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Bilancio di un mandato decennale

Dopo quasi undici anni alla guida del Consiglio Comunale di Mantova, Massimo Allegretti si appresta a concludere il suo incarico. Eletto per ben due volte all'unanimità, Allegretti, esponente del PD, tornerà tra i banchi dell'aula come consigliere comunale in vista delle prossime elezioni di maggio. La sua consiliatura si chiuderà ufficialmente l'8 aprile, lasciando spazio alla campagna elettorale per l'appuntamento del 24 e 25 maggio.

Prima di lasciare la presidenza, Allegretti ha convocato le ultime due sedute: una per il 7 aprile, dedicata alla consegna delle benemerenze civiche 2025, e un'altra il giorno seguente per l'approvazione delle ultime delibere giuntali. A pochi giorni dalla fine del suo secondo mandato, il presidente ha voluto tracciare un bilancio della sua esperienza alla guida dell'assemblea cittadina.

Equità e garanzia in aula

«I primi cinque anni sono stati i più faticosi dal punto di vista della gestione del consiglio», ha dichiarato Allegretti, sottolineando l'importanza di sentire il peso della responsabilità nell'assumere un incarico pubblico. Riguardo al suo ruolo di garante per tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, ha preferito lasciare il giudizio ai diretti interessati, auspicando di aver agito con equità.

«Ho sempre trattato tutti con gli stessi criteri», ha affermato, evidenziando come il confronto con chi aveva orientamenti politici diversi fosse per lui uno stimolo. Allegretti ha ribadito la sua propensione a cercare ciò che unisce piuttosto che ciò che divide, un principio che ha guidato la sua presidenza. Nonostante la coesione della maggioranza che ha sostenuto il sindaco, Allegretti ha negato categoricamente di aver mai subito pressioni.

Assenza di pressioni e dialogo costruttivo

«Non ho mai ricevuto alcuna pressione da nessuno», ha assicurato Allegretti, attribuendo il consenso del sindaco alla solida gestione amministrativa. Ha descritto i rapporti con tutti i consiglieri, inclusi quelli di minoranza, come improntati a una cordialità istituzionale, pur ricordando alcune denunce ricevute. La sua severità nel richiamare al rispetto dei tempi e dei toni in aula non ha mai generato rimproveri, ma è stata vista come una garanzia per il corretto svolgimento del mandato democratico.

La coesione della maggioranza, secondo Allegretti, deriva dalla capacità della giunta di coinvolgere attivamente tutti gli attori e di dialogare con la cittadinanza. Ha inoltre riflettuto sulla crisi dei partiti tradizionali, osservando come il consenso si concentri oggi su figure leader capaci di influenzare le dinamiche politiche in modo diverso rispetto al passato.

Momenti salienti e futuro politico

Tra i momenti più difficili, Allegretti ha citato le situazioni in cui il dibattito politico rischiava di degenerare in faziosità o attacchi personali, episodi gestiti con sospensioni temporanee per rasserenare gli animi. Due sono stati invece i momenti più entusiasmanti: l'organizzazione a Mantova di un incontro con esperti di antiterrorismo come il giudice Guido Salvini e l'avvocato Andrea Speranzoni, e le occasioni in cui ha potuto parlare di politica agli studenti.

Orgoglioso di aver svolto il suo ruolo di presidente del consiglio comunale parallelamente al lavoro in Posta, Allegretti si dichiara disponibile a ricandidarsi come consigliere comunale, rispondendo positivamente alle richieste ricevute. Riguardo alla prossima competizione elettorale, ha riconosciuto la forza di Andrea Murari, forte di un'opera amministrativa riconosciuta trasversalmente, che gli conferisce una posizione di vantaggio.

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