e riservatezza sono fondamentali.

Un altro errore comune è fidarsi di notizie non verificate. Solo perché appaiono su Twitter o Facebook. Questo espone al rischio di cause per diffamazione. La verifica delle fonti è un pilastro del giornalismo. Ignorarla è un grave passo falso.

Vantaggi della deontologia nel giornalismo

Il giornalismo tradizionale affronta una crisi profonda. Crescono fonti alternative che ignorano le regole. Al di là dell'etica personale, quali vantaggi pratici offre la deontologia? Nel vasto mondo dell'informazione online, la distinzione tra veri giornalisti e improvvisati si assottiglia. Tuttavia, il rispetto della deontologia è l'unico modo. Permette ai giornalisti di dimostrare la serietà della loro professione. Si basa su regole che tutelano il cittadino.

Altrimenti, prevarrebbe la legge del più forte. Ci sarebbe una crisi di fiducia nei media. La gente smetterebbe di credere alle notizie. La convenienza nel rispettare i principi è chiara. Se salta il patto di lealtà tra chi informa e chi riceve, anche il web ne risente. I primi strumenti per rilanciare la dignità del lavoro giornalistico sono la riconoscibilità delle firme. Si potrebbe aggiungere il numero di tessera professionale. Un altro passo è pagare meglio i collaboratori. Questo valorizza il lavoro e garantisce qualità.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa si intende per diritto all'oblio?
Il diritto all'oblio permette a una persona di richiedere la rimozione di informazioni personali obsolete o irrilevanti dai motori di ricerca. Non si tratta di cancellare la storia, ma di gestire la propria reputazione digitale.

Qual è la differenza tra giornalista e motore di ricerca riguardo alle notizie?
I giornalisti hanno il dovere di preservare la memoria storica e verificare le informazioni. I motori di ricerca operano per profitto e possono essere richiesti di rimuovere link a contenuti non più pertinenti o dannosi.

AD: article-bottom (horizontal)