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Arte contemporanea in mostra a Mantova

La Casa del Mantegna di Mantova apre le sue porte a una significativa rassegna d'arte contemporanea intitolata «Incombenza della pittura». L'esposizione, curata dallo storico dell'arte Massimo Bignardi, presenta una selezione di opere provenienti dalla collezione del prestigioso Premio Bugatti-Segantini.

L'inaugurazione è prevista per giovedì 2 aprile, con apertura al pubblico a partire dal giorno successivo, venerdì 3 aprile, e proseguirà fino al 3 maggio. La mostra promette di essere un appuntamento di rilievo nel panorama artistico nazionale.

Storia e attualità del Premio Bugatti-Segantini

Istituito nel lontano 1959, il Premio Bugatti-Segantini si distingue per la sua longevità e importanza nel campo dell'arte contemporanea. La sua fondazione è merito di Vittorio Viviani, pioniere della Libera Accademia di Pittura, e dell'allora sindaco di Nova Milanese, Carlo Fedeli.

Il premio è dedicato a Bice Bugatti, compagna del celebre artista Giovanni Segantini, figura di spicco di una famiglia brianzola legata all'arte e al design, da cui discende anche Ettore Bugatti, fondatore dell'omonima casa automobilistica. La scelta di dedicare il premio a Bice Bugatti sottolinea un legame con la storia artistica e industriale italiana.

Un percorso tra linguaggi creativi

La mostra «Incombenza della pittura» non segue un ordine cronologico, ma propone un allestimento «liquido» che favorisce il dialogo tra le opere. Sono esposti lavori di 31 artisti, vincitori di premi alla carriera e della sezione internazionale del concorso nel corso degli anni.

Tra gli artisti presenti figurano nomi come Arcangelo, Moisés Anturiano, Renata Boero, Italo Bressan, e molti altri, fino a Riccardo Guarneri, che quest'anno riceverà il premio alla carriera per la 67esima edizione. La selezione mira a sottolineare la vitalità della pittura come mezzo espressivo capace di testimoniare il proprio tempo e i rapidi mutamenti sociali e culturali.

La filosofia del Premio: umanesimo e futuro

Il curatore Massimo Bignardi ha evidenziato come la mostra rappresenti una «narrazione che tiene insieme molteplici linguaggi creativi», segnando un dialogo intergenerazionale. L'esposizione intende sfuggire alla crisi della condizione postmoderna, proponendo una visione dell'arte come «punta di diamante di programmi protesi verso il sociale, verso la concreta convivenza dei popoli e delle loro culture».

«L’incombenza», ha spiegato Bignardi, «significa partecipazione, senso del dovere dell’umanesimo». Il Premio, nato in una realtà provinciale, persegue l'obiettivo di offrire nuove prospettive all'arte e alla capacità immaginativa, interpretando il presente attraverso le opere come «specchi magici», riprendendo il pensiero di Marcel Proust. L'attenzione costante ai processi e ai linguaggi che traducono l'inesprimibile in luoghi e immagini concrete è il leitmotiv del Premio.

Promozione e collaborazioni

La rassegna è promossa dalla Provincia, dalla Fondazione Rossi e dalla Libera Accademia di Pittura, in collaborazione con l'associazione culturale Flangini. Durante la presentazione, sono intervenuti il presidente della Provincia Carlo Bottani (in collegamento video) e Luigi Emanuele Rossi per la Fondazione Rossi, che ha sottolineato come l'arte, la pittura, la scultura e la grafica d'arte siano espressioni del «vitalismo delle mani» e della capacità di tradurre il pensiero.

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