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Furto nella Basilica di Sant'Andrea a Mantova

Un uomo di 50 anni residente a Mantova è stato prosciolto da un'accusa di furto aggravato ai danni della basilica di Sant'Andrea. L'episodio risale ai primi giorni di maggio del 2021, quando l'uomo fu sorpreso in possesso di circa 300 euro in contanti, ritenuti provento di un furto nella cassetta delle offerte della chiesa.

Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il sospettato mentre usciva dall'edificio religioso. Le forze dell'ordine, grazie ai suoi precedenti, riuscirono a identificarlo rapidamente e a fermarlo poche ore dopo il fatto, trovandolo in possesso del denaro.

Irregolarità nella querela

Il processo, che vedeva l'uomo imputato per furto aggravato, si è arenato in aula a causa di un vizio formale nella presentazione della querela. La denuncia, infatti, era stata inoltrata e firmata dal sacrestano della basilica.

Tuttavia, è emerso che il sacrestano non era la persona titolata a sporgere querela in rappresentanza della chiesa. L'unico legittimato a farlo, in assenza di una procura speciale, è il legale rappresentante, ovvero il rettore della basilica.

Proscioglimento per vizio di procedura

Di fronte a questa irregolarità procedurale, il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per mancanza della condizione di procedibilità, ovvero l'assenza di una querela valida. L'imputato, difeso dall'avvocato Silvia Ebbi del Foro di Mantova, non era presente in aula al momento della sentenza.

Durante le indagini, l'uomo aveva dichiarato che i 300 euro in suo possesso provenivano da altre chiese, ma questo aspetto è diventato irrilevante ai fini del proscioglimento, determinato esclusivamente dalla nullità della querela.

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