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Sindacati e nuova proprietà Carcano si sono incontrati al Ministero per discutere il futuro dell'azienda. Si attendono investimenti concreti per il rilancio e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Incontro al Ministero per il futuro di Carcano

Si è svolto un importante incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'occasione ha visto per la prima volta riuniti la nuova proprietà della Carcano Antonio. Erano presenti anche le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali e regionali. L'obiettivo era fare il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future. L'azienda metalmeccanica dell'alluminio conta circa 500 dipendenti. Gli stabilimenti interessati sono a Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino.

L'incontro è stato convocato per aggiornare le parti dopo il recente cambio di proprietà. Questo passaggio è stato fondamentale per delineare le direzioni future del gruppo. La Carcano è ora sotto il controllo di un importante player cinese. Questo gruppo è leader nella laminazione dell'alluminio. Ha già una presenza consolidata in Europa tramite le esportazioni.

Nuova proprietà punta su investimenti e qualità

L'obiettivo dichiarato della nuova proprietà è rafforzare la presenza nel mercato europeo. Questo avverrà proprio attraverso il rilancio della Carcano. Nonostante un contesto economico complesso, la nuova gestione ha confermato la volontà di investire. Gli investimenti saranno mirati sulla qualità e sui volumi produttivi. Particolare attenzione sarà dedicata ai comparti rolling e converting. Il piano industriale dettagliato sarà presentato solo dopo l'estate. La presentazione non avverrà prima della fine del 2026.

Nel frattempo, l'amministratore delegato Fernando Varella ha presentato un'analisi della situazione aziendale. Ha anche indicato le prime direttrici di intervento. Si punta a una maggiore integrazione tra il gruppo cinese e gli stabilimenti italiani. Questo favorirà il trasferimento di competenze e know-how. Si sta valutando anche la riattivazione della «linea Como». Questa linea è attualmente ferma. La sua riattivazione aumenterebbe la capacità produttiva. Aiuterebbe anche a recuperare clienti persi. Favorirebbe inoltre lo sviluppo di nuovi mercati, in particolare quello europeo.

Sindacati e istituzioni chiedono garanzie

Dal fronte sindacale è emersa chiaramente la richiesta di un piano dettagliato. Si chiedono inoltre interventi immediati. Questi sono necessari per garantire la continuità occupazionale. È fondamentale salvaguardare le competenze presenti in azienda. Le istituzioni locali e regionali hanno invece assicurato il loro sostegno. Hanno manifestato disponibilità ad accompagnare il percorso di rilancio. Potrebbero essere messi a disposizione strumenti per gli investimenti. Saranno attivati anche programmi di formazione e riqualificazione per i lavoratori.

La cassa integrazione rimane attiva. È in vigore dal 2024 negli stabilimenti di Andalo e Mandello. Il clima emerso dal confronto è stato descritto come interlocutorio. Tuttavia, sembra orientato verso una ripresa. Un nuovo incontro di monitoraggio è già stato fissato. Si terrà il 6 ottobre 2026, sempre presso il Mimit.

Le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali

«Riteniamo importante aver svolto questo incontro con il nuovo AD», ha commentato Enrico Azzaro della Uil Lombardia. «Pur in assenza di un piano industriale, sono stati assunti impegni per recuperare efficienza e quote di mercato. Questo potrebbe consentire, anche se non nell’immediato, di arrivare alla cessazione della cassa integrazione», ha aggiunto.

Azzaro ha inoltre sottolineato il ruolo della Regione Lombardia. Attraverso i propri strumenti di politiche attive, la Regione potrà accompagnare eventuali percorsi di formazione e riqualificazione dei lavoratori. «Usciamo da questo confronto con alcune rassicurazioni sulle intenzioni», ha concluso Azzaro. «Sarà fondamentale verificare nei prossimi mesi se alle parole seguiranno risultati concreti nei tre stabilimenti».

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