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Mail inedita su Gianni Fava

Una mail inedita, inviata da David Rossi all'allora presidente di Monte dei Paschi di Siena (MPS), Alessandro Profumo, è emersa durante i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte dell'ex capo comunicazione della banca. Il documento, datato 3 novembre 2012, descrive l'ex deputato leghista Gianni Fava come una figura ostile e pericolosa per l'istituto bancario.

Nella missiva, Rossi esprime un giudizio severo su Fava, definendolo «a capo dei leghisti locali, nostri dipendenti, tra i più attivi nel dossieraggio e nell’attività di diffamazione anonima». L'ex capo comunicazione di MPS sostiene che Fava stesse perorando la causa di alcune squadre mantovane sponsorizzate dalla banca, e che la sua ostilità fosse nata dopo che Rossi aveva interrotto tali sponsorizzazioni.

La reazione di Gianni Fava

Gianni Fava, ascoltato dalla Commissione, ha dichiarato di non aver mai avuto sentore di questa mail e di non aver mai avuto rapporti diretti con David Rossi. L'ex deputato ha espresso sorpresa autentica, affermando di aver conosciuto Rossi solo indirettamente, in virtù dei rispettivi ruoli istituzionali. «Non avevo mai sentito questa cosa», ha commentato Fava, chiarendo di non aver mai frequentato personalmente Rossi.

Fava ha ammesso di essere a conoscenza dell'esistenza di Rossi, ma ha negato qualsiasi incontro o interlocuzione diretta. La sua reazione è stata di stupore di fronte a un'accusa così circostanziata, che lo dipinge come un avversario da «neutralizzare e respingere con perdite».

Contesto e clima politico-economico

L'ex deputato ha cercato di contestualizzare la sua attività politica in quegli anni, legata anche alle vicende della Banca Agricola Mantovana (BAM) e alla preoccupazione per le ricadute occupazionali derivanti dalle fusioni. Fava ha spiegato che il suo impegno parlamentare, incluse interrogazioni su MPS e BAM, poteva aver creato un'immagine di sé come figura «fastidiosa» per i vertici della banca.

Ha ricordato un episodio specifico: un'assemblea di dipendenti BAM a Mantova, dove i lavoratori gli avevano chiesto sostegno di fronte al timore di tagli. Questo clima di apprensione sociale, secondo Fava, potrebbe spiegare l'ostilità descritta nella mail di Rossi. Tuttavia, non è stato in grado di collegare direttamente quell'attacco a episodi specifici.

Altre questioni e conclusioni

L'audizione ha toccato anche il nome dell'imprenditore mantovano Antonio Muto. Fava ha escluso qualsiasi rapporto con Muto, mostrando però fastidio per il fatto che qualcuno avesse anticipato quella domanda prima dell'audizione, definendo la circostanza «inquietante» e suggerendo possibili fughe di notizie interne alla Commissione.

Fava ha ribadito di non trovarsi a Siena la sera della morte di Rossi, richiamando la documentazione già depositata a supporto. Ha concluso affermando di aver appreso della morte di Rossi tramite un comunicato stampa della Camera dei Deputati la sera stessa dell'evento.

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