Il cineasta milanese Antonio Donato, 29 anni, è l'unico italiano selezionato al Festival di Cannes con il suo corto "Oh Boys". Donato esprime sorpresa e preoccupazione per la scarsa rappresentanza italiana, definendo la sua selezione "uno scherzo".
La sorpresa di Antonio Donato a Cannes
Essere l'unico regista italiano selezionato al Festival di Cannes è una sensazione inaspettata per Antonio Donato. Il giovane cineasta milanese, appena 29 anni, ha commentato all'ANSA: «Mi sembra tuttora che qualcuno mi abbia fatto uno scherzo». La sua opera, intitolata Oh Boys, è stata scelta per la sezione parallela Quinzaine des Cinéastes.
Donato ha ricevuto numerosi complimenti, ma la sua gioia individuale è offuscata dalla constatazione della scarsa presenza italiana. «Il fatto che non ci siano altri italiani è una notizia triste», ha affermato. Secondo lui, questo dato è «sintomatico di un sistema che non sta funzionando».
La notizia della selezione è arrivata inaspettatamente. «Non ci aspettavamo questa selezione, ce l'hanno detta sabato notte», ha raccontato Donato. L'emozione per lui e il suo team è stata enorme. La sua fortuna, tuttavia, non nasconde una preoccupazione per il panorama cinematografico nazionale.
Trama e temi del corto "Oh Boys"
Il corto Oh Boys è una coproduzione tra Italia e Gran Bretagna. La realizzazione è stata curata da Premiere Film con Courageous Donuts, Via73 e Andromeda Film. La storia è ambientata in un paese costiero.
Il film intreccia tre diverse vicende. In una di queste, i membri di una band locale si sfidano con esibizioni virtuosistiche. Un turista, invece, cerca in modo quasi disperato di impressionare la sua nuova fidanzata durante un pranzo. Infine, un giocatore di ping pong amatoriale subisce una sconfitta umiliante per mano di una giovane ragazza.
Il punto di svolta avviene quando un giovane sassofonista decide di ribellarsi. Il suo intento è liberarsi dallo spirito di competizione che sembra opprimere l'intera comunità. Donato descrive le tre storie come «piccoli episodi connessi da un fil rouge». Questo filo conduttore è rappresentato da un personaggio che appare in tutte le vicende.
Il tema centrale, secondo il regista, è «una mascolinità che viene ferita mentre cerca di impressionare». La narrazione esplora le pressioni sociali legate all'immagine maschile e alla competizione.
Il percorso di Antonio Donato
Antonio Donato ha completato i suoi studi presso la London Film School. Questa scuola offre un approccio formativo molto pratico. «Lì fai un po' tutto, quindi ho avuto l'opportunità di imparare molto facendo anche montaggio o produzione», ha spiegato. Questa formazione poliedrica gli ha permesso di acquisire diverse competenze nel settore cinematografico.
La sua partecipazione a festival internazionali non è una novità. Il suo precedente corto di diploma, Sparare alle Angurie (2023), scritto insieme a Paolo Carbone, ha riscosso un notevole successo. È stato selezionato da oltre 60 festival in tutto il mondo.
Tra le rassegne più importanti che hanno ospitato il suo lavoro figurano l'Interfilm Berlin e lo Shanghai International Film Festival. Il corto ha ottenuto circa 15 riconoscimenti, tra nomination e premi. Tra questi spiccano il Rai Cinema Award al Figari Film Festival e il Grand Prix al Brest European Short Film Fest.
Donato considera Sparare alle Angurie un passaggio fondamentale per la sua carriera. Attualmente, sta lavorando alla trasformazione di quel corto in un lungometraggio. Spera che l'opportunità di Cannes possa aiutarlo a trovare i finanziamenti necessari. «Stiamo facendo grande fatica a far partire il film nonostante ci sia una produzione come Cinedora dietro», ha concluso, citando la casa di produzione che ha realizzato Vermiglio.
Domande e Risposte
Chi è Antonio Donato?
Antonio Donato è un giovane regista milanese di 29 anni, selezionato per il Festival di Cannes con il suo corto "Oh Boys".
Qual è il tema del corto "Oh Boys"?
Il corto esplora le pressioni legate alla mascolinità e alla competizione attraverso tre storie intrecciate ambientate in un paese costiero.